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Airoldi: “Ci sarà co-housing o housing sociale al Matteotti? Sono progetti diversi!”

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SARONNO – “Il capogruppo consiliare della Lega Nord, Angelo Veronesi, ha recentemente annunciato alla stampa, non senza squilli di tromba, ”Arriva il co-housing sociale”. Esiste il co-housing ed esiste l’housing sociale, ma sono due cose diverse e distinte”.

Sono le parole di Augusto Airoldi ex presidente del consiglio comunale e candidato sindaco per il centrosinistra per la prossima tornata elettorale.

“Sembra di capire dal testo che è al secondo che si riferisce Veronesi, cioè ad interventi che svolgono la funzione di ridurre il disagio abitativo di individui e nuclei familiari in difficoltà, ovvero non in grado di accedere alla locazione di alloggi nel libero mercato” (Decreto ministero infrastrutture del 22 aprile 2008). Infatti si parte da uno stabile comunale e ci si rivolge a persone o famiglie svantaggiate (“Un servizio che consente di rafforzare i cittadini in condizioni di fragilità ed evitare che la situazione peggiori”), per le quali viene probabilmente redatto contestualmente (non lo dice Veronesi, ma è auspicabile e probabile che ciò avvenga) un progetto da parte dei Servizi Sociali finalizzato a risolvere, in tempi più o meno lunghi, la situazione di criticità.

Altra cosa è il co-housing, che viene definito come una comunità di persone in cui coesistono spazi privati e spazi comuni. La coabitazione viene organizzata con la collaborazione dei soggetti stessi attraverso la progettazione partecipata, l’individuazione dei servizi collettivi e la gestione delle attività interne.

Dal punto di vista dell’iter progettuale, le due realtà si differenziano per molti aspetti, primo tra tutti il livello di “partecipazione” dei futuri fruitori: il cohousing pone tra i suoi punti fondamentali il processo partecipato che vede i coabitanti in una posizione paritaria ed attiva nelle scelte e nelle decisioni per l’organizzazione del cohousing stesso, mentre nel social housing figure professionali preparate procedono alla progettazione ponendo alla base l’interesse ad appagare le necessità dei fruitori.

Anche gli spazi sono diversamente progettati: il cohousing, prevede case o appartamenti unifamiliari, di solito dislocati lungo una strada comune o intorno ad un cortile centrale. Fondamentale importanza viene data agli spazi comuni che occupano gran parte dello spazio progettato, integrano gli appartamenti privati e vengono favoriti rispetto ad essi; nel social housing, invece, gli spazi dell’edificio vengono concepiti seguendo le regole della flessibilità e temporaneità per modellarsi sulle necessità di fruitori sempre diversi.

Dall’annuncio di Veronesi sembra anche di capire che nel social housing di cui si parla dovrebbero trovare alloggio anche fragilità fisiche importanti (“disabili e pazienti dimessi da particolari cure in ospedale che mancano di un nucleo familiare”). E’ evidente che in tale caso il progetto non potrà non includere anche operatori per l’assistenza, il sostegno e l’aiuto, ivi compresa un’assistenza sanitaria per la quale dovranno essere conclusi opportuni accordi con le strutture sanitarie del territorio. Ma di ciò, Veronesi, non fa cenno.

All’analisi della complessità del progetto che, se meglio chiarito, è senz’altro da sostenere, si preferisce proclamare: “Come siamo bravi!” Come se non fosse esistito, fin dai tempi della Giunta Gilli, poi meglio articolato nel mandato di Porro, un accordo con Aler e Regione che destinava a residenzialità sociale il nuovo stabile del Matteotti”.

13022020

12 Commenti

  1. L’importante è dire qualcosa prima delle elezioni, hanno imparato che spesso funziona… poi dopo si vedrà … anzi x volte nel dopo ci sono le sorprese, in Piemonte si sono aumentati lo stipendio di 1000€ al mese e si sono reintrodotte le auto blu

  2. Co-housing. Grazie di aver meglio specificato cosa significa e del sostegno.

    • Si spera che questo intervento sia stato fatto veramente da Veronesi. Spesso quando non si comprende bene il significato di termini non italiani utilizzati per dare un tono al concetto che si vuol comunicare si mettono a nudo le carenze strutturali di argomenti sensibili riguardanti le fragilità presenti nella nostra comunità. Grazie Augusto per le precisazioni.

  3. Grazie Airoldi delle precisazioni, evidentemete ne sa molto piu` lei sull` argomento della nostra Amministrazione

  4. può chiedere agli uffici o venire domani in consiglio per informarsi, invece di sparare a salve sulla stampa.

  5. “progetto…se meglio chiarito, è senz’altro da sostenere”
    Airoldi grazie per la franchezza, ma giustamente il sociale merita attenzione e precisione pi che squilli di tromba.

  6. Consigliere Veronesi, ancora non ci siamo.
    Cercherò di essere più schematico, vediamo se funziona.
    1 Abbiamo chiarito che esiste l’housing sociale ed esiste il co-housing. Sono due cose differenti.
    2. Nel suo articolo che ho citato, lei annuncia la partenza, nell’edificio X2, del co-housing, che non si capisce cosa sia.
    3. Nel dispositivo della delibera che portate in approvazione questa sera in Consiglio comunale scrivete testualmente di voler “disporre l’affidamento in concessione dell’immobile di proprietà comunale sito in Viale Amendola, denominato X2 per la realizzazione del progetto di Housing Sociale”.
    4. Chiedo: E’ sbagliata la delibera o è sbagliato quello che lei afferma nell’articolo? O cos’altro ci volete fare in quell’edificio?

  7. Osservazioni ben scritte sul tema dell’abitare sociale che sara’ oggetto di attenzione dell’ Amministrazione futura. Grazie Airoldi, lei ha le idee chiare.

  8. Ritiro il commento. La posizione del PD è stata contraria perché sostengono che unire più solitudini insieme crea più solitudine. È una posizione che mi ha lasciato perplesso e che dovrebbe lasciare perplessi tutti coloro che si stanno impegnando da anni nel co housing sociale non solo in Italia ma in tutta Europa. Sarebbe sufficiente fare un giro tra le realtà vicine che applicano il co-housing sociale per sincerarsi che questa posizione non trova riscontro in nessuna delle realtà della zona dove il co housing sociale viene applicato bene e risolve davvero i problemi. Questo dimostra la scarsa attenzione al co housing sociale da parte di coloro che sostengono di avere attenzione per il sociale. In molti Comuni di qualsiasi colore, anche a guida PD, il co-housing sociale viene applicato e funziona. Sono perplesso di come si possa raccontare una realtà al contrario dipingendo a tinte fosche un intero settore del sociale che crea un servizio per aiutare una fascia di popolazione fragile che non è ancora sulle spalle del sociale e che va aiutare a rimanere autonoma. Quella del solo PD di Saronno è una posizione retrograda sintomo di ragionamenti da vecchia politica assistenzialista che non risolve i problemi della gente, ma preferisce togliere loro qualsiasi autonomia. È una posizione da scappati di casa, visto che è una posizione singolare propria del solo PD di Saronno. È una posizione che spero potranno rivedere alla luce del fatto che potrebbero non essersi informati bene con i loro colleghi di altri Comuni. Niente di nuovo sotto il sole, visto i danni della passata amministrazione che ci stanno riproponendo con i soliti nomi del vecchio modo di fare politica. Spocchia e superbia di credersi sempre i migliori e i più bravi.

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