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Pacchi con “prodotti scaduti”, Ob Sar: “Non sono rispettate le regole dettate dal Comune. Si faccia chiarezza”

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SARONNO – “A metà aprile prende vita la distribuzione dei pacchi alimentari come deciso dalla Giunta Comunale con delibera del 7 aprile, in cui sono illustrate le modalità di utilizzo del fondo straordinario relativo all’ordinanza emessa dalla protezione civile”.

Inizia così la nota di Obiettivo Saronno in merito alla polemica sui pacchi alimentari che in questi giorni sono stati criticati sul fronte delle scelte ma anche dei ritardi di consegna.

“Il primo aprile la signora donatella, residente a Saronno, durante una telefonata intercorsa con un’operatrice del Comune, viene a sapere dall’operatrice stessa di essere in possesso dei requisiti per accedere al pacco di generi di prima necessità finalizzato al sostegno per chi si trova, causa emergenza Covid-19, privo di paracadute sociale. Dietro suggerimento della gentile operatrice la signora fa richiesta del pacco e in seguito le viene comunicato di recarsi a Casa di Marta il giorno 16 aprile per il ritiro dei prodotti di beni di prima necessità legata alle “Misure urgenti di solidarietà alimentari in relazione all’emergenza Covid-19”.

Apprendiamo direttamente dalla signora Donatella che, arrivata alla Casa di Marta, le sia stata fornita una tessera a punti per scegliere i prodotti nell’Emporio ivi presente e gestito dalla Coop Intrecci. All’interno dell’ Emporio la signora riferisce di aver visto confezioni di prodotti di vario tipo insieme ad alcuni con la dicitura “consumare preferibilmente entro” una data superata da un anno o due. La signora fa la sua spesa e, senza aver firmato alcun foglio di assenso al momento del ritiro, la porta a casa. Una volta a casa decide di avvisare i suoi concittadini con un post pubblicato sui social, “controllate le date di scadenza degli alimenti distribuiti da Casa di Marta in questi giorni”. Il messaggio, ci dice, vuole essere: “in un momento come questo, in cui è importante salvaguardare la propria salute, non consumate cibi scaduti”.

Da queste considerazioni le riflessioni della lista civica: “I prodotti che la signora ha portato a casa, proprio perché alcuni riportano la dicitura “consumare preferibilmente entro” una data superata da un anno, non possono essere stati acquistati con i soldi (20.000 euro) che il Comune (come si legge dalla delibera di Giunta sopra citata) provvederà a riconoscere all’Associazione Casa di Marta “per i prodotti acquistati e distribuiti”. A rafforzare questa affermazione c’è il fatto che i prodotti fra i quali la signora si è trovata a scegliere non corrispondono alla composizione del pacco alimentare come riportato nell’allegato alla stessa delibera di Giunta (Delibera 57 del 2020 _ All spesa Covid) allegato alla delibera e che riportiamo.

Invitiamo, perciò, l’amministrazione comunale a un pronto controllo del contenuto del pacco alimentare secondo quanto stabilito dal Comune stesso e, come già fatto sul nostro primo comunicato sul tema “pacchi di generi di prima necessità”, chiediamo che la rendicontazione di spesa da parte delle Associazioni incaricate dal Comune alle operazioni di approvvigionamento, confezionamento, stoccaggio e consegna pacchi stessi, sia resa disponibile alla consultazione dei cittadini saronnesi”.

20042020

22 Commenti

  1. Se i prezzi della tabella allegata fossero veri vi consiglio di andare al D’Ambros, risparmiereste parecchio, quindi acquistereste più beni di prima necessità….250 grammi di caffè 3 euro e 20…ma siamo matti….

  2. Credo che per gli aiuti alimentari abbiamo toccato da giorni il fondo, e non paghi abbiamo cominciato a scavare.
    Meno male che lo stanziamento si chiama “emergenza alimentare”. A Saronno speso meno di un terzo della somma ad oggi. (giusto?)
    Speriamo non arrivino a breve altri 200.000 euro….

  3. obiettivo Saronno è omissivo anche stavolta.
    Dite se la signora è stata obbligata a prendere quei prodotti o li ha scelti lei.
    Dite se quei prodotti con la data consigliata scaduta sono in aggiunta alla lista del Comune o sono sostitutivi.
    Dite perché la signora ha deciso di prendere comunque quei prodotti invece di rifiutarli.
    E se non lo sapete piantatela con il solito bla bla

    • Io non faccio parte di alcun partito.ho semplicemente avvisato che nella mia spesa c’erano vari alimenti che riportavano DATE di scadenza .le marmellate addirittura del 2018
      Ho allegato tutte le foto.
      Ho preso i prodotti senza guardare la data si scadenza anche perche non avevo gli occhiali.
      Arrivata a casa mi sono accorta e ho subito avvisato casa di marta.e ho scritto un post su fb.
      Ora essendo in un periodo difficile dove dobbiamo tutelare la nostra salute e quella dei nostri figli mi sembra vergognoso ricevere prodotti scaduti.
      Questo non e un siuto per nessuno..gli altri comuni hanno buoni da spendere nei vari punti vendita…
      Grazie per l’attenzione

    • La signora sono io.i prodotti li ho scelti io.e non c’era nessuna data consigliata ma data di scadenza.
      Es: marmellata paghi una prendi tre data sc.giugno 2019…non ho guardato le scadenze perché mai avrei pensato fossero scadute.
      Non era nessuna lista aggiuntiva.
      Quando a casa me ne sono accorta ho chiamato casa di marta e ho scritto un post con tanto di fotografia.

      • La marmellata, avendo come conservante lo zucchero ed essendo sotto vuoto, dura una vita

      • Brava Donatella, ricordi anche al signore che i 209.000 che sono arrivati dal Governo non erano “scaduti” e che certo il Governo non li ha stanziati per materiale di scarto. ( poi mi auguro che sia un caso ecc. )

  4. Segnalo che La legge 166/2016, la cosiddetta norma “antisprechi”, la cui prima firmataria è stata l’onorevole Maria Chiara Gadda dispone che può essere ceduto anche, dopo il termine di scadenza, il cibo che sulla confezione riporta la frase “da consumarsi preferibilmente entro il …”, i prodotti confiscati, e quelli che presentano irregolarità nelle etichette o nel confezionamento.
    In secondo luogo i soldi non vanno “Casa di Marta”. Verificate, prima di scrivere castronerie.
    Se proprio volete fare qualcosa di costruttivo verificate l’effettivo stato patrimoniale dei richiedenti aiuto e poi rimboccatevi le maniche senza fare polemica inutile.

    • Buonasera. È vero ma è altrettanto vero che i prodotti scaduti con dicitura “preferibilmente entro” possono elargiti solo a titolo gratuito, non dietro corrispettivo economico.

      In questo caso il comune paga 20000 euro.

      Trattasi quindi a tutti gli effetti di compravendita.

      • e soprattutto i fondi dello stato prevedevano acquisti di beni di prima necessità, non beni prossimi alla discarica

    • Su a chi vadano i soldi stiamo alla delibera di giunta N. 57 del 07/04/2020 di cui riporto la parte in causa:
      “… DELIBERA
      1. di incaricare, CRI Comitato di Saronno – Banco Alimentare “Stefano Marzorati”-
      Casa di Marta tramite Emporio della solidarietà gestito da Coop. Intrecci, delle
      operazioni di approvigionamento, confezionamento, stoccaggio e consegna pacchi
      alimentari ai soggetti che verranno individuati in appositi elenchi redatti dai servizi
      sociali comunali, anche attraverso le segnalazioni delle associazioni di volontariato
      presenti sul territorio comunale;
      2. il Comune provvederà con apposita liquidazione al riconoscimento del contributo
      assegnato ad ogni singola associazione, per i prodotti acquistati e distribuiti ai
      soggetti individuati negli appositi elenchi, dietro presentazione di copia fattura dei
      fornitori e di relazione delle attività svolte nel limite massimo di € 20.000,00 per
      ognuno dei soggetti di cui al punto 1; “

      • L’effettivo stato di necessità dei richiedenti aiuto dovrebbe essere verificato dal comune invece. Viene fatto ? Non vedo come altri che non facciano parte delle istituzioni e degli organi competenti potrebbero avere i mezzi per farlo.

  5. Il Papa: i politici cerchino il bene delle popolazioni e non del proprio partito

    Nella Messa a Santa Marta, Francesco prega perché i politici dei vari Paesi, in questo tempo caratterizzato dalla pandemia, attuino la propria vocazione, che è una forma alta di carità. Nell’omelia, ricorda che il cristiano non solo deve osservare i comandamenti ma deve lasciarsi condurre con docilità dallo Spirito, che ci guida dove non sappiamo: questo è rinascere dall’alto, è entrare nella libertà dello Spirito

    Non sono esenti anche coloro che vorrebbero essere Politici . Basta polemiche!

    • Credo che indipendentemente dal fatto di essere credenti o meno lei abbia citato un grande uomo.
      E con questo comunicato stampa siamo convinti di avere fatto nostre le parole del Santo Padre e di non avere fatto i nostri interessi: visto che molti volontari di Casa di Marta frequentano l’ambiente cattolico, per non turbarli avremmo potuto semplicemente fare finta di niente. Con il rischio invece di perdere qualche voto abbiamo preferito comunque non tacere di fronte ad una vicenda su cui, per rispetto ai volontari e ai cittadini che in questo momento sono in difficoltà chiediamo chiarezza e trasparenza

  6. Voi non siete stati eletti e non avete alcun diritto ordinare al Comune quello che deve fare. Essere il partito civetta delle opposizioni vi sarà dando alla testa. Saluti

  7. Ma qui stiamo tutti impazzendo! Ma state giocando sulla disperazione dei cittadini? Ma poi chi siete e perché vi permettete di fare questa becera politica di visibilità elettorale quando nemmeno siete rappresentativi in consiglio comunale? Che il sindaco abbia preso una decisione sbagliata con i pacchi è cosa certa, alla fine s’è fidato di Casa di Marta che come tutti sanno è un’istituzione no profit alle cui spalle c’è SAC. La soluzione era quella del buono spesa come hanno fatto il 99% dei sindaci: ognuno si comprava ciò che voleva e polemiche non ce ne sarebbero state. Ma si sa, a Saronno, non è Fagioli che da la linea politica: sono Strano e Lonardoni.
    Tutto il resto è troppo lungo e difficile da spiegare, e il povero Banfi ne sa qualcosa avendone pagato sulla propria pelle conseguenze dirette. E nel vostro gruppo ce ne sono tanti di ex SAC, tutti con parecchi sassolini o macigni nelle scarpe! Non è questo il modo di fare politica, care signore, Saronno necessita di persone capaci e costruttive che hanno una lunga visione, non personaggi che bregano per il contenuto dei pacchi e chiedono, a quale titolo non è dato sapersi, di fare, di dire, di controllare, di giustificare la spesa: quando e se sarete in Consiglio Comunale lo farete, oggi purtroppo non avete titolo a farlo, se non per darvi visibilità politica creando aspettative negli elettori. Oltre questo, come sopra ho detto, c’è per il momento il nulla sia nella concretezza sia nella lungimiranza costruttiva.
    Saluti.

    • Ma esattamente cosa non le torna del fatto che esprimiamo delle perplessità e le nostre opinioni ?

    • Quanta gente inutile a questo mondo. Si leggono delle cose imbarazzanti. Il sindaco ha sbagliato alla grande. Ha complicato la vita ai bisognosi. Vergogna.

  8. Buonasera a tutti. Vorrei chiedere agli anonimi come mai su una questione così delicata anziché metterci la faccia con nome e cognome preferiate nascondervi dietro una tastiera (anzi mi permetto su questo punto di fare i complimenti al sig. Romano, con cui sono certo che si potrà avere una piacevole discussione).

    Ovviamente non possiamo essere eletti, essendo la lista nata l’anno scorso. Tuttavia, da comuni cittadini con diritto di parola esprimiamo serissime perplessità sulla vicenda. La vostra frase
    “Con che diritto osate lamentarvi e chiedere trasparenza al sindaco?” rasenta il ridicolo per la ragione sopra citata. Sono certo che lo abbiate capito da soli, visto che avete avuto vergogna a firmarvi.

    Rispondo anche all’altro anonimo. Il fatto che la signora possa avere accettato di prendere per necessità quelle merci non giustifica assolutamente l’associazione destinataria di 20000 euro ad erogare merce scaduta. Casa di Marta si è giustificata dicendo di avere messo i prodotti comprati con le giacenze di magazzino per consentire agli utenti di avere un surplus di alimenti in caso di bisogno. Se davvero così è stato, c’è uno sbaglio di gestione da parte dell’associazione : se avessero separato i prodotti acquistati dalle giacenze di magazzino, I cittadini bisognosi avrebbero comunque potuto usufruire del pacco Covid e in più qualora lo avessero voluto a propria discrezione, prendere merce in sovranumero dal magazzino e nessuno si sarebbe lamentato

  9. Capisco che a tanti distuba quando ricevono appunti, ma non vedo perche` una nuova formazione politica non possa commentare scelte (anche a mio avviso discutibili ), o chiedere spiegazioni.
    Potete dire quello che volete, ma se il governo stanzia 209.000 euro per i Saronnesi in difficolta’, forse immaginava che non fossero aiutati anche con prodotti scaduti o da consumarsi preferibilmente 10 mesi fa. Mi auguro sia un caso isolato.

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