SARONNO – Pubblichiamo la nota firmata dal sindaco emerito Pierluigi Gilli in ricordo a Gianni Stirati giornalista sportivo, addetto stampa scomparso lunedì 27 maggio. Oggi alle 14,30 nella chiesa di San Giovanni Battista in via Larga alla Cassina Ferrara.

Venti anni fa, incontrai per la prima volta Gianni Stirati, chiamato come moderatore ad un dibattito all’inizio di una fervida campagna elettorale per l’elezione del sindaco e del consiglio comunale: guardai con attenzione ai modi garbati, ma fermi, con cui questo biondo, educato ragazzo, dagli occhiali cerchiati d’oro, sapeva contenere nei limiti del sopportabile un acceso confronto.

L’inizio di un’amicizia durata sinora, concretatasi nella diurna frequentazione nei dieci anni in cui svolse professionalmente il fiduciario incarico di addetto stampa della mia Amministrazione, occasione privilegiata per raccogliere con discrezione ed assoluta lealtà le confidenze e, spesso, anche gli sfoghi dell’uno e dell’altro.

Una confidenza che mi permetteva di spronarlo spessissimo, come una litania, a continuare nell’università. Ma il suo destino, fortemente voluto, era un altro: quello dello “scribacchino”, come diceva spesso con maliziosa umiltà. Scriveva bene e lo sapeva; aveva un dono innato, unito alla curiosità, alla capacità di sintesi, di ragionamento, di confronto. Sapeva mettere a proprio agio le persone che intervistava e ne riportava fedelmente le opinioni, senza manipolazioni. Un modo onesto di essere giornalista, senza faziosità nemmeno come cronista sportivo (tranne qualche eccesso di fede juventina…).

Dopo il termine delle mie funzioni in Municipio, ci siamo visti di meno, tuttavia rimaneva l’amicizia, fresca e continua nel tempo, con frequenti scambi di messaggi nel web. Rafforzata da una confidenza molto profonda negli ultimi anni, per motivi impellenti e non facili: apriva così con me il suo cuore inquieto, rendendomi partecipe di sé, delle sue riflessioni, del suo amore illimitato per la moglie e per i figli, di cui provava vero orgoglio, fino a due mesi fa, quando, seduti di fonte l’uno all’altro, mi ha coinvolto ancora in qualche sua difficoltà.

Non potevo ragionevolmente immaginare che il “ciao”, la stretta di mano, il sorriso scambiato soprattutto con gli occhi sarebbe stato un congedo. Troppo giovane, troppo ricco della voglia di fare e di dare. Si sarebbe rimediato a tutto.

Mi assecondava nelle mie velleità di fotografia, mi correggeva, mi dava le dritte, lo riconoscevo mio maestro, come nell’utimo sms del 24 aprile, in cui mi spiegava come valorizzare alcune immagini. Poi, all’improvviso, il buio, le notizie sempre più preoccupanti. Un epilogo che si stenta ad ammettere come giusto per un uomo ancora giovane e capace. Ma così è la vita, che prima o poi conosce l’omega.

Lo ricordo così, simpatico, chiassoso al di fuori delle funzioni professionali. Sono certo che sarà nel ricordo di chi ha avuto il privilegio di conoscerlo che Gianni ci sarà ancora; in un’altra dimensione, che supera ed annulla tempo e spazio e che misteriosamente ci unisce. La serenità e la consolazione accompagnino la sua bella famiglia nel prosieguo del cammino. Addio, a Dio.

29052019