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Grandi magazzini Bossi: i lavoratori impugnano il licenziamento

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GERENZANO – Sono iniziate in questi giorni le pratiche dei lavoratori dei Grandi Magazzini Bossi per impugnare il provvedimento di licenziamento arrivato due settimane fa. Una scelta prevedibile visto che  i licenziamenti sono stati un fulmine a ciel sereno per i commessi e i magazzinieri del punto vendita arrivati per effetto della crisi Grancasa. Il “Bossi” (come da sempre viene chiamata la struttura di vendita nel Saronnese) era stato acquisito tempo fa da Grancasa, gruppo che al momento si trova a fare i conti con una grave crisi. Al momento nel complesso lavorano una sessantina di persone: era un centinaio qualche anno fa ma poi diversi lavoratori sono confluiti in altre società dopo la cessione di alcuni rami d’azienda come quello dei faidate e quello sportivo. Per loro l’arrivo delle lettere di licenziamento arrivate in due tranche, prima 7 e poi altre 5, sono stati una doccia gelata. Ad essere “lasciati a casa” sono stati i più giovani quelli con meno anzianità come ha spiegato Livio Muratore della Filcams che li ha seguiti nella prima assemblea sindacale: ”Purtroppo Grancasa ha deciso di intraprendere questa strada, mentre noi avevamo auspicato scelte diverse, nessun licenziamento ma l’accompagnamento alla pensione, anche con buonuscite, dei lavoratori più anziani e che all’azienda costano di più. Mentre i licenziamenti hanno per adesso riguardato soprattutto i più giovani”. Giovani ma con oltre anzianità di lavoro in Bossi ed una quotidianità rimasta sconvolta: “Tra di noi ci sono persone che stanno mettendo su famiglia, altri che hanno il mutuo da pagare ed altri ancora che vivono da soli e non sanno come sostenere i costi di casa nei prossimi mesi”. 

27072019

2 Commenti

  1. È triste ciò che sta accadendo, parlo dei licenziamenti, ma questo purtroppo è risultato anche della liberalizzazione delle attività commerciali, sei libero di aprire anche a 10 MT da un altro che fa’ lo stesso mestiere, ma poi la gente, numericamente è sempre la stessa e la concorrenza a volte è a discapito di altri…e i centri commerciali continuano ad aprire. Anche Arese ha inciso sull’ indotto, nonostante non sia nel comune vicino.

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