SARONNO – Continua a far discutere in città la scelta dell’Amministrazione di abbattere parte del muro del parco De Rocchi, noto come Parco dei Frati, in piazza Unità D’Italia.

A scendere in campo Angelo Proserpio, presidente della Società storica saronnese: “Era un esempio concreto del passato di Saronno e della storia lombarda, un esempio concreto delle nostre tradizioni. Sarebbe stato importante saperlo valorizzare invece di distruggerlo”.

Negli ultimi giorni è stato abbattuto il muro del parco De Rocchi per creare un tratto di recinzione che permetta di vedere l’interno dell’area verde come chiesto da un saronnese che ha donato 20 mila euro per realizzare l’opera.

“Era un ottimo esempio di opus mixtum che storicamente veniva usata per i muri di contenimento e seguendo principi di geomanzia. Era costruita a nord-ovest in modo da proteggere il giardino dai venti di tramontana. Era un esempio concreto di memoria storica: raccontava come e perchè si costruivano queste protezioni”.E ancora: “Non bisogna dimenticare che la presenza del muro garantisse uno spazio protetto dal rumore del traffico e dallo smog”. Il parco De Rocchi (chiamato così proprio per ricordare la produzione dell’artista saronnese con grande attenzione per le aree verdi) è stato inaugurato nel 1991 proprio da Proserpio allora assessore all’Ambiente.

“Si riprendevano tanti elementi della tradizione lombarda, compresa quella dell’orto con la creazione di un progetto didattico con le scuole. Tradizioni e memoria si fanno soprattutto salvando i segni concreti del nostro passato più che con le rievocazioni

(foto il cantiere del Parco de Rocchi)

18012020

10 Commenti

  1. il muro in quetione era pieno di scritte…mai sentito il Sig. Proserpio ergersi a sua difesa!

  2. Angelo è un Amico e quindi posso permettermi di usare questa sua per intervenire dopo la “vacanza” che mi ero preso per capire cosa sta accadendo ( candidati/ programmi) in città.
    Il muro era li da anni e non era necessario spendere 20.000euri per abbatterlo,
    ma la voglia di bruciare tutto, come Nerone, porta a non avere più attenzione ad una “Saronno”, che ormai resterà solo nelle fotografie.
    Poi purtroppo ho notato che la mia assenza ha creato anche la perdita del lavoro dei vari:
    “ovetto”
    “cristoforo”
    “piccione”
    e in un periodo in cui il lavoro manca non posso permetterlo

    Da saronnese autoctono posso solo aggiungere
    riferendomi a questa “amministrazione”
    Da ‘n fich vegn minga foeu ‘na brugna .

    Paolo Enrico Colombo

  3. Interessanti le osservazioni dei sigg Casali e Proverbio, c’è sempre da imparare; si sarebbe dovuto portare in consiglio Comunale.

  4. Bene un rudere in meno , pieno di scritte , non preserviamo anche i muri c’e di meglio da fare!

    • gli unni erano dei dilettanti rispetto a voi: sicuro che avevano un minimo di cultura, parola che a voi causa l’orticaria

  5. Faranno così anche con il muro della cantoni di via Miola ( che andrebbe salvaguardato ) per me è un muro interessantissimo, non ve ne sono molti in giro così.
    questa amministrazione sta distruggendo tutto.

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