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Visto a Varese: Lockdown, la sofferenza del crocevia d’Europa

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di EZIO MOTTERLE
Terra di frontiera, cuore di un sistema internazionale di trasporti che gli è valso la definizione di “crocevia d’Europa”, il Varesotto ha sofferto – e sta ancora soffrendo – molto più di altre aree il peso della limitazione agli spostamenti connessa al lockdown da coronavirus. E non è certo solamente questione di mare e ombrelloni. La provincia, incuneata nel nord-ovest lombardo, a ridosso del confine regionale col Piemonte, conta una dozzina di valichi con la Svizzera, barriere da tempo chiuse, ancorchè giornalmente superate dalle migliaia di frontalieri che in terra elvetica vanno a lavorare, nel quadro di una mobilità arricchita di recente dal collegamento ferroviario fra Varese e Mendrisio. E che dire dell’aeroporto di Malpensa, vera “porta sul mondo” collocata all’estremo sud-ovest del territorio, ancora in attesa dopo lo stop forzato di riportare in volo anche le migliaia di varesini tradizionalmente incentivati a viaggiare approfittando del mega-scalo collocato sulla porta di casa. Senza contare ovviamente la fortissima propensione all’export del sistema produttivo, che trascina un naturale traffico di merci e persone nei cinque continenti, sollecitando lo sviluppo di strade e ferrovie oltre a garantire un livello record di benessere. Facile dunque intuire quanto gli stop imposti dalla pandemia abbiano segnato molti dei 900mila residenti in provincia, obbligandoli a rinunce per un tempo ancora indefinito che potrebbero pesare molto a lungo, al di là della cancellazione dei provvedimenti che hanno costretto tutti a limitare le possibilità di movimento. Non che manchino sul territorio le opportunità alternative, viaggi e vacanze fra laghi e colline in primis. Ma vogliamo mettere? Prendere l’auto e in due tre ore poter raggiungere l’Austria, la Francia o la Germania, pochi minuti per fare un salto in Svizzera o spostarsi nella vicina brughiera salendo su un aereo che ti porta ai quattro angoli del mondo, oppure – restando entro i confini nazionali – imboccare una comoda autostrada per arrivare rapidamente in Liguria. Ci mancava l’estate alle porte (da domani inizia giugno) per rendere ancora più oneroso ai varesini un confinamento che seppur sempre più parziale impone ancora limitazioni agli spostamenti assai poco tollerabili per un popolo in costante movimento. Che certo non intende traslocare dal crocevia d’Europa per rintanarsi in un angolo qualunque di provincia. Pur ricco di fascino, ma assai poco a portata di mondo…