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Indelicato, gli stati generali e i “corsi e ricorsi storici”

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SARONNO – Riceviamo e pubblichiamo la nota del consigliere comunale indipendente Alfonso Indelicato.

Le prossime gesta del governo si dipaneranno all’insegna dei ricorsi storici: battezzando “Stati generali” la vasta e composita congerie di esperti incaricati di pianificare i prossimi passi dell’ economia nazionale, però, si evocano vicende tutt’altro che liete. Ne saranno consci i politici che hanno rispolverato tale formula, o i loro ricordi di scuola sono talmente sbiaditi da non ricordare il paragrafo iniziale della Rivoluzione Francese sul libro di testo?

La convocazione dei rappresentanti dei tre Stati – anche allora centinaia e centinaia, provenienti da ogni luogo della Francia – diede luogo, nei vasti saloni di Versailles, a interminabili, verbose, inconcludenti concioni. Le settimane passavano, e nulla di concreto si quagliava sulla materia, che era poi l’eterna questione delle imposte – chi dovesse pagarle e in che misura – per tappare i buchi del disastrato bilancio nazionale.

Andò come tutti, o almeno molti, sanno: i rappresentanti del terzo stato, sessantottini ante litteram, “occuparono” una sala contigua autonominandosi Assemblea Nazionale. Il re, che era un bonaccione, accettò il fatto compiuto.
Ne seguirono varie vicende, molte delle quali sanguinose, tanto che pochi mesi dopo lo stesso Luigi XVI fu ghigliottinato fra il giubilo dei sanculotti e delle tricoteuse.

Oggi nessuno, per fortuna, pensa di ghigliottinare il capo del governo: al massimo si gradirebbe tornasse a fare il civilista nel Foro di Foggia, occupandosi di tamponamenti (non di tamponi) e liti condominiali. Ma mutatis mutandis la situazione attuale ha diversi punti di contatto con quel tempo lontano. Per esempio il carattere meramente consultivo delle due assise. Per esempio il loro sovrapporsi a istituzioni ben più legittimate ad occuparsi della materia: il parlamento elettivo nell’ Italia moderna e il Conseil du Roi nella Francia della monarchia capetingia.

È vero che nella Versailles dell’ ’89 non era prevista l’epifania di una Von der Leyen in videoconferenza, di fronte alla quale genuflettersi come dinanzi a un’icona sacra e mormorare preci laiche e politicamente corrette. Ma a pensarci bene anche qui un’analogia si trova: non troppo diversamente i membri del Terzo Stato, di lì a poco, avrebbero bruciato l’incenso davanti alla statua della Dea Ragione. E qui verifichiamo quanto avesse ragione quel noto ebreo tedesco il quale scrisse che la storia si ripete sempre due volte: prima come tragedia, poi come farsa.

Intanto filtra già qualcuna delle mirabolanti idee dei nostri cervelloni. Per esempio la tassa sui prelievi al bancomat, che pare sia stata partorita direttamente dalla mente di Colao, colui che nell’infuriare del covid aveva proposto di chiudere in casa tutti gli italiani dai sessantacinque anni in su. Insomma si tratterebbe di pagare per spendere il proprio denaro. Davvero geniale: un’idea così non sarebbe venuta neppure al Necker.

(foto archivio)

11062020

6 Commenti

  1. al netto del nome mi fido di più dei consigli, qualche parere e tanta competenza delle figure di primo piano coinvolte, di chi ha campato 25 anni a prendersela con i meridionali e l’Italia. Poi si è scoperto patriota del selfie ecc. Anche l’altra papabile in campo cdx non mi sembra che in vita sua abbia mai gestito nulla, molto brava ad arringare, ma poi?

  2. Magari partecipando visto che si è invitati, si possono fare proposte … ma certo bisogna confrontarsi anche con persone competenti e si rischia di fare l’ennesima figura da cioccolatai …. molto meglio rifiutare sdegnosamente di partecipare così da poter a posteriori piangere di non essere stati ascoltati, dire che non va bene e sparare un po’ di proposte a caso e in gran parte non razionalmente fattibili …

  3. per le farse vedasi gli show mediatici di Salvini, seguiti dalle sguaiate concioni della Meloni

    • Senza dimenticare Taviani decaduto da Presidente del Parlamento Europeo a inseguire i due per fare da terza spalla in selfie senza mascherina.

  4. E’ piacevole leggere le esternazioni dove si citano eventi storici le cui origini hanno aspetti insurrezionali che scaturirono dall’esasperazione popolare. Situazioni causate all’epoca da oscuri poteri, i quali come nel passato agiscono ancora oggi nell’ombra per difendere il proprio orticello. Chi osserva ed elabora, ha facoltà libera di analisi per comprendere chi oggi vuole ripercorrere quegli improvvidi sentieri che causarono ancora di più disperazione e lutti per il popolo manipolato ad arte. Le illusioni dei mezzi mediatici attuali diramate con spregiudicatezza da vari personaggi che rincorrono il centro dell’attenzione mediatica per carpire consensi politici è un giochino che è al capolinea perché è stato ben compreso dall’elettorato.

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