SARONNO – L’allarme è partito dalla Cina ed ora è mondiale: stiamo parlando del nuovo virus che sta preoccupando le autorità sanitarie che hanno localizzato il primo focolaio nella città di Wuhan, nella Repubblica popolare cinese.

Wuhan è una megalopoli comunque fuori dai “percorsi turistici”, quanto meno del turismo occidentale. Una città che per tanti in Europa costituisce un punto interrogativo, ma che la direttrice de ilSaronno, Sara Giudici, ha avuto modo di visitare due estati fa nel corso di una visita di lavoro in Cina.
Proprio a Wuhan – che qualcuno chiama “la Chicago cinese” e che per altri è la “Fornace della Cina” per via delle altissime temperature estive – nelle scorse ore sono stati annullati i festeggiamenti per l’imminente capodanno cinese. A livello mondiale il conteggio delle persone decedute a causa del nuovo virus è salito a 17, mentre si contano centinaia di nuovi casi, in Cina ma anche negli Stati Uniti d’America.

“Ci ero andata veramente per caso: all’aeroporto di Wuhan era prevista una lunga coincidenza fra due altre località e così si era deciso di “dilatare” questa sosta facendola diventare di due giorni alla scoperta di una delle più grandi e, almeno da noi, meno note città della Cina – ricorda Giudici – Stiamo parlando di un’area urbana di oltre 10 milioni di abitanti, nella provincia dello Hubei. Il ricordo va ad un aeroporto modernissimo, forse il più bello visto durante il mio viaggio in Cina, e poi la collina di Wuhan, scalata con il gran caldo, per arrivare alla spettacolare Pagoda della gru gialla, che domina tutto. Ma anche la passeggiata sulle sponde del fiume Giallo che attraversa la città, la più grande della Cina orientale”.

“Che dire – prosegue Giudici – si percepiva come fosse una “città in movimento”, in grande sviluppo, con gli immancabili grattacieli e le tante gru in movimento per la costruzione di quelli nuovi. Forse, per certi versi, una immagine iconica della grande corsa per lo sviluppo che si percepisce in tutta la Cina. Wuhan è famosa anche per il grande caldo estivo: effettivamente, era agosto, era proprio bollente”.

22012020