SARONNO – E’ bruciato in un lampo il pallone d’ovata acceso stamattina durante le messa delle 10 dal monsignor Erminio De Scalzi all’inizio della messa solenne per la patronale della parrocchia Santi Pietro e Paolo.

Tra i fedeli molte autorità: da quelle militari il maggiore Adriano Celentano della Guardia di Finanza, il capitano dei carabinieri Pietro Laghezza il comandante della polizia locale Giuseppe sala a quelle civili (il sindaco Alessandro Fagioli, il presidente del consiglio comunale Raffaele Fagioli con gli assessori Gianpietro Guaglianone, Maria Assunta Miglino, Dario Lonardoni, Paolo Strano e Pier Angela Vanzulli e i consiglieri comunali Nicola Gilardoni, Francesco Banfi, Antonio Codega e Anna Sironi). Ad aprire la celebrazione monsignor Armando Cattaneo che ha ricordato come la messa fosse anche l’occasione per festeggiare i vent’anni di ordinazione episcopale di monsignor De Scalzi ricordando anche il suo ruolo di segretario di Carlo Maria Martini e alcuni incontri passanti.

Nell’omelia De Scalzi ha parlato da saronnese “sono nato in via Roma quella che una volta di chiamava via Monza” dell’importanza del ruolo della parrocchia “che deve integrarsi nella vita delle famiglie e della città” e del rito dell’incendio del pallone “forse un po’ folkloristico ma molto lombardo ma che ci ricorda il martirio di San Pietro e San Paolo a Roma. Due uomini che bruciarono la loro vita per Cristo. Il martirio fa ancora parte della storia della Chiesa esempio pensiamo a quanti ancora oggi perdono la vita per il Vangelo”.

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