SARONNO – “La tassa rifiuti aumenterà nel 2019. Sottolineo subito, per sgomberare il campo da congetture, che tale aumento non deriva dalla volontà dell’amministrazione di “far cassa”, ma è un’inevitabile conseguenza di due fattori che sono l’aumento del costo degli smaltimenti e la diminuzione del valore ricavato dalla vendita delle materie prime”.

Così il vicesindaco Pier Angela Vanzulli giovedì sera in consiglio comunale ha annunciato,  l’aumento a Saronno della Tari ossia la tassa sui rifiuti. “Questo combinato ha determinato un aumento di 289 mila euro che debbono essere coperti, come prevede la legge, dalle entrate derivanti dalle bollette. Per legge, il costo dell’appalto deve essere tutto coperto con le entrate delle bollettazioni, in soldoni quanto si spende si paga.

LA SITUAZIONE DELLA RACCOLTA RIFIUTI A SARONNO
Noi abbiamo un appalto quinquennale (2013-2017), attualmente siamo in regime di proroga di una annualità e la scadenza è il prossimo 31 dicembre. Questo appalto assicura la raccolta domiciliare dei rifiuti differenziati ed indifferenziati, il relativo trasporto e conferimento al centro raccolta comunale o agli impianti di recupero/smaltimento finali, lo spazzamento stradale, la gestione del centro raccolta comunale, il servizio di prevenzione gelate e sgombero neve.
Abbiamo poi quattro appalti di servizi per lo smaltimento dei rifiuti che costituiscono un costo per l’Amministrazione (rifiuto indifferenziato, umido, terre di spazzamento stradale, rifiuti ingombranti). E quattro appalti di servizio per il recupero dei rifiuti che costituiscono un ricavo per l’Amministrazione (carta, multileggero plastico, ferro, vetro).
Le quotazioni di mercato per lo smaltimento dei rifiuti (rifiuto indifferenziato, umido, terre di spazzamento stradale, rifiuti ingombranti) sono rimaste sostanzialmente stabili nel quinquennio 2013-2017, per poi subire un’impennata di costo nell’ultima annualità 2018. In virtù di quanto sopra, i costi per il relativo recupero/smaltimento di queste frazioni, sono aumentati di oltre € 100.000/annui nel periodo 2018 e, si stima, nel 2019. Un esempio per tutti, il costo per il recupero/smaltimento dei rifiuti ingombranti è quasi triplicato (da €/t 71,70 del 2013 alle attuali quotazioni attestate anche sui €/t 220,00 esclusa Iva). Tutto ciò anche, verosimilmente, in forza di una geografia del mercato dei rifiuti che vede una domanda in netto aumento per il conferimento di rifiuti da altre regioni, a fronte di una potenzialità impiantistica sostanzialmente stabile.
Ci sono poi gli appalti di servizi per lo smaltimento dei rifiuti che costituiscono un ricavo per l’Amministrazione. Ovvero la carta, il multileggero plastico (cioè imballaggi in plastica, lattine di alluminio, lattine in banda stagnata), il ferro ed il vetro.
Anche in questo caso, le quotazioni di mercato per il trattamento e la vendita di tali rifiuti sono rimaste sostanzialmente stabili o in aumento nel quinquennio 2013-2017, per poi subire un decremento di valore nell’ultima annualità o biennio di previsione.
Anche in questo caso si stima un decremento degli introiti che potrebbe incidere nell’ordine del centinaio di migliaio di euro per la prossima annualità.
Per esempio per il multi leggero plastico, si prevede una diminuzione di ricavi sulle vendite che va da euro 169,50 a tonnellata nel 2018 ad uno stimato di euro 100/120 a tonnellata per il 2019, o come la carta venduta nel 2018 a euro 127,50 a tonnellata per arrivare ad uno stimato di euro 52,10 a tonnellata nel 2019.

COSA SIGNIFICA PER I SARONNESI
La tassa rifiuti deve interamente coprire i costi del servizio. Per la determinazione delle tariffe si utilizzano dei coefficienti ministeriali, applicati i quali, vengono definite le tariffe in base ai membri delle famiglie ed ai metri quadrati delle abitazioni o delle attività produttive.
Il MEF, Ministero Economia e Finanza, ha fissato dei costi standard relativi al servizio rifiuti: se il costo del rifiuto in un dato Comune è più alto del costo standard fissato dal Ministero, tale costo deve essere ridotto.

Per Saronno il costo standard definito dal Ministero è pari a euro 300.89 a tonnellata, con una percentuale di raccolta differenziata prevista al 69,13 %.
In realtà dal piano finanziario della Tari, risulta un costo a tonnellata di euro 269,53 che corrisponde a una differenza, cioè un minor costo rispetto ai costi standard, di euro 547.621,00.
Noi abbiamo una raccolta che comprendendo anche le terre di spazzamento ed i rifiuti ingombranti come quota parte dei rifiuti differenziati grazie ad una variazione normativa che arriva all’80%.
Ne deriva che se applicassimo i parametri Ministeriali con l’80% , il costo standard salirebbe a euro 313,39 a tonnellata che determinerebbe per noi un minor costo complessivo rispetto agli standard del ministero di euro 765.789,00.

Dopo anni in cui il costo del servizio si è pressoché mantenuto costante, si è verificato un aumento, ma i costi sono comunque inferiori rispetto agli standard ministeriali.
Detto questo, in un momento storico economicamente difficile, comprendo che questi aumenti possano non essere graditi, ma come spiegato non dipendono da nostre scelte in quanto è la legge finanziaria 147 del 2013, che impone la copertura al 100% dei costi con le entrate da bollettazione.

22122018

13 Commenti

  1. Guarda caso l’aumento della tassa coincide con il rinnovo dell’appalto rifiuti ,strana congettura, forse si poteva fare di più però questa volta hanno deciso tutto loro ,ma bravi.

  2. Sarebbe più comprensibile un aumento la’ dove ci fosse maggiore pulizia delle strade! Si faccia un giro alla periferia della citta’ e nei parcheggi (scuole Pizzigoni) per rendersi conto non c’è……

  3. i numeri vanno letti con attenzione e forse vanno confrontati con quelli di altre realtà, altrimenti l’esercizio comunicativo a senso unico funziona sempre.
    intanto siamo in regime di proroga, da un anno, e non è chiaro quando verrà confermato l’attuale fornitore.
    Fa abbastanza ridere che i materiali pregiati vengano smaltiti da “estranei” che poi li rendono come rifiuti di alcun valore abbandonandoli dove è più comodo.
    Sono gli stessi “cittadini saronnesi” che il sindaco voleva trasferire?
    Quindi un mancato guadagno e un costo, per metterci una pezza inseriamo le guardie giurate?

    A fronte di situazioni in cui i costi, lo dite voi (ma magari non è proprio così) crescono, forse bisogna provare una strada diversa magari pensando ad un riuso intelligente dei rifiuti con uno spazio dove alcuni oggetti, che per chi li butta non hanno valore potrebbero averlo per altri e magari ci potrebbero essere anche dei posti di lavoro per artigiani (ristrutturazione ) e per cooperative di trasportatori di oggetti di medie dimensioni.
    Non cambierebbe il costo della raccolta ma diminuirebbe quello dello smaltimento.
    La plastica in parte è fatta da vuoti di bottiglie di acqua minerale se l’acqua di Saranno fosse migliore o se le casette dell’acqua fossero tenute come si deve magari potrebbe diminuire.

  4. Diminuire per contenere i costi, come fanno molti comuni, cadenza della raccolta differeziata che ha Saronno è esagerata. Indifferenziato, vetro ogni 15gg e l’umido 2v alla settimana invece che tre!

  5. scriviamo al sig. di maio (intelligentone) di aggiungere alla sua lista “tassa rifiuti aumentata .. fatto”.
    grazie fagioli ce ne ricorderemo

  6. Che pasticcio la TARI sui box! Alcuni la pagano, altri no (in genere i contratti più vecchi).

  7. smettetela di buttare soldi per lo staff inutile del sindaco (che tanto non migliora), i soldi per la inutile trevalli, i soldi per pagare i debiti dello scorso anno dei commercianti morosi ecc. Bello fare il grande con i soldi dei cittadini

    • Sì però si sarebbe potuto applicare la tariffa puntuAle Dove si paga quello che si produce ,ma neanche questo hanno avuto il coraggio di fare solo un ordinario appalto con la solo novità della vigilanza armata a presidiare i rifiuti alla piattaforma di via Milano

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