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Ferrovia: la Sinistra dice no alla Malpensa-Gallarate

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MALPENSA – Sinistra per Gallarate e Liberi e Uguali della provincia di Varese hanno chiesto la dichiarazione di compatibilità ambientale negativa e il ritiro del progetto di collegamento ferroviario Malpensa-Gallarate che attraversa anche i comuni di Casorate Sempione, Cardano al Campo e Somma Lombardo, presentando una osservazione articolata a Regione Lombardia. “Un’opera inutile, pensata oltre 10 anni fa, in un contesto sociale ed economico completamente differente, che non rientra come dovrebbe nella Vas Piano d’Area Malpensa quadrante ovest al fine di una valutazione degli impatti cumulativi – dicono gli oppositori dell’intervento – Un progetto attivato con numerose lacune procedurali, tanto da rendere necessaria una verifica della regolarità formale della procedura via regionale in atto, che presenta documentazione incompleta. Basti dire che la via in atto è comparsa almeno fino al 13 gennaio 2019 nel portale regionale fra i procedimenti in archivio depositati, benché la scadenza delle osservazioni sia il 27 gennaio. Fra le osservazioni presentate si sono sottolineate gli impatti sulla qualità dell’aria a seguito della scomparsa dei boschi in un’aria dove gli inquinanti superano i limiti consentiti troppo spesso, impatti non compensati dalla limitata riduzione dal passaggio dalla ruota alla ferrovia, sulla base degli studi della stessa Sea”.

Prosegue il comunicato di Sinistra per Gallarate e Liberi e Uniti: “A fronte dell’inquinamento atmosferico, che ha ripercussioni sull’ambiente e sulla salute dei cittadini e delle cittadine, a fronte degli impegni che la Regione Lombardia si è assunta, si vuole procedere con occupazione di suolo per la realizzazione del collegamento ferroviario, pari a 238 mila e 488 metri quadrati relativamente alle aree operative (di cui 103 mila e 582 metri quadri di boschi di latifoglie, 8922 metri quadri di boschi di latifoglie e conifere, 3151 metri quadri di prati permanenti e 4323 metri quadri di seminativi) e a 200 mila e 998 metri quadri relativamente alle aree dei cantieri fissi (di cui 65 mila e 59 metri quadri di boschi di latifoglie, 20 mila e 117 metri quadri di boschi di latifoglie e conifere, 105 metri quadri di boschi di conifere, 5664 metri quadrati di prati permanenti e 64 mila e 830 metri quadri seminativi). Pur con la scelta “di massimizzare i tratti in galleria, compatibilmente con i vincoli territoriali e ferroviari esistenti”, così da ridurre la superficie di suolo sottratta ad altri usi, la quantità di suolo boschivo che si intende distruggere resta significativa, tanto più in un’area eccessivamente cementificata e che vede quotidianamente il sorvolo di aerei (i cui numeri verranno oltre che raddoppiati secondo le previsioni del nuovo masterplan di Sea). E’ lo stesso studio a indicare la zona con “consistente urbanizzazione”, evidenziando la pressione che ciò comporta sull’ambiente naturale, ovvero sull’ecosistema forestale che caratterizza buona parte dell’area in esame. La prevista ricostruzione della vegetazione nel tracciato in galleria artificiale, con messa a dimora di arbusti autoctoni, sarà peraltro impossibile poiché lo spessore ridotto di suolo non consentirà la messa a dimora degli arbusti né ripristinare lo stato attuale del luogo”.

Ricordano gli oppositori: “Si è inoltre osservato infine che la valutazione socio-economica degli scenari del progetto preliminare condotta dal Politecnico di Milano, per conto del progettista dell’opera, evidenzia che se si realizza il collegamento ferroviario Malpensa-Gallarate, prima del completamento del progetto di quadruplicamento Rho-Parabiago, i benefici attesi dal progetto non sono in gradi di controbilanciare i costi ad esso connessi, a causa della saturazione della rete primaria. Viceversa il collegamento a Y a Busto Arsizio consentirebbe di migliorare i collegamenti ferroviari a Malpensa, senza sprecare ambiente, salute e soldi pubblici”.

24012019