SARONNO – “Ieri mattina era un dovere esserci. Non solo per la conoscenza diretta con la famiglia Bastanzetti, cui mando un abbraccio. Non solo perchè oggi sono consigliere comunale. Non solo per la memoria. Non solo per la democrazia o per i valori fondanti della Repubblica per i quali quel saronnese è morto. Insomma: non perchè si doveva “timbrare il cartellino”.

Inizia così la nota del consigliere comunale indipendente Francesco Banfi in merito alla prima pietra d’inciampo saronnese posata ieri mattina.

“Era obbligo esserci per sentire, ad esempio, di quando, a guerra terminata, i partigiani entrarono nel cortile di via Ramazzotti 12 per chiedere alla vedova chi avesse denunciato -e dunque condannato- il marito: lei disse, mentendo, che non sapeva. Nulla avrebbe restituito Pietro a lei o ai figli. In quel momento ha scelto di fare la differenza, di finire la spirale d’odio, segno che non è vero che le cose nascono casuali, spontaneamente: dev’esserci un seme. Ho persino avuto l’ardire di pensare di avere compreso perchè un uomo che è morto per quei motivi avesse scelto quella donna come moglie e madre dei suoi figli”.

Anche Banfi, dopo il consigliere di minoranza Nicola Gilardoni, pone l’accento sull’assenza dell’Amministrazione: “Oltre a questa mia supponenza, devo registrare l’assenza dell’amministrazione Fagioli. Do atto che sono calendarizzate varie inizative, ma tutti gli incontri culturali perdono di senso davanti al toccare con mano chi è stato direttamente coinvolto dalle vicende che ricordiamo. Rendersi conto di questo è ciò che pone la differenza tra la volontà di esserci, lo stare vicini alla comunità che si rappresenta e “il timbrare il cartellino”… che è comunque mancato”.

La risposta dell’Amministrazione di non essere stata presente perchè non invitata non soddisfa l’ex assessore: “L’assenza dell’amministrazione è un dato di fatto. Non penso che per essere presenti ad un momento così importante fosse necessario ricevere un invito: basta avere a cuore la comunità che si amministra. Potrei dire “quando la toppa è peggio del buco”… però resto senza parole”.

1 commento

  1. Per coloro che non hanno il rispetto per chi ci lasciato la ” libertà di essere uomini”,
    di poter essere”indifferenti” e cercare scuse non richieste per giustificarsi
    …………..
    le parole non servono

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