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Licata e la rabbia di quando “si dà la precedenza alle esigenze del calcio piuttosto che a quelle dei bimbi”

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SARONNO – “Il mondo dei bambini è fermo da 90 giorni, dal 24 febbraio. Questo Paese sembra essersi dimenticato di loro o almeno li ha, di fatto, messi in un angolo”.

Inizia così la riflessione condivisa dal consigliere comunale (Pd) Francesco Licata che affronta il tema degli spazi e delle necessità dei più piccoli.

Con le scuole che riapriranno a settembre adesso che si fa? Con i genitori che devono tornare a lavorare per garantire ai propri figli degno sostentamento ed soprattutto un futuro che si fa?

Mi fa rabbia, una rabbia feroce, il fatto che oggi a tenere banco sia la “movida” piuttosto che il campionato di calcio, che il business sia messo davanti al benessere dei nostri figli.

Questo è il momento di avere coraggio e di ripartire dalle cose più preziose che abbiamo e che sono il nostro futuro.

Avere coraggio significa sapersi assumere il prudente e ragionato rischio che porta con se, in termini di possibili nuovi contagi, la rinascita della vita sociale dei bambini. Avere coraggio significa lottare come leoni perché questo rischio sia minimo, prossimo allo zero, e noi tutti insieme possiamo farlo con i nostri comportamenti consapevoli ed attenti, dobbiamo farlo. Avere coraggio significa investire denaro per permettere ai genitori di pagare rette dei campus estivi sostenibili, facendo in modo che le amministrazioni coprano le eccedenze dovute alle misure di sicurezza straordinarie.

Avere coraggio significa ammettere che forse un ragionamento sulla riapertura delle scuole nel periodo estivo andava fatto, senza rimandare tutto a settembre, perché lo Stato e le Istituzioni tutte hanno il dovere di prendersi cura e proteggere tutti i propri cittadini, di qualsiasi età,come un genitore protegge i figli.

Avere coraggio significa ammettere, soprattutto a se stessi, che si può sopravvivere anche senza uno Spritz o senza un goal di CR7, Dybala o Bernardeschi ma non si può sopravvivere senza il nostro futuro, i nostri bambini.

Dimostriamo coraggio… e #vinceremonoi

6 Commenti

  1. Signor Licata mi capita(va) spesso di andare in altre nazioni alcune avevano molte attenzioni per i bambini e per (non mi piace la parola anziani) preferisco usare “quelli che si sono fatti grandi” come si dice in Salento.
    Si può chiamare sensibilità, cultura, calcolo …

    perchè pensare ai bambini aiuta anche i genitori

    perchè un anziano che vive meglio è meno facile che si ammali

    perchè il piccolo cittadino sarà il cittadino di domani

    perchè chi” si è fatto grande” ha delle cose da insegnare e conosce “un passato che non deve essere dimenticato”

    in Italia queste due categorie che ho messo insieme non a caso, perchè se le scuole sono chiuse e i genitori lavorano sono i nonni che stanno con i bambini , vengono poco considerate perchè dei pensionati è meglio sbarazzarsi sono un costo e i bambini, ancora, non votano.

    Forse è bene, in momenti come questo, fare una giusta pausa dall’ascolto di personaggi senza arte ne parte e riflettere.
    Paolo Enrico Colombo

    • Lei dimentica che avete governato voi da queste parti negli ultimi 20 anni, abbiamo visto i numeri, sa i numeri quelli sono e certificano un disastro, poi la vostra propaganda è altro …
      ps
      Chissà se mi pubblicano

  2. Una riflessione andrebbe fatta guardando il futuro per chiedersi se la nostra vita potrà essere la stessa da prima del Covid-19. Gli eventi di questa settimana dimostrano che l’interesse primario per molte persone è l’aperitivo, il divertimento, il dolce far niente. Non vi è un’esagerazione di fondo? Invece il lavoro nelle sue più ampie espressioni deve essere l’obiettivo di tutti; senza il quale e senza avere un reddito guadagnato onestamente l’assistenzialismo non potrà avere una durata infinita. Rimboccarsi le maniche da subito, in piena coscienza, è un gesto significativo ma positivo.

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