Home Cronaca Buco milionario per Cartorama di Turate: un arresto della Finanza

Buco milionario per Cartorama di Turate: un arresto della Finanza

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TURATE – Un arresto e l’avvio di procedure di rogatoria internazionale. Questo il bilancio di una operazione della Guardia di finanza di Como, al centro un’azienda di Turate.

Concluse le indagini, adesso è il momento dei bilanci. La Finanza ha eseguito, nelle scorse settimane, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 52enne residente a Varese ma di fatto domiciliato nella Repubblica del Sud Africa, secondo le Fiamme gialle è stato uno dei principali autori del “disegno criminoso” che, attraverso il sistematico depauperamento del patrimonio aziendale, ha provocato il fallimento del “Gruppo Cartorama”, leader nazionale nel settore del commercio di prodotti di cartoleria e cancelleria. Per i finanzieri “il sodalizio ha nel tempo strumentalizzato, in maniera fraudolenta, il processo di ricapitalizzazione della società, realizzato mediante una complessa operazione bancaria cd. di Leverage Buy Out (L.B.O.) – ossia di acquisto mediante indebitamento verso terzi – che avrebbe dovuto potenziare la situazione finanziaria del Gruppo societario, favorendone il consolidamento sul mercato. In tal senso, dal 2008, il Gruppo societario aveva dato corso alla procedura di L.B.O. mediante l’intervento di alcuni importanti gruppi finanziari.

L’operazione si era realizzata prima con la creazione di una nuova società (Newco), in cui i soci erano, oltre agli investitori, anche l’indagato ed alcuni complici tramite schermi fiduciari esteri. Successivamente, la Newco, ricevuto il finanziamento da un consorzio di banche, aveva acquistato le quote della vecchia società (target), divenendone proprietaria. Infine, l’operazione aveva trovato il suo perfezionamento, mediante la realizzazione di un’operazione straordinaria di “fusione inversa”. Detta operazione comportava, in definitiva, l’accollo in capo alla ricostituita “Gruppo Cartorama Srl”, di un debito di 53 milioni di euro, pari al finanziamento concesso per la realizzazione dell’operazione di L.B.O.. Tramite tale operazione, allo scopo di incassare una parte cospicua del prezzo pattuito nel contratto di vendita ed un sovrapprezzo (earn out) condizionato dal raggiungimento di taluni parametri e requisiti contabili, gli indagati ponevano in essere una serie di operazioni commerciali fittizie per oltre 5 milioni di Euro, finalizzate esclusivamente a gonfiare artificiosamente il fatturato del Gruppo societario tale da renderlo appetibile per la realizzazione della predetta operazione finanziaria. Le citate cessioni, meramente documentali, di prodotti di cartoleria e cancelleria venivano simulate nei confronti di diverse società, sia italiane che estere. La merce oggetto di scambio veniva, di fatto, collocata presso un magazzino sito in Svizzera dove rimaneva giacente per lungo tempo, deprezzandosi e divenendo praticamente invendibile.

Hanno ulteriormente aggravato lo stato di dissesto dell’azienda, le attività distrattive finalizzate all’illecito drenaggio delle risorse finanziarie a danno della ditta fallita, tra le quali spicca l’acquisizione, da parte dello stesso Gruppo Cartorama, di una società logistica di proprietà di una compagine di diritto inglese – nella disponibilità dei sodali – per un corrispettivo sproporzionato rispetto al valore reale del cespite nonché un “massiccio finanziamento” ad una società controllata con sede ad Hong Kong anch’essa riconducibile alla sfera soggettiva del principale indagato.

Nel corso delle indagini, condotte anche mediante analisi documentali e bancarie nonché intercettazioni telefoniche ed ambientali, sono state eseguite perquisizioni locali e sequestri nelle province di Monza Brianza, Como, Varese e Caserta, presso le abitazioni degli indagati e le sedi delle società clienti del Gruppo Cartorama – che si erano prestate a favorire la realizzazione del sopra descritto meccanismo fraudolento – nonché, tramite attività rogatoriale, presso l’abitazione svizzera di uno degli indagati. Sono state inoltre avviate ulteriori rogatorie, finalizzate alla ricerca documentale e alla ricostruzione patrimoniale, tramite le autorità giudiziarie estere della Confederazione elvetica, della Gran Bretagna, del Granducato del Lussemburgo, della Francia e della Romania.

Nel mese di febbraio, su proposta della Procura della Repubblica di Como, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Como ha pertanto disposto la misura cautelare in carcere nei confronti di un 67enne di Lomazzo ma domiciliato in Sud Africa, amministratore di diritto e del 52enne, amministratore di fatto della stessa società, contestando i reati di bancarotta fraudolenta e di ricorso abusivo al credito nonché quantificando una distrazione patrimoniale complessiva pari a circa 27 milioni di euro, che va a sommarsi ai sequestri patrimoniali già in precedenza eseguiti per un valore di un milione e 22 mila euro, disposti per omessi versamenti di imposte. Nel mese di aprile, a seguito di costanti attività di ricerca sul territorio nazionale, le Fiamme Gialle di Como, in collaborazione con la polizia di frontiera di Malpensa, hanno proceduto all’arresto del 52enne, appena sbarcato in territorio comunitario e proveniente dalla Repubblica Sudafricana, mentre nei confronti dell’altro indagato verrà attivata una procedura di estradizione.

01062019

2 Commenti

  1. Caspita che dovizia di particolari frutto del “copia e incolla” dal comunicato stampa della G.d.F. ma come al solito mancano i nomi e cognomi CANCELLATI per “linea editoriale”. Ma si spieghi perché? Posso metterli almeno io nel post, o mi verrebbe “bannato” anche questo per “linea editoriale”? Fatemi sapere o meglio per trasparenza pubblicate a favore di tutti i lettori i commi assunti come linea editoriale da questa testata. Grazie.

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