CISLAGO – Respinta la richiesta di assoluzione per legittima difesa, ed anche una derubricazione ad eccesso colposo di legittima difesa, il 32enne operaio tunisino, Iskander Zaghbani, accusato di avere ucciso un connazionale a Cislago, con un fendente alla gola con un coccio di vetro, ha ottenuto uno sconto di pena di quattro mesi: è finito così il recente processo d’appello al tribunale di Milano per quanto successo per la strada, nella zona dell’abitato cislaghese dell’ex statale Varesina, in quel tratto via Iv novembre, il 26 giugno di due anni fa. La pena è passata da sei anni ed otto mesi in primo grado, a sei anni e quattro mesi di carcere. Lo straniero era accusato di omicidio preterintenzionale.

L’assassino era incensurato, con documenti in regola e di professione operaio in una ditta del posto: all’origine di tutto la lite con il connazionale Jalel Chamkhi di 25 anni, di fronte ad una pizzeria da asporto. Chamkhi, che era a sua volta armato di un coltellino svizzero, era stato dunque colpito mortalmente. Era padre di un bimba di quattro mesi: era morto dissanguato poco dopo il ricovero all’ospedale di Saronno. L’omicida era stato preso a luglio direttamente all’aeroporto di Malpensa, quando aveva fatto ritorno dalla Tunisia, non sapeva di essere stato identificato e che i carabinieri lo stavano cercando: mai chiariti i motivi della lite.

(foto archivio)

21032019

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