UBOLDO – Con una cerimonia davanti al Municipio in piazza San Giovanni Bosco, ma senza cittadini a seguito delle norme contro la diffusione del coronavirus che impediscono gli assembramenti di persone, anche Uboldo ha celebrato questo mattina il 2 giugno, Festa della Repubblica. Presenti, in rappresentanza dei concittadini, alcuni volontari della protezione civile e altre associazioni.

Ecco il discorso del sindaco Luigi Clerici.

Care concittadine, cari concittadini, autorità militari, civili e, rappresentanti delle associazioni,

in questo giorno, festa Nazionale della Repubblica, il mio pensiero, in questo periodo particolare di emergenza, va a tutta la comunità uboldese, popolo onesto e laborioso che ha saputo resistere cedendo parte di una libertà personale conquistata pur di sconfiggere ed arginare il male giunto in modo inaspettato.

Il minuto di silenzio è dovuto quale cordoglio di tutta la nostra comunità e delle istituzioni per i concittadini morti per coronavirus, Uboldo piange i suoi cittadini defunti a causa dell’epidemia.

Oggi quindi la ricorrenza della festa della Repubblica non rappresenta solo un momento storico, ma deve essere ricordato come una vittoria da una condizione umiliata ad un momento di presa di responsabilità del proprio destino. Tutti oggi più che mai siamo chiamati a metterci al servizio della comunità nella costruzione del bene comune devastato dalla pandemia. Solo mettendoci al servizio dei valori più alti e nobili che stanno alla base del benessere comune, realizzeremo a pieno gli intenti della nostra Costituzione e renderemo onore ai sacrifici che i nostri padri hanno dovuto affrontare. Solo così, incarnando quotidianamente questi valori, questo giorno può davvero essere un momento di festa e di condivisione degli ideali repubblicani.

Viva la Repubblica, viva l’Italia, viva la nostra Uboldo.

02062020