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Al Grassi Maga spinge gli studenti ad avere spirito critico

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SARONNO – Giovedì 14 novembre una grande opportunità è stata offerta agli studenti delle classi quinte – 9 classi in totale, di entrambi gli indirizzi – che frequentano il liceo scientifico G.B. Grassi.
Sono state le stesse docenti del dipartimento di scienze del liceo a promuovere questa iniziativa che si è svolta durante l’abituale orario scolastico nell’aula magna della scuola ospitante poco più di 200 studenti.

“Come le biotecnologie riscrivono il libro della vita” è questo il titolo della conferenza tenuta da Giovanni Maga, virologo del Consiglio nazionale delle ricerche e docente all’università di Pavia, incontro che fa parte del ciclo nazionale dei 200 de “La scienza a Scuola” realizzati da Zanichelli in collaborazione con la rivista “Le Scienze”. Un tour didattico da ottobre a gennaio in cui 50 tra ricercatori, docenti, divulgatori e personalità del mondo scientifico incontreranno studenti e insegnanti degli istituti superiori e licei d’Italia per spiegare le ultime novità della Scienza, con particolare attenzione agli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU per lo Sviluppo Sostenibile.
E’ il condirettore di Zanichelli, Di Natale a presentare il virologo a trecentosessanta gradi. Giovanni Maga studia i meccanismi di duplicazione del genoma nei virus e nelle cellule animali per sviluppare nuovi farmaci antivirali e antitumorali. La sua attività scientifica ha prodotto centinaia di pubblicazioni su riviste a diffusione nazionale ed internazionale. Tiene spesso lezioni sui virus nelle scuole per sensibilizzare gli adolescenti sull’Aids.

Dopo i dovuti ringraziamenti  Maga ha iniziato la sua presentazione ai liceali offrendo una definizione di biotecnologie tratta da una citazione della Convenzione dell’Onu sulla biodiversità. In particolare ha sottolineato il fatto che le biotecnologie non siano una disciplina, ma bensì delle applicazioni tecnologiche che utilizzano come materiale, per la realizzazione dei prodotti, i sistemi biologici tra cui molto spesso il genoma.

Data la definizione, il professore ha accennato inizialmente alla struttura del Dna e alle sue principali caratteristiche scoperte durante la storia, rinfrescando la memoria agli studenti che avevano già trattato tale argomento l’anno precedente tra i banchi. Il professore si è mostrato molto chiaro nell’esprimere i concetti in modo sintetico e brillante, mostrando anche la versatilità nel passare da conoscenze già acquisite dai liceali a nuove informazioni sulle scoperte scientifiche attuali. Ha mostrato ai presenti il ponte di collegamento tra il genoma di una cellula e ciò che sono in grado di fare le biotecnologie, tra cui come gestire l’informazione genetica con lo scopo di offrire nuove caratteristiche ai prodotti.

Particolare attenzione è stata rivolta ai mezzi utilizzati oggi dai ricercatori per leggere il genoma umano, si è parlato di sequenziatori automatici e mappatura dei geni, tecnologie utilizzate per l’ideazione di nuovi antibiotici e l’individuazione del sito in cui è presente un malfunzionamento dell’organismo. Il professore ha dunque portato una serie di esempi sperimentali in cui le biotecnologie hanno avuto e hanno ancora adesso, un ruolo fondamentale nella ricerca delle cure. Esperimenti svolti dai ricercatori che mostrano come le biotecnologie siano in grado di trasportare un gene verso un organismo che non lo possiede, come queste siano sfruttabili per la formazione delle cellule “spugna” utili per l’inquinamento, essendo in grado di assorbire mercurio e altri metalli pesanti presenti nell’ambiente e di immagazzinarli al loro interno.

Attraverso le biotecnologie dunque Giovanni Maga ha evidenziato come oggi noi possiamo essere in grado di riprogrammare il metabolismo di una cellula ( un esempio sono i batteri caffeinomani). Queste tecniche hanno un ruolo predominante anche in agricoltura con gli orti geneticamente migliori grazie al vantaggio economico che si può ricavare, ruolo che però non è ricoperto nel nostro paese a causa della coltivazione di Ogm dichiarata illegale. Da questa scelta di posizione dell’Italia il professor Maga ha spinto i giovani a riflettere e a prendere decisioni solo a “ragion veduta”, verificando le voci diffuse, in particolare quelle provenienti dai media, e in un secondo momento tener conto della maggioranza, ma solo dopo aver verificato che le fonti siano attendibili.

Collegandosi a quest’ultima questione il professore ha presentato l’editing genomico, tecnica attraverso la quale è possibile stabilire il luogo preciso in cui intervenire per attaccare un tumore attraverso l’azione di un particolare enzima. Tale enzima è il Cas9 in grado di “tagliare” in un punto specifico la catena di Dna e rende possibile intervenire direttamente sul nucleotide da modificare. Ma per capire l’utilità di una simile tecnologia non basta avere la tecnica sperimentale, infatti il professore sottolinea il problema etico di fondo presente nelle diverse culture del mondo.

“Le biotecnologie – dice il professore – sono una tecnologia e di conseguenza non possiedono alcuna etica al loro interno. Tutto dipende dallo stato o dalla società che decide di utilizzarla, ma tale scelta va presa a ragion veduta; soprattutto per voi giovani è essenziale sviluppare la capacità critica, quella che vi permetterà di saper reperire informazioni su una questione su cui siete tenuti a prendere una scelta, nonostante non siate esperti al riguardo. Ai nostri giorni l’informazione – soprattutto nel mondo online – è fatta per essere divulgata e non per il puro scopo di informare. Se voi non imparate ad usare il vostro spirito critico, succederà che qualcun altro deciderà per voi.”

E’ con quest’ultima affermazione che Giovanni Maga ha chiuso la sua presentazione tra gli applausi degli studenti e dei docenti presenti. Come ultimo momento il professore ha dato la possibilità agli stessi studenti di domandare e soddisfare le curiosità, con un premio speciale a chi avesse avuto il coraggio di alzare la mano e “rompere il ghiaccio” : un libro dello stesso professor Maga in omaggio.
Alla fine della conferenza, molti sono stati gli studenti che si sono mostrati entusiasti e interessati all’argomento, che hanno stretto la mano al professore complimentandosi e riferendo alle stesse insegnanti del riscontro positivo avuto da questa opportunità.

14112019