SARONNO – “Dopo i fatti dei giorni scorsi, riteniamo doveroso e serio fare chiarezza su come si svolge in questo periodo l’aiuto alimentare promosso dalla Casa di Marta – si legge in una nota dell’ente no profit di via Petrarca – Purtroppo dobbiamo constatare che, come al solito, anche in questa situazione di emergenza, qualcuno ha strumentalizzato i fatti per visibilità personale e polemiche gratuite. Solitamente non interveniamo pubblicamente per spiegare nel dettaglio lo svolgimento dei servizi della Casa di Marta, perché – lo abbiamo ripetuto tantissime volte – per chi fosse desideroso di conoscere, le porte sono aperte e spendiamo volentieri parte del nostro tempo a far visitare la struttura per capire come funziona. Crediamo che questo possa essere testimoniato da tantissime persone che in questi anni ci hanno chiesto di conoscere personalmente la realtà. Questa volta invece sentiamo la necessità di fare chiarezza, soprattutto per rispetto verso i volontari che garantiscono lo svolgimento dei servizi in questo periodo e per rispetto verso tutte quelle persone che nelle ultime settimane si sono mostrate sensibili e attente alla nostra richiesta di aiuto per garantire la risposta al bisogno alimentare”.

Proseguono da Casa di Marta

Partiamo dall’inizio. Nella normalità sono due i servizi attivi in risposta al bisogno alimentare:

– la mensa per i bisognosi, gestita dall’associazione Amici di Betania, che offre un pranzo caldo a chiunque si presenti presso la Casa (funziona parzialmente grazie al ritiro quotidiano di cibo non consumato presso le scuole e parzialmente tramite l’acquisto di alcuni pasti dalla stessa ditta che fornisce le scuole, in modo da garantire un numero di pasti adeguati)

– l’Emporio della solidarietà, gestito da cooperativa Intrecci di Caritas Ambrosiana, è un vero e proprio supermercato gratuito, in cui le famiglie posso fare la spesa con un tesserino a punti: i prodotti infatti hanno un valore quantificato in punti, che viene di volta in volta scalato dalla tessera. Le tessere hanno validità di 6 mesi o 1 anno e le famiglie che possono accedere sono segnatale dai centri di ascolto Caritas e San Vincenzo di Saronno e centri d’ascolto Caritas di alcuni comuni limitrofi. All’interno dell’Emporio, come in un supermercato, si possono trovare prodotti alimentari, prodotti per l’igiene personale e la pulizia della casa e alcuni prodotti di cartoleria per la scuola. Caritas
Ambrosiana garantisce l’approvvigionamento dell’Emporio per la spesa di circa 30 famiglie contemporaneamente; tutte le donazioni che vengono fatte (donazioni dirette di beni alimentari e non o donazioni economiche) permettono e hanno permesso di aumentare il numero di famiglie (a febbraio avevano la tessera circa 40 famiglie) Cosa è cambiato nel periodo di emergenza Covid-19:

– la mensa per i bisognosi non ha potuto garantire in sicurezza il servizio e ha sostituito la normale quotidianità con la distribuzione, una volta alla settimana, di un pacco viveri alle persone in difficoltà; non avendo a disposizione un approvvigionamento di beni alimentari che garantisse questa
distribuzione, abbiamo diffuso la richiesta di aiuto mediante la donazione di determinati prodotti alimentari e c’è stata una risposta di solidarietà straordinaria, tanto che in tre settimane siamo riusciti a raccogliere scorte che ci garantiranno la distribuzione per tutto il mese di Aprile e forse anche un
po’ oltre

– l’Emporio della solidarietà ha proseguito il suo normale servizio grazie alla disponibilità di alcuni giovani volontari che hanno garantito la presenza nei giorni di apertura (come gesto di precauzione e rispetto infatti i volontari con età anagrafica più avanzata sono stati invitati a sospendere il servizio); in questo tempo grazie al sostegno di “Fondazione Comunitaria del Varesotto”, l’Emporio ha inoltre potuto incrementare ulteriormente le famiglie destinatarie del servizio, con 10 nuove tessere

– la collaborazione con il Comune di Saronno: a seguito del fondo per l’aiuto alimentare che il comune ha ricevuto siamo stati coinvolti, insieme ad altre associazioni, per collaborare alla distribuzione di alimenti alle famiglie in difficoltà. Nel nostro caso specifico, avendo l’opportunità dell’apertura dell’Emporio della solidarietà, è stato fatto un discorso più ampio. Per alcune famiglie abbiamo provveduto alla preparazione dei pacchi secondo i criteri concordati con Comune e associazioni, pacchi poi consegnati a domicilio; in questo caso la famiglia NON ha avuto la possibilità di scegliere il contenuto del pacco.

Per un numero limitato di famiglie invece è stato possibile attivare una tessera dell’Emporio “una tantum”, che significa concretamente dare alla famiglia la possibilità di accedere ad una spesa a punti del medesimo valore economico del pacco, con la differenza che, come in un supermercato, la famiglia sceglie dagli scaffali i prodotti di cui ha maggiormente bisogno. Evidentemente abbiamo dovuto stabilire un limite massimo di famiglie che possono avere la tessera, proporzionato ai tempi di apertura dell’Emporio, alla disponibilità dei volontari e alle dimensioni dei locali. Quindi il contributo economico che il Comune ha destinato alla “gestione Casa di Marta” è in parte relativo all’acquisto dei beni per confezionare i pacchi e in parte relativo all’acquisto di beni per l’approvvigionamento dell’Emporio, in modo adeguato al nuovo numero di tessere (ad oggi circa 60 tessere spesa).

Questo significa che, chi può avere la tessera a punti, accede all’Emporio, viene informato delle regole di funzionamento e può effettuare la spesa liberamente scegliendo dagli scaffali quello che vuole; è chiaro che sugli scaffali c’è un numero di prodotti elevato, in parte già acquistato dall’Emporio o proveniente da donazioni e in parte incrementato dal contributo del Comune. Per essere ancora più chiari: chi ha la tessera assegnata dal Comune ha la possibilità di scegliere liberamente un numero di prodotti che concorre al raggiungimento totale dei punti assegnati, di valore economico pari al pacco consegnato alle altre famiglie. Concludiamo con una ulteriore spiegazione: alcune regole che l’Emporio della solidarietà mette in atto con convinzione sono legate all’abbattimento degli sprechi alimentari; tutte le famiglie che accedono sono sempre informate di alcuni comportamenti e alcune attenzioni che dovrebbero avere. E’ questo il caso specifico, per esempio, della dicitura legata alla scadenza “preferibilmente entro”, che non preclude la
possibilità di consumare il prodotto.

Sperando di aver fatto sufficiente chiarezza su quello che sta accadendo in Casa di Marta in questo periodo, proviamo infine a rispondere direttamente ad alcune semplici domande che ci hanno posto con insistenza, a seguito dell’episodio della signora che ha segnalato di aver preso un prodotto con scadenza
“preferibile” superata.

L’Emporio distribuisce pacchi viveri con il fondo del Comune? Non solo: l’Emporio, nell’ambito del suo servizio ordinario, grazie alla collaborazione con il comune ha
incrementato il numero di famiglie che hanno la possibilità di avere la tessera per la spesa.

La famiglia che accede all’Emporio tramite il Comune fa la spesa dei soli prodotti acquistati con il contributo del Comune? Non solo evidentemente; sugli scaffali ci sono numerosi prodotti in parte acquistati e in parte donati, non c’è una zona dedicata solo ai prodotti acquistati con il contributo del Comune, proprio per lasciare alle famiglie ampia libertà di scelta di ciò di cui hanno più bisogno. Quello che non cambia è il valore totale economico della spesa che la famiglia può fare.

L’Emporio distribuisce beni alimentari scaduti che non possono essere consumati? No. Tutto ciò che viene distribuito tramite la spesa a punti ha la garanzia di poter essere consumato e rispetta le norme relative alla corretta conservazione e consumazione degli alimenti. Tutte le famiglie vengono informate del significato della dicitura “da consumarsi preferibilmente entro” e i prodotti presenti sugli scaffali che presentassero data successiva a questa dicitura hanno la garanzia della commestibilità e della sicurezza alimentare; se così non fosse, non verrebbero chiaramente messi sugli scaffali.

18042020

5 Commenti

  1. Tante belle parole e trafile lunghissime, bastava dare la tessere prepagata dei supermercati e tutto questo casino e insoddisfazione non c’era, in più si sarebbe potuto usufruire dell’extra bonus del 10% offerto dai supermercati.
    Il Comune di Saronno deve rendere ogni cosa, in origine facile, difficoltosa.
    Ricevere a casa un “pacco sorpresa” non è sicuramente di aiuto.

  2. Approfittando di questa lunga pausa , ho fatto “pulizia”in dispensa e non mi sono nemmeno sognata di buttare, scatolame, pasta, marmellata o legumi secchi con scadenza successiva a giugno del 2019. Tutta la polemica mi sembra inutile

  3. Mi domando per quale motivo Saronno debba sempre distinguersi in negativo…sarebbe bastato fare come la maggior parte dei Comuni, ovvero distribuire buoni spesa. Facile, più riservato e più corretto. Si sarebbero evitati ulteriori disguidi. A Saronno sempre cittadini di Serie B. Grazie Sindaco…5 anni di proclami e autocelebrazioni…e probabilmente ti verrà concesso un altro anno in deroga causa emergenza sanitaria. Noi Saronnesi non lo meritiamo…

  4. Grazie per le spiegazioni. Avrei tuttavia una quarta domanda: considerando che il servizio di distribuzione dei beni tramite tessera a punti viene svolto anche per soddisfare le esigenze delle famiglie in difficoltà per Covid-19, e che tali beni sono in parte donati da benefattori e in parte, forse, acquistati da fornitori, come farà Casa di Marta a rendicontare al Comune i costi sostenuti per i beni effettivamente distribuiti ai cittadini? In parole più semplici: lasciando la scelta ai cittadini sui beni da prelevare dagli scaffali, può essere che i beni acquistati (con data “da consumarsi preferibilmente entro il” sicuramente nel futuro) rimangano in Casa di Marta senza essere consegnati alle persone in difficoltà. Quindi in questo caso ci sarebbe un rimborso dal Comune a Casa di Marta su beni non distribuiti. Grazie in anticipo per il chiarimento.

  5. Credo che tutta questa polemica nata probabilmente per un piccolo disguido in una fase anche di stress da parte degli operatori che gestiscono fattivamente questo servizio sia l’ennesima conferma che la gente deve farsi un esame di coscienza. Carità è accettare anche quello che ci viene dato e non fare la guerra all’altro che ci aiuta.
    In questo momento che ci deve unire, ci sono soggetti che vogliono per forza fare polemica.
    Queste mie parole non siano di difesa di una o dell’altra parte politica, spero però che chi è all’opposizione prenda una posizione in sostegno alle associazioni che si spendono quotidianamente e non cavalcare la polemica.

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