SARONNO – A distanza di qualche giorno dall’ordinanza del Tar parlano gli avvocati Alessandro Papa e Fabrizio Perla che hanno seguito il ricorso per il comitato Salvaviaroma e i cittadini che l’hanno promosso.

Siete soddisfatti dell’ordinanza del TAR del 10 maggio scorso?
Perla: “Il risultato ottenuto con la nota ordinanza del tribunale amministrativo non può che dare piena soddisfazione alle aspettative di carattere “giuridico” cui abbiamo dato forma proponendo il ricorso alla fine del marzo scorso; tanto più che il giudice amministrativo accogliendo le nostre richieste ha sostanzialmente condiviso quello che è il principale motivo di contestazione, ovvero il difetto di motivazione, che è il cuore dell’atto amministrativo. E’ infatti bene precisare, sgombrando il campo da ogni possibile equivoco, che non si tratta qui di cavilli e/o aspetti puramente formali. Tutt’altro: la decisione positiva del tribunale ha colto in pieno la sostanza, ovvero, che mancano del tutto, nella specie, i presupposti a sostegno della scelta dell’ente, in palese violazione dell’art. 3 della Legge n. 241/90 che impone appunto l’obbligo di motivare tutti gli atti adottati nonché l’obbligo di indicare nella motivazione i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche di ogni provvedimento. Ed è appena il caso di aggiungere come proprio la motivazione, congrua e coerente – e che qui invece manca – è ciò che permette di distinguere tra una scelta discrezionale di un ente e la pura arbitrarietà.
Come lo stesso Tar ha precisato, allorché ha chiarito, nell’ordinanza , che la motivazione deve “precedere e non seguire ogni provvedimento, a tutela del buon andamento amministrativo, e dell’esigenza di delimitazione del controllo giudiziario”, si tratta di aspetti nodali e centrali dell’attività amministrativa – che l’amministrazione non ha affatto colto – nell’ottica del bilanciamento di tutti gli interessi collettivi contemplati. Sia consentito un facile calembour: più che di “cavilli” qui si tratta di “cavalli”!

Papa: “Qui i cavilli e la burocrazia, come citato nel comunicato del sindaco di ieri, non c’entrano affatto ed è del tutto fuorviante rappresentare le cose come atti di amministrazione cui una minoranza intenderebbe frapporre ostacoli di ogni sorta. Si tratta di atti sprovvisti di motivazione che non possono avere ingresso nel nostro ordinamento. La tutela delle mamme che conducono i propri bambini con i passeggini per via Roma, tanto per riprendere il comunicato del sindaco di ieri, si realizza con la sistemazione dei marciapiedi e non con una variante cui difetta ogni motivazione in ordine all’abbattimento di tutti gli alberi della stessa via.
Altro motivo di soddisfazione risiede nel fatto che il ricorso, pur nell’urgenza di arrivare prima dell’abbattimento imminente di tutti gli alberi di via Roma, è stato un atto per così dire “corale”.

Perchè “corale”?
Papa: “Perché è stato frutto di verifiche ed integrazioni, soprattutto per gli elementi in fatto, da parte non solo di tanti componenti del Comitato Salva Via Roma ma anche di altri cittadini che si sono dedicati con impegno a dare un contributo al ricorso nei giorni precedenti alla sua notifica.
Sono state raccolte circa 1.600 firme per la petizione a tutela degli alberi di via Roma, tanti si sono organizzati in comitato, in tanti hanno contribuito nella preparazione del ricorso. Ogni Amministrazione dovrebbe tenere conto di tale impegno partecipativo dei propri cittadini anziché obliterarlo in atti di cui non si fornisce nessuna motivazione. Qualche giorno fa è apparsa la notizia che l’Amministrazione Comunale è orgogliosa del fatto di aver pulito alcuni muri da graffiti e da disegni di writers così da rendere Saronno equiparabile ad una città svizzera. Ecco, sarebbe meglio copiare dalla Svizzera anche il coinvolgimento dei cittadini in ogni atto che possa avere conseguenze sulla loro quotidianità, come abbattere tutti gli alberi che sono in sede in una strada da più di 60 anni.

Quali sono gli sviluppi possibili a seguito dell’ordinanza di sospensione della delibera?
Perla: Ricordato che, allo stato, che la variante adottata dall’amministrazione è priva di efficacia, a novembre ci sarà l’udienza fissata per discutere il merito del ricorso. Ovviamente non è il caso, ora, di argomentare i possibili esiti. Si può solo evidenziare che il TAR, come è peraltro previsto dalla legge, nel concedere il provvedimento cautelare, si è limitato a rilevare, peraltro ampiamente motivando, la sussistenza del fumus a tale scopo. Restano ovviamente da esaminare tutti gli altri motivi di ricorso, ivi compreso la palese violazione, a parer nostro, del Codice degli appalti che non consentiva affatto di approvare una variante , quella che prevedeva il totale abbattimento degli alberi, in difetto di alcuna evenienza imprevista ed imprevedibile come stabilito dall’art. 106 del codice degli appalti pubblici.

14052019

7 Commenti

  1. Quindi tradotto si evince che il tribunale non si è espresso a favore della salvaguardia degli alberi ma bocciando una grossolana mancanza dell’amministrazione (appunto non un cavillo). Solo per amor della precisione visto che c’è chi sui social esulta come se il tribunale avesse voluto salvare gli alberi di via Roma. 🙂

  2. In effetti il progetto e” stato fermato proprio per un cavillino… 😂😂😂😂 E vediamo quando si approfondira” il metodo dell” appalto sui lavori.

    Apprezzo e ringrazio per le dettagliate spiegazioni date dagli avvocati.

  3. Quindi le radici che fuoriescono dai marciapiedi rimarranno x bellezza…oppure potrebbero servire x far due saltelli come un percorso vita… Intetessante

    • Nella parte finale di quella via vedi radici? Verso la piscina x intenderci.
      Eppure marciapiedi rifatta, alberi salvati…

    • Basta non usare gli slogan e lavorare seriamente nel rispetto e con i Saronnesi.
      Poca arroganza, tanto rispetto e dialogo.

      Poi se canni un progetto, l”ha cannato punto, non e” che il Tar non interviene petche” sei simpatico…

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