SARONNO – “Ancora una volta sono costretta a intervenire perché alcuni cittadini mi hanno segnalato che il contributo destinato dal Governo per le nuove povertà, causate dall’emergenza coronavirus, a 20 giorni circa dallo stanziamento, non sono ancora andati a completa destinazione. Questi fondi avrebbero dovuto coprire le spese per le prime 3 settimane di aprile, visto che la quarantena totale è iniziata il 7 marzo”.

Inizia così la nota del consigliere comunale del Pd Rosanna Leotta in merito ai buoni spesa al centro in città di diverse prese di posizione da quella congiunta firmata da Pd e [email protected] a quella di Obiettivo Saronno senza dimenticare le polemiche per la “data di scadenza passata” di alcuni prodotti distribuiti dall’Emporio della solidarietà nell’ambito dell’iniziativa.

“Siamo sempre pronti a criticare lo Stato centrale quando mette le mani nelle tasche dei cittadini, e non siamo capaci , quando ci sono le possibilità di distribuire risorse concrete alla nostra Comunità, di farlo. Sono venuta a conoscenza che la procedura messa in atto dal sindaco Fagioli arriverà a completamento entro metà maggio.

È inaccettabile che un provvedimento urgente che doveva essere di sostegno immediato per le persone in difficoltà, venga portato a termine in così lungo tempo. Prendo atto dell’insensibilità di questa amministrazione nel comprendere come alcune famiglie oggi si possano trovare in condizioni economiche talmente gravi da non potersi permettere neanche l’acquisto di beni di prima necessità.

La scelta attuata di fare acquistare beni di prima necessità dalle associazioni che si sono rese disponibili, con la consegna di pacchi standard in base a chi ne avesse fatto richiesta si è rivelata lenta e inefficace per il bisogno che era immediato. Ridicole a questo scopo le dichiarazioni del sindaco: non vorrei che con il buono qualcuno si compri il salmone”. A mio parere sarebbe stato molto più pratico e veloce l’assegnazione di un buono per la spesa in alcuni negozi convenzionati , indicando magari i prodotti vietati.

19052020

7 Commenti

  1. La soluzione migliore sarebbe stata quella di far pervenire direttamente i bonus a tutti indistintamente i cittadini direttamente sui conti correnti. Non è una mia proposta, ma di Giorgia Meloni, ma alla sinistra non è andata bene così non è stata attuata: quindi soluzione praticata sono i pacchi standard per bisognosi e così ci si deve accontentare di ciò che altri hanno deciso tu abbia necessità, e tra queste lamette da barba e prodotti preferibilmente non consumati entro la data di scadenza.
    Tutto il resto è solo polemica politica di basso livello con cui la sinistra attacca il sindaco. Aggiungo: ma della distribuzione delle mascherine non avete ancora nulla da dire?
    Saluti.

    • Quanta inutile demagogia nel suo commento.

      Le proposte, oltre a farle, bisogna che siano anche attuabili: come li mandi i soldi sul conto ad uno che non riesce a comprarsi il pane e il conto non ce l’ha? Se invece ce l’ha, come individui il conto su cui accreditare i soldi ed essere sicuro che arrivino a corretta destinazione?

      Inoltre, con le stesse regole, altri comuni hanno fatto rapidamente, tramite buoni spesa: meno complessità, più tempestività, più trasparenza e pure un 10% aggiuntivo da parte del supermercato… troppo facile?

  2. Ma cosa c’entra Giorgia Meloni e la sinistra? Esiste la possibilità che una volta tanto un Sindaco si prenda la responsabilità di quello che Lui decide e Lui fa? Magari la decisione assunta poteva essere animata delle migliori intenzioni e non è stata attuata bene. In Italia siamo maestri nel fare ottime leggi e abbandonare l’esecuzione a sé stessa, mandando tutto in malora. Ma qualche responsabilità c’è e sta qui, non a Roma.

  3. Direttamente sui costi correndi. .e già che ci siamo anche azioni sul deposito titoli..

  4. L’aggettivo “ridicolo” se lo poteva risparmiare. Saluti p.s. La Lombardia non la commissarierete, fatevene una ragione

  5. Salve io ho fatto richiesta due settimane fa e siamo una famiglia di 10 persone con bambini e ancora di pacchi spesa non ne ho visti dal comune

  6. Ma è incredibile che una situazione di emergenza diventi un atto burocratico che non finisce mai! Conosco gente che sta morendo di fame e quelli che possono avere gentilmente da Casa Marta il martedì non riesce a coprire la settimana! Perché sindaco, questa lentezza perché?
    Doveva solo pensare ad una consegna personalizzata in modo che lei potesse verificare che non c’è il salmone. Qui stiamo giocando sulla pelle dei cittadini regolari e non, che hanno perso il lavoro e non hanno aiuti per andare avanti, figurati per l’affitto!siamo al 21 aprile e ancora nessuno risponde!

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