SARONNO – E’ ufficiale: l’area verde di via Grandi tra Saronno e Gerenzano, non ospiterà le famiglie che vivevano nelle 4 piazzole del campo nomadi di via Deledda che l’Amministrazione ha deciso di eliminare per “dare spazio ad un’azienda che voleva allargare la propria attività e quindi creare nuovi posti di lavoro” e per “realizzare il ponte sul torrente Lura che completerà la ciclabile realizzata recentemente”. La revoca segna la fine di una vicenda che si è trascinata per oltre un anno e che ha visto persino i cittadini rivolgersi al Tar per far valere i propri diritti.

In consiglio comunale a ricostruire l’accaduto è stata il vicesindaco Pier Angela Vanzulli che ha parlato della convezione che regolava le 4 piazzole, parte del campo nomadi di via Deledda, scaduta dal 2009 dei motivi che hanno spinto il Comune ad affrontare l’annoso problema. Si è parlato della proposta originale di offrire delle case popolari alle famiglie che le hanno rifiutate in un incontro con il sindaco Alessandro Fagioli a favore di uno spazio per ricreare le 4 piazzole piazzole altrove. La scelta dell’Amministrazione era caduta sull’area verde di via Grandi destinata a diventare quello che si può considerare un campo nomadi bis con la delibera della primavera scorsa.

A farla revocare ha contribuito in modo determinate il comitato “Uniti per Grandi e Battisti” creato dai residenti della zona che hanno evidenziato una serie di problemi pratici e logistici per cui la soluzione dell’Amministrazione non era praticabile. Dopo aver a lungo rinviato un incontro con il comitato, dopo aver ascoltato le loro istanze il sindaco ha sospeso la delibera ma il comitato ha presentato un ricorso al Tar. Da qui l’inversione di rotta con la decisione di destinare alle famiglie delle case comunali che sono state assegnate la scorsa settimana.

Nel lieto fine della vicenda le minoranze in consiglio comunale hanno sollevato molte critiche: dalla scarsa comunicazione dell’Amministrazione con i cittadini residenti sia prima dell’approvazione della delibera sia durante il confronto col comitato, al lungo tempo necessario perchè si arrivasse alla revoca. “Ci sono dei cittadini – ha sottolineato il consigliere Pd Francesco Licata – che hanno dovuto spendere tempo e soldi e rivolgersi al Tar per essere ascoltati”. Tutti però hanno dedicato un plauso ai saronnesi del comitato che hanno portato avanti la loro battaglia con determinazione, competenza ma anche con toni contenuti e nel pieno rispetto delle regole e delle persone.

Il sindaco Alessandro Fagioli in due lunghi interventi ha rimarcato l’importanza dell’intervento del comune per “evitare la ghettizzazione di queste famiglie” e “per porre fine ad un assistenzialismo passivo che le interessava”. E non ha risparmiato stoccate al comitato rimarcando come “la scontentezza del quartiere per l’arrivo di questi sinti, che sono saronnesi, dimostra il fallimento delle politiche di integrazione del passato” alla stampa “che ha fatto titoloni e suscitato clamore in modo forviante”. “Questa revoca arriva dopo un anno – ha rimarcato – perchè ho lavorato per trovare una soluzione condivisa. Mi spiace che questa sera qualcuno abbia voluto girare la frittata: io ho coraggio e attributo per trovare soluzioni“.

29062019

11 Commenti

  1. Sarà ufficiale quando ripasserà in consiglio comunale per eliminare l atto del consiglio non di certo quando lo decide il sindaco con i cojones divenuti tanto famosi per Simeone.

  2. Visto quanto detto dal sindaco:
    la scontentezza del quartiere per l’arrivo di questi sinti, che sono saronnesi, dimostra il fallimento delle politiche di integrazione del passato” alla stampa
    Visto che da dei razzisti ai suoi concittadini
    Compreso che a lui i sinti vicini di casa stanno bene e la sua disponibilitá all accoglimento e alla tolleranza
    Perchè non se li è messi in quel gran bel pezzo di giardino che c’è dietro casa sua?

  3. Solita autoincensatura
    Solito slogan…. w gli attributi ( ormai e` legge dello Stato si parla come al Bar Sport )

    Peccato:
    che per “ascoltare i cittadini” tocca passare da un tribunale…

  4. Integrazione? ma di che sta parlando? cmq se nessuno li vuole come vicini da casa ci sará un motivo no? e questo accade in tutta Italia.

  5. Quella zona non era semplicemente adatta, praticamente ti respiri tutte le polveri sottili emesse dal traffico veicolare sovrastante. Meglio usarla per creare una barriera verde a tutela delle altre abitazioni.

  6. Una faccenda gestita male dall’inizio ( mancanza di comunicazione, scelta di un terreno non adeguatamente provvisto di sottoservizi, ecc) che sta avviandosi a soluzione. Bene. Ci aspettiamo come cittadini , dopo lo sgombero dell’area, il completamento della ciclabile che raccordi Saronno con Uboldo ( e arriviamo sempre per ultimi!)
    Ma non parli la Lega di integrazione. Non e’ un concetto che le appartiene.

  7. nessuno ha pensato che siano stati gli stessi sinti a non accettare l’area incastrata tra ferrovia, varesina sopra la testa, via di accesso senza uscita… una prigione controllabile con una telecamera e senza vie di fuga. mah!

  8. Buongiorno quando si fanno certe scelte si deve rendere partecipi le persone che ci vivono da oltre 60 anni non pensare che la politica possa decidere senza valutare il territorio e le sue fragilità

  9. Se un sindaco non lega da una casa a un rom e` gara a chi aizza meglio i cittadini della zona. A chi meglio lo insulta…

    Se lo decide un sindaco della lega, invece sono intolleranti i cittadini della zona se solo hanno perplessita’

    La verita` divergente e parallela della lega.

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