LIMBIATE – Giovannino Sepielli aveva 81 anni e abitava a Limbiate: è morto tragicamente il 4 ottobre e la famiglia è stata informata con 98 giorni di ritardo.

Una vicenda che ha lasciato sgomenta la comunità e che ha fatto crescere l’indignazione per come sono state condotte le indagini sulla scomparsa dell’anziano limbiatese e per i lunghi tempi impiegati per dare pace alla famiglia. Tutto questo è stato raccontato nella puntata di mercoledì 16 gennaio della trasmissione “Chi l’ha visto?”, in onda su Rai3, che ha visto ospite della conduttrice Federica Sciarelli la figlia di Giovannino, Rosanna, e in collegamento la moglie dell’anziano, Antonietta, e l’altra figlia Maria Grazia. Sono loro a ripercorrere l’accaduto: Giovannino si è allontanato dalla sua abitazione nella mattina del 4 ottobre, quando è stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza prelevare una somma al bancomat di Varedo, salire sul treno di Trenord diretto a Cadorna e transitare nel tunnel della metropolitana ancora a Cadorna, deciso a raggiungere il binario della linea verde. Si è subito ipotizzato che l’uomo avesse in mente di tornare nella sua terra natia, in Puglia, e per questo motivo cercasse di raggiungere la stazione centrale di Milano per prendere un treno interregionale. In centrale però, Giovannino non é mai arrivato.

A distanza di 98 giorni dalla data della scomparsa, la famiglia è stata informata che nella serata del 4 ottobre stesso, alle 20.30, un anziano è stato travolto da un treno della linea Milano-Mortara, tra le stazioni di Gaggiano e Trezzano sul Naviglio, e che quell’uomo è stato poi identificato grazie al pacemaker che era stato impiantato nel suo corpo: era Giovannino. Ma perché chi ha fatto i rilievi dell’incidente mortale ferroviario non ha incrociato i dati con quelli delle persone scomparse? Perché l’autopsia è stata fatta così in ritardo? Perché, anche dopo aver avuto la certezza dell’identità di Sepielli, si è atteso altro tempo (altre tre settimane) prima di dare la triste notizia alla moglie e alle figlie, che nel frattempo continuavano a cercare Giovannino, attraverso appelli in diverse trasmissioni televisive?

Tutte queste domande sono, ad oggi, ancora senza risposta: condivisibili dunque i toni usati dalla conduttrice di Rai3 e dai curatori del servizio, che hanno definito la vicenda “una storia assurda di indifferenza e inefficienza, che non è degna di un Paese civile”.

18012019

(nella foto: l’appello della famiglia Sepielli di ottobre a Chi l’ha visto?)

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