SARONNO – Ospitiamo questa riflessione del consigliere comunale indipendente di Saronno, Alfonso Indelicato, sul tema che sta suscitando grande dibattito, ovvero della ripartenza – o meno – delle funzioni religiose con la Fase 2 dell’emergenza coronavirus.

E sì che la sua plurisecolare esperienza di rapporti col potere politico avrebbe dovuto suggerire alla Chiesa che un atteggiamento arrendevole non le è mai stato utile. E Conte non è Jaruzelski, e il gulag non è dietro l’angolo: semmai lo è un subdolo regime soft fatto di assidue autocertificazioni e app traccianti. Ecco il risultato di tanta collaborazionistica arrendevolezza: nella cosiddetta fase 2 le restrizioni si allentano in quasi tutti i comparti: ciò che rimane proibita è la Messa. E del tutto incomprensibilmente, perché gli ampi spazi interni degli edifici, il contingentamento dei fedeli e l’uso dei presidi, nonché ovvi accorgimenti per modificare in piccola parte la liturgia (abolizione del segno della pace, Ostia solo sulla mano) avrebbero garantito ragionevoli condizioni di sicurezza. Aprono fabbriche, bar e palestre, biblioteche e musei, ma le chiese misteriosamente restano chiuse.

Oggi il capo del governo si nasconde dietro i pareri del suo Sacro Collegio, cioè del comitato tecnico scientifico diretto dal superesperto Colao, colui che a poco dall’insediamento non aveva trovato di meglio che proporre di segregare in casa gli ultraessantenni. Certo la scienza, anzi la Scienza con la S maiuscola, è un ben robusto scudo dietro il quale proteggersi. Chi mai oserebbe contraddire questo sapere così oggettivo, così imparziale, così rigoroso… Peccato che il quotidiano battibecco televisivo fra virologi, epidemiologi ed altri esperti scopre che non ce n’è uno che sia d’accordo con un altro, e rivela conflitti fra opposti narcisismi molto più che fra motivati pareri.
Sarà dunque utile sgombrare campo dalle illusioni neo positivistiche circa l’oggettività del sapere scientifico. La scienza in se stessa sarà pure oggettiva (anche se l’epistemologia moderna lo nega) ma non lo sono gli scienziati, influenzati dalle proprie convinzioni etico-politiche così come lo è l’uomo della strada: la differenza tra i due è che quest’ultimo fa meno danni.
Dunque non è irragionevole ipotizzare che il consesso contiano di teste d’uovo, o parte di esso, si sia lasciato guidare da intime convinzioni extra scientifiche: in fondo in Italia non è mai tramontata l’epoca in cui nei paesi il farmacista frammassone faceva la guerra al parroco. Nel frattempo Matteo Renzi, esperto di palle al balzo, è subito intervenuto in appoggio alla Cei. Speriamo che quest’ultima non si commuova troppo, ricordando che proprio sotto il suo governo sono state prese sui temi etici le misure più lontane dai sacri canoni. E i nostri eroi, vale a dire il duo Salvini-Meloni? Lo scivolone di Conte è una buona occasione politica. Sempre che non siano troppo impegnati a lamentarsi perché il piacione di Volturara Appula continua a tenerli fuori dalla stanza dei bottoni.

Alfonso Indelicato
Consigliere comunale indipendente eletto a Saronno

29042020

17 Commenti

  1. Qui se c’è qualcuno che si nasconde è chi in Lombardia ha fatto questo disastro!
    Mi spiace, ma Lei ha ragione, chi è credente deve andare a Messa e pregare, perchè in Lombardia non resta altro .
    Però se uno va a pregare deve essere sincero e pentito, animato da amore e solidarietà, altrimenti non vale.
    Quindi anche io rivolgo una preghiera che i soliti noti si astengano dall’andare in Chiesa.
    Paolo Enrico Colombo

  2. E solo oggi tutti si scoprono fervidi Cristiani in astinenza da messa.
    Dovrebbe avergli risposto gia` il Papa…
    E credo che stiano valutando delle possibilita`, la salute della comunita` e` prioritaria rispetto le vostre velleita`. Sbagliare la progressiva ripartenza rischia di far ripiombare l’Italia in una emergenza sanitaria ancora peggiore!
    Ma immagino a voi poco importi, tutti devono mettersi in file e sbandierare una bandierina.

  3. Caro Indelicato, la soluzione è semplice e mi meraviglio non ci sia arrivato: basta far dir messa nei musei, così abbiamo risolto!
    Era una battuta, ovviamente, ma cosa vuole aspettarsi da questo incapace governo composto da 5 sinistre?
    Saluti.

  4. Posso ricordare al Sig Indelicato le parole di Papa Francesco che ha esortato “all’obbedienza alle disposizioni”? Sul resto della sua “riflessione” non esprimo nessun giudizio, tanta è la bile che sgorga ad ogni rigo della missiva! ( molto poco animata da spirito cristiano)
    Pace e bene , fratello

  5. Triste leggere come al solito critiche faziose solo perché le decisioni, ardue, vengono prese dalla parte nemica.
    Le messe per la natura chiusa degli ambienti e la presenza di più persone sono molto più pericolose per il contagio di musei o mostre dov’è i visitatori possono essere gestiti in flussi contingentati. Che senso avrebbe fare una messa per venti persone e sarebbero comunque a rischio?
    Lo dici da cattolico, serve buon senso, mai come ora!
    Buon senso ora per tornare presto anche a seguire le messe.

  6. Ostia sulla mano con i guanti? e quante mani tocca chi distribuisce l’ ostia??… Ma indelicato, ci sei o ci fai?

  7. eccone un altro. nei musei si può contingentare la gente nelle chiese no. e poi sono quelli magari come lei che vanno a messa solo nelle grandi occasioni e adesso sembra che non ne possano fare a meno. la guardi in tv che è lo stesso

  8. In questa sede non entro nel merito della questione in quanto oggi ho già commentato analogo argomento trattato da Augusto Airoldi. Quindi, evito qui di ripetere quanto ho già scritto. Se il lettore lo desidera, può agevolmente leggere quel mio commento.
    La nostra Lombardia, a differenza di altre regioni, è ancora nel pieno della pandemia ed è mia opinione che non sia giusto aprire subito bar, palestre, biblioteche e musei. È sempre mia opinione che, comunque, la libertà di culto non deve mettere in pericolo, anche minimamente, la salute dei fedeli, ricordando che le Messe sono molto frequentate da anziani, le persone più vulnerabili e le più travolte dal virus. Gli stessi sacerdoti, pure loro in maggioranza anziani, sarebbero i più esposti al contagio!
    Qualche tempo fa, ho avuto occasione di affermare che, a mio parere, la fede non è questione di distanza dall’altare. A tale proposito, ricordo che nella parabola del pubblicano e del fariseo, il pubblicano “rimane a DISTANZA” …ed è assolto.
    Lo stesso Papa Francesco ieri così si esprimeva: “… preghiamo il Signore perché dia al suo popolo, a tutti noi, la grazia della prudenza e obbedienza alle disposizioni perché la pandemia non torni…”.

  9. Per me la chiesa può anche smetterla di dire messe, tanto oggi come oggi è solo una onlus per immigrati

  10. E sì che per il vero cattolico la salute dell’anima viene ancora prima di quella del fisico. La Chiesa contraddice i suoi stessi insegnamenti e sembra sempre più una trottola impazzita, come una qualsiasi opera eretta dall’uomo. Considerato che reggeva da duemila anni, deve essere successo qualcosa ultimamente

  11. Quindi lei per un suo fatto privato metterebbe in pericolo potenziale tutti quelli con cui viene in contatto?

  12. Mi sembra che la soluzione prospettata nei colloqui CEI-Governo (messa solo all’aperto con DPI e distanziamenti) tenga conto sia delle esigenze dei credenti che dei necessari protocolli di sicurezza. Ovviamente ricordiamoci sempre che la frequenza alla messa è una scelta del tutto facoltativa. Chi non se la sente continuerà a seguirla in TV.

    • Il commento contiene un essenziale errore!
      Ho già, solo qualche giorno fa, avuto occasione di affermare che non è sostenibile dire che chi vuole va a Messa in chiesa, chi non vuole sta a casa. Non si tiene presente che chi viene contagiato non danneggia solo se stesso, ma si mettono a rischio i propri familiari, i vicini, tutti!
      Va anche considerato il fatto che sono soprattutto gli anziani che frequentano le Messe ed è una statistica di oggi che l’ 80% dei decessi riguarda gli ultrasettantenni. Occorre anche tenere presente che i sacerdoti, anche loro in maggioranza anziani, sarebbero i più esposti.
      Siamo tutti coinvolti in questa pandemia! Il nostro agire può mettere tutti in pericolo! Il diritto alla vita di ognuno di noi è un bene primario!
      Concludo, ripetendomi e da cattolico praticante, con il saggio motto: “Aiutati, che Iddio ti aiuta”.

      • Per completezza di commento.
        Anche ipotizzando la Messa celebrata all’aperto, nella sostanza, nulla cambia. Va anche considerato il fatto che in caso di celebrazione all’aperto il problema sarebbe solo parzialmente risolto in quanto in caso di pioggia o di maltempo la Messa non sarebbe celebrata.
        Perché sostanzialmente nulla cambia con la Messa all’aperto? A mio parere, comunque non c’è protocollo che tenga al momento della distribuzione della Comunione. Infatti, la mascherina va tolta, la distanza di sicurezza non sarebbe più rispettata e, anche con la distribuzione sulla mano, i contatti (tra celebrante e fedeli) si verificano e …si moltiplicano con il succedersi dei fedeli che si accostano alla Comunione!

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