SARONNO – Bar, poca gente; nei ristoranti va forse anche peggio: l’impatto della paura per il Coronavirus, ma anche e senz’altro le scuole chiuse e dunque l’assenza degli studenti dai quali tanti l’economia saronnese dipende (e si nota proprio in questi giorni) stanno mettendo in difficoltà le attività commerciali locali, praticamente in ogni settore.

Colpite le attività gestite da orientali, i ristoranti di cucina asiatica della zona sono praticamente tutti chiusi, per propria scelta, da quando è emersa l’emergenza Coronavirus; a loro si sono aggiunte anche altre attività, perchè in questi giorni si lavora poco o pochissimo. Come la storica gelateria di piazza Portici in pieno centro. Nelle cafferie non è difficile trovare un tavolino libero, neppure negli orari di punta; e capita anche che siano praticamente deserte. Nei ristoranti pure la pausa pranzo non c’è molto movimento, si parla di un calo fra il 50 ed il 70 per cento nel settore locale della ristorazione. “Tutte annullate le “tavolate” fra amici, pranzi e cene di lavoro praticamente non si fanno più ed è scomparsa anche la clientela d’affari, italiana o straniera” assicura il titolare di una nota pizzeria di Saronno.

05032020

6 Commenti

  1. Sarà contenta l’amministrazione, meno non saronnesi in biblioteca, meno problemi con i parcheggi dei non saronnesi…. attendiamo nota gioiosa del sindaco o del capogruppo…

  2. Solo Fagioli e C. non capiscono che le scuole, la biblioteca, l’ospedale, la stazione, il teatro, i cinema e i servii in generale generano ricchezza per la città, invece loro vogliono chiudere la città con delle mura come era in passato: “il nemico è fuori dalle porte, arriva da Gerenzano o da Rovello, dobbiamo impedirgli di entrare in Saronno, facciamo pagare un salasso di parcheggio a chi viene da fuori, gratis invece per i miei elettori, facciamo pagare la biblioteca a chi viene da fuori, chiudiamo l’ospedale così facciamo contenti i miei colleghi in regione anche se i sindaci del saronnese non vogliono, ma poi quando andremo a Busto Arsizio ci faranno pagare l’ospedale perchè non siamo residenti in quel posto.”

  3. Che è chiusa anche per il prestito libri. Nei paesi civili quel servizio è aperto, perché non solo è utile in caso di autoreclusione in casa, ma soprattutto NON C’È MAI STATA CODA. Ma la flessibilità mentale e l’attenzione ai cittadini sembra sconosciuta a questa amministrazione

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