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Visto da Varese: Economia di frontiera, cresce la cooperazione italo-svizzera

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di EZIO MOTTERLE
Sul confine dell’Europa disteso fra Italia e Svizzera si gioca una carta importante per il futuro dell’economia transfrontaliera. E sull’onda del programma di cooperazione Interreg la provincia di Varese, cuore della lunga fascia di frontiera interessata (fra Vallese, Ticino e Grigioni da un lato, Val d’Aosta, Piemonte, Lombardia e Alto Adige dall’altro), intende svolgere un ruolo chiave nella creazione di una “governance” in grado di ottimizzare le opportunità di sviluppo comune, sulla base di una serie di progetti tesi ad affrontare problemi di reciproco interesse, nell’ambito degli osservatori permanenti sul frontalierato. Tra i protagonisti di questo impegno bilaterale c’è la Camera di commercio di Varese, “capofila” in quanto Varese e la sua provincia, con oltre 25mila frontalieri e centinaia di imprese in rapporti commerciali con la Svizzera, è attualmente con ogni probabilità – come ha sottolineato il suo presidente – il territorio di confine italiano che ha la maggiore interazione con l’economia elvetica. Grazie anche all’attrazione garantita dalla presenza dell’aeroporto intercontinentale di Malpensa, con la sua rete di collegamenti stradali e ferroviari che ne rafforzano la dimensione europea, il Varesotto intende dunque rafforzare il suo ruolo chiave al centro di questa importante fascia di territorio compreso tra l’Ue e la Confederazione elvetica. Nel progetto in questione l’ente camerale varesino porterà l’esperienza pluriennale maturata nei servizi alle imprese e ai lavoratori transfrontalieri, con l’obiettivo di svilupparli ulteriormente, anche in chiave digitale. Il progetto “Getis” (Governance dell’economia transfrontaliera italo-svizzera), presentato nei giorni scorsi a Como, dovrà superare la valutazione Interreg, per poi diventare operativo. Ma intanto la rete di relazioni a cavallo del confine acquista solidità. L’auspicio è che, a livello politico, ci si renda conto finalmente che il territorio insubrico e in ogni caso quello dell’articolata frontiera tra Italia e Svizzera sono oggi il cuore di un’economia fortemente interconnessa. Si tratta ora – è il fine dichiarato – di “governare” i fenomeni e di trarre il massimo beneficio in una logica “win win” che favorisca entrambe le comunità nazionali. Divise sì da un confine, ma con la ferma volontà di superarlo con l’avvio di interventi efficaci ogni volta che si tratta di perseguire soluzioni concrete a problemi di comune interesse. Dall’ambiente al lavoro, dalla cultura alla sicurezza, dalla mobilità all’economia, sempre segno di una linea di frontiera che avvicina