SARONNO – “Ibi cives se regunt, qui i cittadini si governano: è la scritta che campeggia al di sopra della porta dell’aula consiliare Vanelli di piazza Santuario. In una democrazia di rappresentanza com’è la nostra, “ibi” indica un “qui” che è fisico, spaziale, che di fatto riassume l’obbligo per i componenti dell’assise all’essere presenti: non è infatti possibile ad un consigliere delegare qualcun altro. Esiste addirittura il vincolo del numero legale, ossia le presenze minime che rendono valida la seduta: nella modalità del consiglio telematica è infatti difficile non essere presenti anche se in maggioranza riescono anche in questo”. Il consigliere comunale indipendente Francesco Banfi esordisce così in merito alla decisione della maggioranza a guida Lega di approvare una norma che rende possibile, anche fuori dall’emergenza coronavirus, che il consiglio si tenga solo online.

Prosegue Banfi:

Il legislatore ha pensato a tutto ciò e finchè la legge c’è, è valida. Non può una norma, tra l’altro coniata per far fronte ad una situazione emergenziale, essere spacciata per normalità.
Assurda la modalità “mista” con alcuni consiglieri presenti fisicamente e altri in videochiamata: o si è tutti presenti o tutti assenti. Poi, certo, è più comodo non presenziare schiacciando il tastino per votare mentre si è tranquillamente a casa, mentre non si interviene perchè non ci si è documentati e così non si ha nulla da dire e non si ha nemmeno il disturbo di uscire di casa, mentre si schiaccia il pisolino… o mentre si sta al Papeete. Non ha alcun senso parlare di partecipazione: a meno di trasformare la rappresentatività in una democrazia virtuale, non è affatto vero che il consiglio può essere direttamente partecipato dai cittadini che, non essendo tra gli eletti”, sono uditori silenti tanto nella forma canonica che in quella in videochiamata. A causa della discussione del rendiconto consuntivo del 2019 il consiglio del 30 giugno prevedeva per legge una seduta aperta al pubblico: chi ci dice che pochi mesi prima delle elezioni gli interventi del pubblico non sarebbero stati gli stessi? Mi sento di ringraziare enormemente il presidente Raffaele Fagioli che si preoccupa per la salute di noi consiglieri ora che, seguendo le regole, è possibile fare l’aperitivo al bar, andare al cinema, andare in chiesa... ma mi sarebbe piaciuto non dover puntare i piedi per fermare la convocazione del per nulla urgente consiglio comunale di marzo, quando, in pieno picco epidemico e nella sofferenza degli ospedali, lo stesso presidente Fagioli si impuntava: allora la salute non interessava?

Basta addurre scuse puerili: il consiglio comunale per la Lega è una scomodità per nulla interessante, come pienamente dimostrato dallo scarso numero di interventi leghisti. Meglio, per loro, timbrare il cartellino da casa.

02072020

3 Commenti

  1. Oh là là si intravede già la mano del candidato sindaco da lui appoggiato, latinorum e bizantinismo

  2. Quando si dice che sono attaccati alle poltrone.
    Compratevene una anche a casa così da poter stare comodi per la teleconferenza.

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