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Mozione, Uboldo pronta a valorizzare il suo legame con Gianni Rodari: “Intitoliamogli la scuola!”

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UBOLDO – Riceviamo e pubblichiamo la nota con cui la lista “per Uboldo” chiede di “impegnare il sindaco e la giunta comunale ad avviare con il dirigente scolastico l’iter procedurale per l’intitolazione del plesso scolastico sito in via XX Settembre a Gianni Rodari”.

E’ questa la proposta contenuta in una mozione presentata dalla lista Per Uboldo al Sindaco.

Perché intitolare il plesso scolastico di via XX Settembre a Gianni Rodari?

Prima di tutto perché Gianni Rodari è stato uno scrittore, pedagogista, giornalista e poeta italiano, specializzato in letteratura per l’infanzia e tradotto in molte lingue ed è stato l’unico vincitore italiano del prestigioso Premio Hans Christian Andersen nel 1970 ed uno fra i maggiori interpreti del tema “fantastico” nonché, grazie alla Grammatica della fantasia del 1973, sua opera principale, uno fra i principali teorici dell’arte di inventare storie.

Ma soprattutto perché nel 1941 vinse il concorso per maestro elementare ed incominciò ad insegnare come supplente proprio ad Uboldo alla scuola elementare della Cascina Regusella (anno scolastico 1942-1943).

E a Uboldo trovò il seme della sua futura e importante attività, quella d’inventore di alcune tra le più belle favole per bambini del ‘900. Infatti, su un quaderno appartenuto al piccolo Giampiero Zaffaroni, un alunno di Uboldo di terza classe, (l’alunno ne aveva utilizzato solo poche pagine ed il maestro Rodari, dati i tempi di guerra e le ristrettezze, pensò di riutilizzarlo rovesciandolo e iniziando a scrivervi dal retro), cominciò a scrivere gli appunti di quel “Quaderno di Fantastica” base della sua celebre “Grammatica della Fantasia”, della “poetica” delle filastrocche e delle altre opere per ragazzi e che Rodari non si staccò mai dai principi di Uboldo e dalle sue esperienze di maestro.

Inoltre va sottolineato che l’anno prossimo, nel 2020, cadrà il centenario della nascita di Gianni Rodari, nato il 23 Ottobre 1920.

Va poi ricordato che nell’ufficio del dirigente scolastico dell’istituto comprensivo statale Alessandro Manzoni di Uboldo sono conservati ancora i registri di classe originali dell’epoca scritti a mano dallo stesso Gianni Rodari.

Visto che a Uboldo esiste un plesso scolastico (quello di via XX Settembre) che prende il nome di una via e non è intitolato ad alcun personaggio, e considerato che quel plesso è composto da scuola dell’infanzia e scuola primaria (proprio le scuole cui sono rivolti i racconti e le filastrocche di Gianni Rodari), la lista Per Uboldo ritiene importante intitolare il plesso stesso a Gianni Rodari giustamente ritenuto uno fra i principali teorici dell’arte di inventare storie e legato al nostro paese di Uboldo dove ha iniziato a scrivere gli appunti della sua celebre “Grammatica della Fantasia”.

Pertanto Per Uboldo chiede di impegnare Sindaco e Giunta Comunale ad avviare con il Dirigente Scolastico l’iter procedurale per l’intitolazione del plesso scolastico sito in via XX Settembre a Gianni Rodari.

(foto: ilSaronno ospite della scuola elementare uboldese)

06112019

3 Commenti

  1. Non ho votato Colombo ma sono d’accodo con lui. Negli ultimi dieci anni a Uboldo è stato il Gran Festival delle intitolazioni. Solo la fontanella al parco non ha ancora la sua dedica a qualcuno..
    Però intestare la scuola di via Settembre ha un senso: i plessi a Uboldo sono due ed è giusto allora dare ad ognuna il so nome. E Rodari per quella di via XX settembre è perfetto.

    • Semplicemente, la titolazione della Biblioteca Civica a Rodari va tolta. Per due motivi:
      1) Non serve dare titolazioni quando il servizio è unico. A Uboldo c’è una sola Biblioteca Civica, non c’era alcun rischio di confusione. Andava avanti da decenni con il suo bel nome: Biblioteca Civica. Ma dare un nome a ogni cosa, anche inutile, era lo sport preferito della giunta precedente.
      2) Se Rodari, un gigante della letteratura per l’infanzia (e non solo?), è stato maestro elementare appare logico intitolargli uno dei due (sottolineo due) plessi scolastici, non la Biblioteca Civica (unica) che non ne aveva proprio bisogno.
      E’ che in passato le titolazioni a strutture pubbliche andavano fatte con più saggezza e con meno arbitrarietà.
      (P.S. passerà questo commento l’occhiuta censura de IlSaronno e sparirà per lesa ex-maestà?).

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