SARONNO – “In un mondo in cui tutti sono post qualche cosa, io calcisticamente sono post milanista. Mi fermo a Nereo Rocco, Pierino Prati, Rivera e Benetti, e soprattutto a Roberto Rosato, il più grande difensore puro di tutti i tempi. Questo per dire che non sono un tifoso, e osservo il calcio più o meno come un fenomeno di costume. Non per questo sono disinteressato alle vicende della nostra squadra cittadina, il Saronno Fbc dal glorioso passato e dal presente deprimente”.

Inizia così la nota di Alfonso Indelicato, consigliere comunale indipendente, in merito alla situazione dell’Fbc Saronno, società cittadina con sede al Matteotti, che domenica non è scesa in campo per mancanza di giocatori. Sul tema si è espresso anche il capogruppo Pd Francesco Licata. 

È risorto dalle sue ceneri grazie al presidente Pilato più dotato di ottimismo e passione che di risorse economiche, ed ha così pagato le conseguenze di una rosa di non eccelse qualità. Il presidente ha insomma gettato il cuore oltre l’ostacolo, ma l’ostacolo era assai arduo. Oggi tutti gli danno addosso, ma devo dire che certe recenti esternazioni di suoi detrattori mi sono sembrate un po’sopra, o sotto, le righe. La tifoseria brontola, ma non può dimenticare che Pilato le ha regalato un sogno che era defunto. Chiediamoci piuttosto perché una città come Saronno non riesca ad esprimere una cordata di imprenditori in grado di farsi avanti. Comuni assai più modesti hanno di simili attori, e i risultati si vedono. Qualcuno punta il dito contro l’Amministrazione, ma in verità l’unico appunto che le si potrebbe fare è quello di aver mancato di “moral suasion” rispetto a possibili soggetti interessati. Intanto ha reso agibile e bello uno stadio che era diroccato, il quale però, in mancanza di un degno ospitante, resta come un ben decorato guscio vuoto.

Tornando ai finanziatori, è possibile che questi latitino qui fra gli amaretti, in una città che non è diventata povera neanche ora che la grande industria è tramontata? Aspettando che battano un colpo, non resta che tornare col pensiero al bel tempo che fu, quando i cacciatori di talenti giravano per i campetti osservando le partitelle. E poteva anche capitare che vi trovassero un Roberto Rosato, l’uomo contro cui nessun attaccante ha mai visto la palla.

27112018

6 Commenti

  1. Mi scusi ma tre anni da schifo, prendendo caterve di goals, non pagando allenatori e giocatori, fino ad arrivare a non poter presentare più di tre giocatori in campo secondo lei è regalare un sogno ? A casa mia si chiama incubo.

    • Caro Anonimo,
      sono stato presente alla partita di esordio. Ricordo l’entusiasmo, la speranza, i cori. Viviamo, noi umani, anche di queste cose.
      La saluto

  2. Gli imprenditori non si avvicineranno mai al Saronno, piazza troppo difficile , li ammazzano sul nascere.

  3. Beh il calcio di oggi non è per “pieni di passione” ma per denarosi e mercenari anche se spesso non ne capiscono nulla e vogliono fare la formazione per il solo fatto che mettono il grano.
    A Saronno dopo Preziosi, non sono più esistiti, facciamocene una ragione.
    Perché buttare via i soldi per rifare lo stadio e non raderlo al suolo? Per rifarlo sono stato usati anche i miei soldi e personalmente non sono d’accordo
    Luca Corradini

  4. Una volta allo stadio non fa di nessuno un sapiente,mi spiace Alfonso ma non sai molte cose che se sapessi aggreverebbero ulteriormente il tuo punto di vista sei stato fin troppo ottimistico.

Comments are closed.