SARONNO – “Abbiamo portato avanti in queste ultime ore una costante interlocuzione con le autorità ticinesi, nell’interesse dei nostri lavoratori frontalieri. Grazie a questa interlocuzione è stato chiarito che i nostri frontalieri che non possono utilizzare il telelavoro o le modalità di smart working potranno recarsi quotidianamente al lavoro oltreconfine, dal momento che la loro necessità di spostarsi rientrn nella fattispecie delle ‘comprovate esigenze lavorative’”.

Così Emanuele Monti consigliere comunale della Lega e presidente della III Commissione Sanità e Politiche Sociali di Regione Lombardia chiarisce la situazione dei frontalieri dopo il decreto che “chiude la Lombardia”.

“Abbiamo inoltre chiesto alle autorità ticinesi di mettere in campo iniziative simili a quelle italiane per promuovere e facilitare le modalità di lavoro da casa anche nel Canton Ticino. Registriamo positivamente, anche alla luce dell’importanza dell’opera dei nostri frontalieri nei confronti della Svizzera, che a Bellinzona si sta lavorando in questa direzione” conclude l’esponente della Lega.

08032020