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Giovani talenti del liceo Legnani portano in scena “Gli uccelli”

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SARONNO – Grande attesa per lo spettacolo che lunedì 23 settembre alle 20.30 sarà proposto al teatro Giuditta Pasta di via Primo Maggio. A calcare il palcoscenico saranno gli studenti del liceo classico Legnani che daranno vita all’opera “Gli uccelli” del commediografo greco Aristofane. Un salto nel teatro classico che ha spinto i neo-attori del liceo ad imparare qualcosa sull’arte della recitazione, per molti di loro completamente ignota. Tono, improvvisazione, gesti, mimica facciale sono tutti elementi del mondo teatrale che gli studenti hanno saputo affrontare grazie ai consigli e alle lezioni tenute dal docente di lettere, latino e greco, Massimiliano La Banca con le colleghe Lucina Vanzulli e Tiziana D’Elia. E’ lo stesso professore a mostrarsi soddisfatto del risultato a pochi giorni della presentazione al pubblico, “un risultato ottenuto con fatica e impegno oltre che da parte dei docenti, anche da parte degli stessi studenti che fino a poco meno di un anno fa, immaginavano il teatro come un mondo molto distante dalla loro quotidianeità”.

Gli attori frequentano il triennio tra cui qualche maturato dell’anno scolastico 2018-2019, ma il professore ha già espresso la volontà di aprire il corso a tutti gli studenti del liceo e di sperimentare anche altre tipologie di teatro oltre quello classico. Si pensa a qualcosa che non sia esclusivamente di tale indirizzo, ma che rappresenti in generale il liceo in tutti i suoi indirizzi di studio.
Nello spettacolo che si terrà lunedì, ci saranno molte scene conservative, che rimarranno quasi completamente fedeli a quelle del commediografo greco. Ma non solo. Ci saranno anche molte parti e personaggi reinterpretati o inventati dagli stessi attori che si sono impegnati nell’inserire personaggi del ventunesimo secolo, scrivendone le battute e imitandone gli atteggiamenti più marcati.

“Per me – racconta Luca attore 17enne – recitare è stato ed è tutt’ora qualcosa di molto complesso. Devi sempre essere pronto ad imparare cose nuove a cui prima non facevi minimamente caso. Una volta messo piede sul palco non puoi dimenticarti di non essere te stesso, non puoi dimenticarti di essere ciò che rappresenti. E’ difficile per chiunque non sia abituato a recitare, soprattutto all’inizio non sai quale sia la giusta espressione, i movimenti caratteristici. E’ come inventarsi di essere un altro che sta vivendo un’altra vita. Bisogna ricordarsi di dimenticare chi si è davvero”.

“Da piccola – continua Lorena – ho sempre desiderato recitare, ma era come uno di quei sogni nel cassetto che se non ti ricordi di rispolverare qualche volta, finisce per marcire. Quando ho scoperto della possibilità che offre ogni anno il mio liceo, è stato come riaprire quel vecchio e polveroso cassetto. Recitare per me è una delle forme d’arte più difficili da imparare. Bisogna annullarsi nel personaggio che si interpreta, come diceva Luca. Ogni persona recita uno stesso ruolo in modo diverso da un suo compagno, ognuno ha un modo unico di interpretare quel personaggio, perchè nonostante l’attore azzeri la propria persona, c’è sempre qualcosa di lui che si riflette in ciò che interpreta, rendendolo inimitabile. Quando si recita si crea un’armonia tra tutti gli attori, non esiste il singolo, ma c’è solo l’insieme; non sembra più il mondo della finzione e una sola mia battuta può suscitare la reazione di un altro”.

Francesca Matteu

(foto delle prove al liceo Legnani)

 

1 commento

  1. Complimenti a voi ragazzi, continuate a sviluppare questa vostra nuova passione. Forse non sarà il vostro futuro percorso personale ma sarà un’esperienza straordinaria che marcherà la vostra giovane vita, fissando un ricordo indelebile e rafforzando le amicizie che questo gruppo di giovani studenti sta vivendo. Ad maiora semper.
    Al docente ideatore del progetto un grazie ed uno stimolo a perseguire la strada intrapresa.

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