SARONNO – Vince la carne bovina, di stretta misura su pollo, coniglio e carni bianche. Ma anche la carne di suino (3′ posizione) e quella di capra (4′) trovano posto sulla tavola dei consumatori lariani. Il 75 per cento degli intervistati ai mercati di Campagna amica del Varesotto sceglie di portarla in tavola più di una volta alla settimana: in media, la presenza è anzi di 4 giorni a settimana, a conferma di una “passione” radicata anche nelle ricette più antiche della gastronomia interprovinciale. Secondo la rilevazione della Coldiretti prealpina, in provincia si assiste ad una svolta verso la qualità con oltre il 70 per cento degli intervistati che pone particolare attenzione alla provenienza e alla tracciabilità della carne, e sul luogo di acquisto il dato pareggia su chi preferisce la macelleria e chi, pur stando attento all’etichetta, per morivi di comodità acquista carne al supermercato. Altro dato relativo alla tipologia di carne consumata: il 60 per cento consuma sia carne rossa che bianca, ma nelle preferenze prevale, di misura, quella bovina.

Chilometro zero – In un territorio fortemente urbanizzato com’è quello del Saronnese, non è così semplice trovare prodotti agricoli e di allevamento a chilometro zero. Ma è tutt’altro che impossibile, con un poco di buona volontà. Appena fuori Saronno ci sono ancora alcuni allevamenti, mentre a margine del mercato saronnese c’è il “mercato contadino” che costituisce una “finestra” per i pochi, ma buoni produttori locali.

I piatti preferiti dai consumatori del Varesotto? Le preferenze sono eterogenee: nelle scelte domina la classica “bistecca”, ma anche la passione per le grigliate. Non mancano roast-beef, tartare costate, ali di pollo, tacchino arrosto, oltre ai grandi classici della cucina lombarda: bruscitti, cotolette (rigorosamente con l’osso e “alla Milanese”), polpettoni, brasati, mondeghili. E c’è chi indica nella hit-parade, l’immancabile ragù di carne per condire la pasta.

Fake news – “Una scelta consapevole e più forte delle fake-news che negli ultimi anni hanno tentato di oscurare il comparto – spiega Fernando Fiori, presidente di Coldiretti Varese – Tra le bugie che si trovano sul web, anche quella secondo cui la carne è piena di ormoni. In realtà, il loro utilizzo è vietato in Italia da 40 anni e in Europa da 35, a differenza di quanto avviene altrove come ad esempio in Nord America. Nel nostro Paese la sicurezza delle carni è anzi garantita da una normativa rigorosa e da un sistema sanitario tra i più strutturati a livello internazionale e la filiera ne è garanzia, un processo di tracciabilità che deve andare avanti”. Importanti sono l’etichettatura e la rintracciabilità: è fondamentale fornire al consumatore una corretta informazione, per consentire ai cittadini di poter sempre effettuare scelte consapevoli; un obiettivo da perseguire nell’interesse di tutta la filiera, dalla stalla alla tavola. “E’ importante rilanciare l’importanza del consumo corretto di carne in una corretta alimentazione. La carne italiana è la più sicura, la più controllata al mondo ed è un alimento inserito a pieno titolo nella dieta mediterranea ed è buona pratica prevedere un’assunzione settimanale con una frequenza di due, tre volte alla settimana. La carne è un’ottima fonte di proteine nobili, di ferro e di vitamina B12. Occorre combattere i furbetti del falso Made in Italy che producono all’estero sfruttando immagini, colori e prestigiosi marchi che richiamano all’italianità senza avere alcun legame produttivo con la realtà tricolore, una battaglia per la quale è strategica la riforma dei consorzi di tutela in modo da favorire un concreto coinvolgimento della parte agricola su scelte e programmi”.

21012020

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