SARONNO – Si torna a parlare dell’indagine Angeli e demoni dei carabinieri di Saronno allora guidati dal capitano Giuseppe Regina che aveva portato a scoprire le morti sospette nel pronto soccorso dell’ospedale di piazzale Borrella e tra i familiari dell’infermiera Laura Taroni al centro del caso con Leonardo Cazzaniga.

Il caso è tornato alla ribalta nazionale durante la trasmissione “Chi l’ha visto?” in onda mercoledì sera e anche su molte testate nazionali a partire dall’Eco di Bergamo. Perchè? “Il direttore sanitario dell’ospedale di Alzano Lombardo, al centro del dibattito pubblico per le scelte effettuate all’inizio dell’emergenza soprattutto sulle tempistiche con cui sono stati comunicati i contagi, è Roberto Cosentina che era stato condannato, proprio per la vicenda saronnese, in primo grado a 2 anni e 6 mesi per omessa denuncia e favoreggiamento. Cosentina aveva istituto il gruppo di controllo interno all’ospedale dopo le denunce delle infermiere. Insomma quella commissione che il tribunale di primo grado aveva ritenuto responsabile di omessa denuncia.

“Quando a fine gennaio viene pronunciata la sentenza – si legge nell’articolo di Bergamonews – però Cosentina è già a Seriate (sede dell’Asst Bergamo Est) da quattro anni. Il suo ruolo è il medesimo di Saronno, ossia quello di coordinatore dell’organizzazione tecnica e funzionale dei servizi e del possesso dei previsti titoli professionali da parte del personale, nonché di garante ultimo dell’assistenza sanitaria ai pazienti e del coordinamento del personale sanitario sui criteri di qualità e sicurezza. Gerarchicamente è inferiore solo al direttore generale che lo ha fortemente voluto, Francesco Locati”.  Tra i temi al centro del dibattito il fatto che dopo la condanna il direttore sanitario non sia stato sospeso. Sulla vicenda al momento non sono state fornite risposte dalla direzione generale.

09042020