SARONNO – Le elezioni regionali in Emilia Romagna e in Calabria hanno una forte valenza anche in chiave nazionale. Non stupisce quindi che la notte elettorale sia stata seguito anche in città e soprattutto che dal mondo politico saronnese abbia subito commentato le novità.

Valeria Valioni, ex vicesindaco

In Emilia Romagna premiati i risultati (prima di tutto) : in barba al trionfalismo lombardo la Regione è un eccellenza vera in sanità e nelle politiche che  più interessano i cittadini: trasporti, lavoro, economia. Premiata la competenza : un candidato credibile e  riconoscibile per autorevolezza e serietà  è indispensabile in qualunque elezione  amministrativa . Sono due insegnamenti fondamentali per la prossima scadenza elettorale saronnese: i risultati premieranno la Lega? Saprà il centro sinistra esprimere candidati autorevoli?

Nicola Gilardoni, consigliere comunale
Il PD torna protagonista, Salvini perde la sua battaglia, M5S in grande crisi.
La costruzione di un campo allargato, con l’aiuto delle Sardine ed il ritorno al voto (+30%), hanno permesso a Bonaccini di vincere la corsa in Emilia Romagna ma il cammino per sconfiggere il fronte populista è ancora lungo. In Calabria dove tali situazioni non si sono compiute è andata diversamente. L’onda salviniana perde se si è aperti ad includere altri soggetti politici su un progetto condiviso e si costruisce un campo allargato.

Augusto Airoldi, ex presidente del consiglio comunale
L’Emilia non si Lega. In Calabria perde 11 punti. Salvini non è il “destino cinico e baro” del Paese. L’Italia merita di più!

Lorenzo Guzzetti, ex sindaco di Uboldo
Dire che Salvini ha perso significa avere un coraggio da leoni o non capire una sega di politica, sociologia e storia. Ma di questo non ci stupiamo granché. Dire che Salvini da domani debba riflettere che “la Bestia non basta”. Glielo chiede a gran voce quel popolo che si è trovato costretto a “tifare” per i rossi per fermare una ondata di propaganda quasi spaventosa per quanto truce.
Glielo chiede a gran voce quel popolo che no, non si vede proprio guidato da un leader che va a citofonare a un tunisino o che cavalca in maniera sguaiata la triste vicenda di Bibbiano.
Glielo chiede a gran voce chi vorrebbe una destra europea ed europeista, che vuole cambiare l’Europa ma non uscirne, che vuole e chiede competenza, capacità e non odio e rancore.
Il voto di oggi dimostra questo: non esiste una destra completa senza quell’elettorato.
Ed è una bella notizia perchè significa che “la Bestia non basta” perchè agli elettori, agli italiani, non basta. E bravo a Bonaccini che è stato forte e furbo.
Continui a non telefonare alle sardine che va bene così.
P.S. per il risultato del M5S non ci sono parole…è godimento puro…puro proprio…

Marzia Campanella, assessore a Cislago
Vincere nella storica Regione rossa con uno scarto del 3% dovrebbe farvi pensare parecchio.
Il PD ha solo incamerato i consensi che hanno perso i 5 stelle,quindi niente eroismi questi voti si possono definire volatili, seguono solo le correnti, quindi per niente affidabili.
Ma tutta questa acredine e questa “guerra” negli atteggiamenti di Bonaccini? Da Presidente uscente ha mantenuto la sua posizione, stop, non mi sembra sia stato eletto Presidente della Repubblica da tenere gli atteggiamenti da sopravvissuto alla battaglia di Canne! Zingaretti dice che deve ringraziare le sardine (persone senza arte ne parte) per la vittoria ottenuta e Bonaccini ha avuto
il travaso dei voti dei 5 Stelle e questa la chiamano vittoria?

Lucio Bergamaschi, politico saronnese
Siamo alle prime battute ma qualcosa è già chiaro. Il cdx a trazione Forza Italia stravince, quello a trazione Lega fa bene in una regione storicamente avversa ma non sfonda. Candidata sbagliata, campagna elettorale su Bibbiano e i citofoni sbagliata. PD in ripresa, 5S spariti. Il governo andrà avanti per forza. Aspettiamo i voti di lista per un’analisi più accurata.

Francesco Banfi, consigliere comunale
Le due elezioni regionali sono state caricate di valenza nazionale, in special modo in Emilia Romagna, regione storicamente “rossa”, obbiettivamente ben governata come dimostra la legislazione regionale all’avanguardia su diversi temi.
Nonostante una campagna fatta da Salvini oscurando la candidata quasi fosse da nascondere, parlando di Bibbiano quasi che le amministrazioni comunali fossero tutte mostri intenti a far manbassa di bambini, fino letteralmente a citofonare casa per casa… l’affluenza è aumentata e in Emilia Romagna ha vinto Bonaccini del centrosinistra.
Ha vinto il candidato, non tanto il Partito democratico che, anzi, si è defilato dalla campagna elettorale del governatore uscente. Si registra infatti una grande prestazione della lista del candidato. Quasi ad indicare che competenza, conoscenza del territorio, rappresentatività vincono anche sulla macchina da campagna elettorale che è Matteo Salvini.
Il dato elettorale va comunque analizzato per quello che è: c’è la crescita esplosiva della Lega che riesce a portare la propria candidata vicina alla vittoria come mai successo; Fratelli d’Italia cresce; c’è la pressochè scomparsa di Forza Italia così da legittimare l’assenza di moderazione nel blocco che fu centrodestra ed è oggi solo destra.

In Calabria ritorna invece il centrodestra con Jole Santelli con un centrodestra che, almeno per l’ora dello scrivente, appare equipartito: Lega e Fratelli d’Italia entrambi al 10%, Forza Italia che, pur diminuendo rispetto al 2014, si attesta all’11%.
Qualche considerazione politica.
La linea del Partito Democratico non sfonda. E’ infatti l’attore principale, ma a fare la differenza sono le liste correlate e la scelta del candidato presidente.
La Lega cresce ovunque e, risultato storico, sbarca al sud. Non vince però in Emilia Romagna, nonostante le citofonate. Incomprensibile l’agire di Salvini vestendo di caratura nazionale i songoli voti: ora sarebbe da ritenersi scornato?
Fratelli d’Italia ha un boom, probabilmente attirando parte degli elettori della fu Forza Italia.
Forza Italia è in netta crisi. Condannata all’irrilevanza, incapace di una qualsiasi moderazione ci consegna un fu centrodestra ormai pienamente confermato soltanto destra. Dove andranno gli elettori moderati?
Complessivamente la destra si fa vedere anche nelle regioni più “rosse” e dove era già forte il centrodestra, vince la destra.
Il Movimento Cinque Stelle sta affrontando una profonda crisi. A dare impulso positivo può quindi solo essere la rappresentatività locale dei componenti le liste.

14 Commenti

  1. Cara Marzia Campanella, i punti di distacco sono quasi otto.
    Salvini ha voluto strafare come Renzi e ha perso.
    Bastava presentare un candidato un ’bout decente e la Lega avrebbe vinto a mani basse.
    La Borgonzoni non conosce nemmeno le regioni che confinano con l’Emilia Romagna, non conosce tante cose, come si fa a votarla?
    Salvini voleva dare una prova di forza, far vedere che trasforma in oro tutto ciò che tocca, ma la gente ha avuto paura di trovarsi per 5 anni un presidente di regione incapace.

    • Concordo, a volte basta almeno presentare candidati degni e preparati, poi ognunò voterà. Ed è una lezione importante, non bisogna votare per tifo, ma valutare le persone, se potranno essere buoni amministratori oppure no.

  2. Ma perchè perdere tempo a commentare, in Italia è un dato di fatto
    “non perde mai alcuno, chi perde mai dirà che ha perso al massimo dice che non ha vinto”
    …..
    poi riflettere non il verbo giusto per improvvisatori, incompetenti e inconcludenti
    ah dimenticavo anche un po imbroglioni.

  3. Il risultato elettorale emiliano non può che essere preso in considerazione per le prossime elezioni comunali di Saronno. Il significato politico che si può recepire è fondamentale: chi semina odio ed esterna esacerbati comportamenti che violino ogni regola civica ottiene il risveglio dell’elettorato cosciente e responsabile che respinge l’ignoranza e le prevaricazioni. Contestualizzando i dati bisogna rendersi conto che amministrare la città di Saronno ottiene risultati concreti chi è competente e capace. Inventandosi amministratore senza avere esperienze lavorative è come prendere in giro se stessi.

    • Emilia Romagna diversa dal resto del paese…. Cinque anni fa il PD aveva il 44 % oggi ha il 34% ha vinto…. Ma è in netto calo dove dal 1945 ad oggi ha sempre vinto……

  4. La fortuna del PD è quello di aver incontrato i 5 Stelle (grazie a Salvini), il Pd destinato all’estinzine, ha avuto la fortuna di andare al Governo da, non votati dal popolo italiano. Ho votato alle politiche i 5 Stelle ma, ora con questa alleanza, non li voterò mai più, pure la Lega che ha dato l’opportunità al PD di ritornare al governo. Credo di non andare mai più a votare.

  5. Ok, grazie per tutti questi commenti da bravi politologi (sigh).
    Ora avreste, di grazia, la decenza di comunicare chi si presenterà a Saronno e relativi programmi o dobbiamo aspettare ancora 2 mesi?
    Grazie mille!

  6. sardiniamo Saronno !
    ma LUI è d’accordo ?
    Italia Viva ha il jolly vincente e il PD deve accodarsi

  7. Scusate L’Emilia doveva vincere per forza, le cooperative sono la forza della regione, regione con il massimo dell’evasione fiscale. Solo da quelle parti I contadini hanno la Ferrari, poi vi consiglio di provare se in qualche loro negozio vi lasciano lo scontrino. L’Emilia non e’ l’Italia per fortuna, comunque il Presidente anche se di sinistra dovrebbe decidere di andare al voto, non si puo’avere il PD mai eletto e 5 Stelle ormai inesistente. Votazioni subito.

Comments are closed.