SARONNO – MILANO Troppe biciclette a bordo dei treni, impossibile ormai garantire la sicurezza e le norme sul distanziamento. Per queste ragioni Trenord ha disposto il divieto di portare bici in carrozza. Resta consentito il trasporto di biciclette pieghevoli, monopattini e mezzi simili non ingombranti, con dimensioni non superiori a 80x120x45cm, e riposti in modo da consentire l’accesso, la movimentazione e la disposizione dei passeggeri in sicurezza a bordo treno.
Durante il periodo dell’emergenza sanitaria, in particolare negli ultimi giorni dopo il lockdown, il fenomeno dei riders metropolitani ha raggiunto livelli numerici insostenibili a ogni ora del giorno. Si verificano veri e propri “assalti ai treni” con centinaia di biciclette, che pregiudicano la sicurezza dell’esercizio ferroviario e rendono impossibile il mantenimento delle distanze imposte per il post-Covid19 fra i posti disponibili – il 50% di quelli a sedere, il 15% di quelli in piedi – durante la corsa, la salita e la discesa dai convogli e gli spostamenti in carrozza.

La mancanza di rispetto delle regole – non più di 5 biciclette a carrozza nel periodo pre-Covid – non può essere più contrastata dal solo personale ferroviario. Il fenomeno è in espansione e non può essere scaricato sull’ultimo segmento di mobilità che collega la periferia al centro.

Trenord ha sempre favorito il trasporto biciclette sui treni per accrescere la mobilità dolce, anche con offerte commerciali dedicate. Intende continuare a farlo, a condizione che sia garantita la sicurezza dei passeggeri e rispettato il distanziamento.

5 Commenti

  1. ERA ORA! Ma adesso servono PIU’CONTROLLI e più sanzioni per chi non ha mai fatto nemmeno un biglietto e si sente in diritto di utilizzare gratis i mezzi pubblici.

  2. Trenord ha sempre favorito il trasporto biciclette sui treni per accrescere la mobilità dolce, anche con offerte commerciali dedicate. Intende continuare a farlo, a condizione che sia garantita la sicurezza dei passeggeri e rispettato il distanziamento.

    Sì certo. Se si vuole si trova una soluzione. Dobbiamo favorire la mobilità alternativa non contrastarla. Chiaro che le bici normali occupano spazio, quindi bisogna trovarlo. Non vietare.

  3. Dal marzo 2019 uso la soluzione bici + treno per andare da Parabiago a Cardano al campo. In auto un percorso di 50 km pari a 2.5 litri di gasolio. Malcontati non ho usato 500 litri di carburante, evitato 10.000 km e 1100 kg di CO2. Ho inoltre evitato l’usura della strda e diminuito il traffic.

    Ieri, 4 giugno, durante il ritorno alla stazione di Gallarate viene comunicato che la mia bici non peghevole non può più salire sul treno.
    Mi viene motivata la decisione per motivi di sicurezza. Le foto sopra sono lo stato attuale della tratta che percorro.

    Quali che siano le ragioni è possible quantomeno verificare se è possible definire regole che tengano conto delle tratte e degli orari?
    nella foto il mio vagone
    https://www.facebook.com/photo.php?fbid=3099261613471101&set=pcb.3099263200137609&type=3&theater

  4. Il mondo spinge le bici e Trenord le contrasta, incredibile! Ma la soluzione ci sarebbe: carrozze riservate al trasporto bici. All’estero ci sono da anni, a Milano no. Eppure di soldi ne hanno fatti in questi anni di sfruttamento dei poveri pendolari!

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