SARONNO – “Incuriosisce molto la risposta dell’assessore Tosi riguardo il rifugio per senza tetto”. Inizia così la replica del consigliere comunale Francesco Banfi in merito alla vicenda del chiosco della polizia locale del Prealpi trasformato l’anno scorso in rifugio per i senza tetto.

“D’un tratto si viene a sapere che, non essendo più destinato ai soli “senza tetto saronnesi” come accadeva un anno fa, si è fatto un passo avanti: ora la struttura sarebbe aperta a chi ne ha bisogno, indipendentemente dalla “saronnesità”.

Addirittura, poi, il dormitorio sarebbe attualmente operativo ma, a come si arguisce, la persona a cui si riferisce l’assessore nello scritto non sempre lo utilizzerebbe. Purtroppo non si capisce quali associazioni starebbero collaborando nella gestione: dev’essere difficile aprire e stare tutte le notti a gestire per garantire la sicurezza di un fabbricato per lo più vuoto.

Ma non solo. Nel suo intervento l’assessore non cita atti pubblici che avrebbero istituito il rifugio, documenti pubblici, nemmeno impegni scritti presi da qualche associazione che starebbe ogni notte gestendo il ricovero. Insomma, non si trova traccia di quelle documentazioni che il consigliere Banfi, sicuramente sbadato, non trova.

Eppure devono esserci: non è possibile aprire un qualunque fabbricato comunale per farci entrare “il primo venuto”. Addirittura non è possibile far diventare dormitorio una qualunque struttura (pubblica o privata non cambia): le regole edilizie esistono e devono quindi esistere gli atti attestanti la conformità della struttura. Deve esserci la documentazione che spiega chi gestisce, come e perchè. Deve anche esserci un registro degli accesi. Per esempio, la stessa amministrazione Fagioli nella delibera di giunta 2019/212 parla di opere di adeguamento funzionale e normativo dei chioschi e degli impianti tecnologici: è quindi normale.

Personalmente ricollego la mia mancanza di informazione sull’argomento sicuramente alla mia innata sbadataggine: l’assessore Tosi è troppo certo di assumersi la responsabilità di dire che un fabbricato comunale è aperto e che ci dormono persone mandate dal comune stesso. E’ per questo motivo che mi attendo una risposta celere alla richiesta di documentazione in formato digitale (si tratta di inviarmi i documenti informatici odierni e tutt’al più di scansionare qualche documento cartaceo dell’epoca passata) che ho protocollato a mezzo pec mercoledì mattina: immagino di avere risposta a mezzo pec già venerdì, ovviamente senza leggere “passa a chiedere negli uffici”, perchè già lo ho fatto ad aprile 2019 e non ho trovato nulla.

Chioso con due righe direttamente a Gianangelo (esco anche io dai formalismi): purtroppo in questi anni trascorsi non si è sentita la presenza di altre forze diverse dalla Lega. Lo scorso anno, lo sappiamo tutti, ho accompagnato una persona al “rifugio” e abbiamo trovato una situazione tanto degradata da far vergognare chiunque, tanto che ne è seguita la mia denuncia sullo stato di pulizia. Normalmente quando dico qualcosa non lo faccio mai “a caso”: sicuri sia “tutto a posto”?.

16012020

5 Commenti

  1. Se questo è per Banfi un problema prioritario per Saronno, vuol dire che i saronnesi hanno tutti le fette di salame sugli occhi. ..

  2. Screzi conflittuali quasi familiari, trattandosi di soggetti che fino a ieri hanno agito assieme intorno allo stesso tavolo di questa giunta leghista e che come avviene sempre, non riuscendo a lavare i panni “sporchi” fra di loro, li sciorinano in piazza, ignorando le considerazioni obiettive dell’elettorato, nella speranza di ricevere considerazioni positive sul proprio comportamento.

  3. L’altra mattina (ore 7:30) una PERSONA dormiva sulla panchina fuori dal cimitero con le temperature di questi gg.
    Per favore meno parole al vento e più fatti concreti dalle Istituzioni.

  4. Ma il rifugio dei senzatetto allora è aperto e ha le dovute autorizzazioni oppure è tutto inesistente?
    Se non esiste allora di cosa ha parlato fino adesso questo Toso?
    Vuoi vedere che Banfi sapeva già tutto?

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