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Truffa nel volontariato: è di Limbiate uno dei due arrestati

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LIMBIATE – L’associazione “Un cuore per tutti contro l’emarginazione” ha sede a Limbiate, nell’appartamento di uno dei due soci, un limbiatese 43enne, che, insieme all’amico 47enne di Monza, da ieri 22 gennaio si trova agli arresti domiciliari su ordinanza emessa dal tribunale di Milano ed eseguita dalla Guardia di Finanza di Monza.

I due, uno nelle vesti di segretario e l’altro di legale rappresentante, avrebbero costituito nel 2015 l’associazione allo scopo di truffare i benefattori, che venivano convinti con la scusa di sostenere i bambini malati. Nella realtà, tutto il ricavato delle donazioni – circa 110 mila euro in totale – veniva incassato dai truffatori (altre persone, oltre ai due brianzoli, sono indagate nell’indagine) per spese personali e pare anche per frequenti puntate nelle sale slot.

Mai iscritta all’albo delle associazioni riconosciute dal comune di Limbiate, la finta onlus non ha mai ottenuto contributi comunali né ha mai partecipato ad iniziative ed attività in sinergia con le due amministrazioni comunali limbiatesi che si sono succedute dal 2015 ad oggi o con altre associazioni. Nel 2016, i soci hanno presentato richiesta di iscrizione al registro provinciale delle associazioni di Monza e Brianza, ottenendo però un diniego, in quanto la Provincia stessa aveva rilevato la mancanza di conformità nello statuto e nelle finalità dell’associazione richiedente.

Pur senza il sostegno degli enti territoriali, i truffatori hanno proseguito la loro attività illecita, organizzando un sistema di raccolta fondi attraverso banchetti e gazebo allestiti praticamente in tutta Italia: si posizionavano nelle piazze, davanti agli ospedali o alle stazioni, muniti di casacche riportanti il logo dell’associazione, con tesserini di identificazione e opuscoli in cui descrivevano i loro progetti benefici. In alcune occasioni, purtroppo per loro, i cittadini adescati si sono insospettiti e hanno inoltrato segnalazioni pervenute alla Guardia di Finanza, che ha avviato nel 2016 le indagini dell’operazione “Cuore falso”, conclusasi in questi giorni con le due ordinanze di custodia cautelare.

23012019

 

1 COMMENTO

  1. Ma i nomi servirebbero xché magari qualcuno né è stata vittima dell’inganno anche per non far confondere le altre che operano nella trasparenza e legalità grazie da Michele

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