SARONNO – “Grazie per l’accoglienza”. Ringrazia così Beppe Severgnini il pubblico che lo ha ascoltato e apprezzato ieri sera al Teatro Giuditta Pasta di Saronno, trasformato per l’occasione in un concerto di parole e note.

Parole, quelle di “Diario sentimentale di un giornalista”, tratte e ispirate al suo ultimo libro, “Italiani si rimane”. La musica, invece, insieme cornice e soggetto, è a cura di Serena Del Fiore, conduttrice radiofonica che accompagna l’autore sul palco dando un tempo alla vita professionale (e non) dell’autore. Andare a tempo, a tempo di musicisti come Bruce Springsteen e Franco Battiato. Andare al nostro tempo. Quello dei cambiamenti. Quello delle partenze e quello degli arrivi. Dà sei lezioni Severgnini e le dà dopo averle imparate. L’arte di osare, di viaggiare restando provinciali internazionali “Giro il mondo, ma non dimentico mai il porto di partenza e quello di arrivo”, l’arte di crescere e di far crescere.

L’editorialista de “Il Corriere della Sera” racconta tutto questo: la sua carriera, i suoi amori, i suoi orgogli, le sue case. E lo fa con raffinata ironia e cuore aperto, passando da Indro Montanelli ad Ortensia, sua moglie, da una cattedra alle campagne umide di Crema, sua città natale. Il coraggio di cambiare, anche quello di rimanere, italiani.
Fabiana Parisi