SARONNO – La Guardia di finanza di Saronno ha eseguito una ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di un consulente fiscale che aveva organizzato una complessa ristrutturazione aziendale di un affermato studio professionale di consulenza fiscale saronnese. Nella stessa misura cautelare disposta dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Busto Arsizio è stato eseguito anche un sequestro di quote societarie per un valore di oltre 1 milione di euro.

L’operazione delle Fiamme gialle è nata dalla denuncia di truffa presentata da un commercialista nei confronti di propri soci ed è stata condotta sotto la costante guida ed il coordinamento della procura della Repubblica di Busto Arsizio. Le indagini hanno dimostrato come, a latere dello studio professionale, operassero alcune società di elaborazione dati aziendali – una delle quali nel frattempo dichiarata fallita dal Tribunale di Busto Arsizio – attraverso l’emissione di fatture relative ad operazioni inesistenti per oltre un milione di euro. Al termine delle indagini, oltre al responsabile oggi arrestato, sono state denunciate altre 7 persone a piede libero, tra le quali anche 3 professionisti che dovranno rispondere dei reati di emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, autoriciclaggio e bancarotta fraudolenta.

I proventi illeciti conseguiti attraverso l’utilizzo e l’emissione delle false fatture venivano in seguito utilizzati per realizzare la pianificata operazione di ristrutturazione dello studio professionale. L’operazione condotta dalle Fiamme gialle conferma il costante impegno del Corpo nel contrasto alle più insidiose frodi fiscali, le quali producono effetti negativi per l’economia, ostacolano la normale concorrenza, danneggiano le risorse economiche dello Stato accrescendo il carico fiscale per i cittadini, le imprese ed i professionisti onesti.

08042019

6 Commenti

  1. Manca come al solito quel “particolare” importante per chi legge: poter identificare i soggetti!
    Questa testata è indecente quando segue quella sedicente auto imposta linea editoriale caratterizzata dall’omissione di NOMI e COGNOMI: …. ma perché?!!!!!
    Saluti

    • Hai ragione, perché non dare identità alle persone coinvolte, alla fine tanto poi si sa chi è!

    • Forse perché c’è un’indagine in corso ?!?!? Non è che bisogna sempre buttare nomi e cognomi degli indagati in pasto ad internet!

    • E’ giusto non ‘sputtanare’ le persone fino a quando non sarà stato celebrato il processo.
      Bravi ilSaronno.

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