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Cogliate & c., demolizione in vista per tutti i serbatoi pensili della zona

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COGLIATE – Si parte da Seveso e Barlassima ma si arriverà anche a Cogliate: Brianzacque progetta di demolire tutti i serbatoi pensili presenti nella zona ed in disuso.

Il settore progettazione e pianificazione della monoutility dell’acqua brianzola, infatti, ha in previsione una fitta agenda di demolizioni: oltre alle 3 di quest’anno, la previsione è di raderne al suolo 4 nel 2020 e altrettante nel 2021-2022. I manufatti destinati a scomparire si trovano a Agrate Brianza (via don Minzoni); Bovisio Masciago (via Roma); Lentate sul Seveso (via Asiago); Muggiò (via Battisti); Varedo (via Tommaseo e Piazza Biraghi, Cogliate (piazza papa Giovanni XXIII) e Vimercate (Via Motta, Tasso e Villanova). In attesa dell’abbattimento, lo scorso anno, Brianzacque accogliendo le richieste delle Amministrazioni comunali e dei proprietari di abitazioni e immobili limitrofi, ha provveduto alla messa in sicurezza delle due vasche pensili di via Tommaseo a Varedo e di via Battisti a Muggiò. Entrambe sono stati “velate” con reti metalliche agganciate a morsetti in modo da impedire l’eventuale caduta di calcinacci dovuta al distacco del rivestimento esterno.

Conto alla rovescia, dunque, per l’avvio della demolizione delle 13 torri piezometriche, diventate inutili perché superate da sistemi di pompaggio più moderni ed efficienti. I primi tre serbatoi pensili destinati a scomparire dallo skyline brianzolo, sono concentrati nella fascia delle Groane. Attorno al 20 giugno, a Seveso, scatteranno i lavori per l’abbattimento del serbatoio pensile di via Monte Bianco-via Cenisio. Quindi, toccherà a quello di via Trento e Trieste. Il manufatto di Barlassina, in via Rossini, completerà il primo step degli interventi calendarizzati per il 2019, mentre il termine per il completamento dell’intera operazione è fissato entro il 2023. Commenta il presidente e amministratore delegato di Brianzacque, Enrico Boerci: “Siamo soddisfatti di passare dalle parole ai fatti, dando corso a quest’importante operazione sulla quale c’è pieno accordo sia con l’Ato di Monza e Brianza, sia con i Comuni coinvolti. In genere, i lavori che eseguiamo sono “poco visibili” perché riguardano infrastrutture interrate. Questi interventi rappresentano invece delle belle occasioni per osservare da vicino il nostro impegno quotidiano sul territorio e per il territorio, liberando spazi da ripensare anche in chiave di riqualificazione urbana”. Le torri dell’acquedotto saranno rase al suolo utilizzando la tecnica meccanica più tradizionale con il taglio a blocchi della struttura partendo dalla sommità dell’edificio, adeguatamente ingabbiato e protetto da un ponteggio. Una volta a terra, le porzioni di materiali asportate non verranno disintegrate in loco, ma trasferite in luoghi idonei per la riduzione in macerie e il successivo smaltimento. Spiega Massimiliano Ferazzini, direttore del settore progettazione e pianificazione territoriale di Brianzacque: “La scelta delle tecniche di demolizione da impiegare è influenzata da diversi fattori tra cui il contesto urbano in cui il pensile è inserito, le caratteristiche strutturali e la specializzazione dell’impresa esecutrice nel massimo impegno per la riduzione dell’impatto della demolizione e dei rischi correlati”. A Seveso, le due superfici “liberate” dalla presenza dei serbatoi, resteranno in gestione a Brianzacque e saranno sistemate a verde. In via Trento e Trieste, l’area risulterà completamente sgombra mentre, in via Monte Bianco, resterà in piedi il piccolo edificio attualmente alla base della torre dove sono alloggiate le apparecchiature tecnologiche necessarie al funzionamento e alla gestione del pozzo esistente. A Barlassina, invece, l’area in via Rossini, una volta smantellata, verrà restituita al Comune, che ne è proprietario.

12062019

1 commento

  1. Magari non le demolirei proprio tutte, quelle più solide e lontane dalle case le terrei in piedi come del resto terrei alcune ciminiere o altri manufatti in disuso che tra 100 o più anni saranno considerati di interesse storico per nuovi nati.

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