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2 giugno a Misinto: “Trarre forza dai problemi per trovare soluzioni nuove”

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MISINTO – Anche a Misinto l’emergenza coronavirus non ha impedito di celebrare il 2 giugno, Festa della Repubblica, seppur senza l’annuale cerimonia pubblica, a causa delle regole del distanziamento e l’obbligo di evitare assembramenti. Il sindaco Matteo Piuri ha comunque invitato tutti i cittadini ad esporre il tricolore alle finestre e sui balconi ed ha diffuso sui social network un messaggio ai misintesi.

Questo il discorso del sindaco.

Cari concittadini, anche questa ricorrenza verrà celebrata senza una cerimonia ufficiale, senza autorità civili, militari e religiose che normalmente presenziano in un giorno così importante per tutti noi, ma anche, sopratutto, senza i Cittadini che liberamente decidono di partecipare alla cerimonia di celebrazione della Repubblica italiana. La Festa della Repubblica è da tutti associata al principio di “Democrazia”, ovvero al principio in base al quale il popolo italiano è sovrano. Garante di questa sovranità è la nostra Costituzione.

Oggi vorrei soffermarmi su un articolo che ritengo essere particolarmente significativo nel tempo che stiamo vivendo,
l’Articolo 4 che recita: “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”.
Questo articolo della nostra Carta fondamentale ci dice che il lavoro è al contempo un “diritto ed un dovere” di ogni cittadino.
Ci dice anche però che ognuno deve concorrere al progresso materiale e spirituale della società con una funzione.  Una funzione che può essere quella legata all’associazionismo, al volontariato o comunque forse più in generale al bene comune, al rispetto di ciò che è di tutti.

Questo ultimo aspetto specialmente dai più giovani non è perfettamente compreso. In questo periodo di emergenza sanitaria, sociale ed economica, è comunque iniziata la cosiddetta Fase 2 e con essa anche la bella stagione che ha spinto le persone a muoversi, a uscire. Le attività hanno riaperto e ciò ha riproposto alcune delle problematiche che in parte avevamo accantonato.
Tutti hanno il diritto e il dovere di lavorare, tutti hanno il diritto di vivere gli spazi comuni, ma tutti hanno soprattutto il dovere di rispettare ciò che con il lavoro e con i sacrifici i nostri nonni, genitori e più in generale chi ci ha preceduto, anche come amministratori pubblici, ci ha tramandato: il rispetto delle cose, il rispetto delle persone che vivono il paese e rispetto delle regole che abbiamo, o dovremmo avere tutti indistintamente dovuto imparare, specialmente negli ultimi 3 mesi.

Ecco che siamo tutti chiamati a cooperare affinché il lavoro vero, produttivo e non parassitario ed improduttivo venga promosso in tutte le forme ed in tutti i modi. Ecco che siamo tutti chiamati a concorrere al progresso materiale e spirituale della società anche con i comportamenti che siano di esempio. La scelta di queste parole nasce dal desiderio che il nostro Paese possa essere, anche quest’oggi, unito e guidato da uno spirito comune. Allora l’Italia usciva da una lunga guerra e da un periodo buio della sua storia, oggi il Paese cerca di uscire da una crisi sanitaria ed economica che sembra non voler terminare. Ciclicamente gli italiani hanno attraversato momenti bui, ma sono sempre riusciti a rialzarsi, con la forza delle idee, con il lavoro, ma soprattutto con l’azione di ogni singolo cittadino. Ho avuto modo in questi mesi di toccare con mano l’enorme patrimonio di intelligenza, di energie positive, di voglia di fare che anima il nostro paese. Una prova eloquente è stato l’infaticabile impegno quotidianamente svolto da alcune associazioni, dai nostri Volontari civici, da coloro che hanno prodotto le mascherine, tutti uniti per il sostegno di quanti si sono trovati in situazioni di bisogno.
A queste persone, per tutto questo, va tutta la mia ammirazione.
Il rilancio del nostro tessuto sociale e produttivo è un obiettivo che si deve perseguire e deve passare da tutte quelle energie positive che dovranno essere indirizzate verso un impegno corale che veda insieme istituzioni, imprese, soggetti politici e sociali, cittadini. Un impegno di lungo periodo da portare avanti con coraggio e tenacia giorno dopo giorno, con l’ostinata volontà di non arretrare di fronte alle difficoltà del momento, ma anzi di trarre forza dai problemi per la ricerca di soluzioni nuove e più efficaci. Esattamente come è avvenuto dopo il 2 giugno 1946 quando ci è stata consegnata la Repubblica. Un bene grande da difendere ogni giorno con il nostro impegno personale e da riconsegnare più forte e possibilmente migliore.
Viva la Repubblica, viva l’Italia, viva Misinto!

Il vostro sindaco
Matteo Piuri

(foto: il sindaco di Misinto, Matteo Piuri, nel corso di una precedente cerimonia)

02062020