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Fiab, lettera aperta alla nuova amministrazione sui percorsi ciclabili saronnesi

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SARONNO – Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta scritta dalla Fiab alla prossima amministrazione riguardante le criticità e le opportunità in periodo post-covid dei percorsi ciclabili di Saronno e del saronnese.

“Occorre partire innanzitutto dalla constatazione che Saronno non é purtroppo dotata di una vera rete ciclabile. Le piste sono poche, non sono interconnese tra loro e sono prive di indicazioni direzionali. Si tratta prevalentemente di percorsi ciclopedonali, in cui “spicca” la pista ciclabile di via Roma, la più frequentata dai ciclisti in quanto connette da anni i quartieri Regina Pacis (Campo sportivo, Piscina, ex Bocciodromo) e Aquilone (nonché chi proviene da Solaro e da Ceriano Laghetto) con il centro della città e viceversa, essendo aperta al traffico ciclistico nelle due direzioni, se pur con una dimensione inferiore a quella minima prevista dal Codice della Strada. E’ situata sul lato sinistro della carreggiata di chi pedala dal centro verso il Quartiere Regina Pacis. In questo modo essendo intersecata dalle vie Visconti Guaragna e Carugati, ogni auto che svolta verso queste vie crea un rischio di incidenti per i ciclisti che vi transitano, come é purtroppo successo spesso in questi anni. Pensiamo sia pertanto opportuno spostarla dalla parte opposta della carreggiata e prevedere una sola corsia di almeno mt.1,50 per le biciclette che
transitano dal centro verso la periferia (c.d. senso unico eccetto bici), introducendo contemporaneamente per motivi di sicurezza il limite di 30 Km/h per tutta la via.

Il “senso unico eccetto” bici é diffuso da molti anni in tutta Europa, dove é utilizzato con successo facendo calare la velocità e gli incidenti. Esiste anche in molte città e paesi italiani tra cui, ad esempio, le vicinissime Turate e Cogliate. Le biciclette che transitano dalla periferia verso il centro dovrebbero invece  procedere sul lato dx di via Roma a fianco delle auto. Con queste modalità di intervento, le dimensioni della carreggiata e corsia ciclabile sarebbero finalmente a norma e il percorso diventerebbe più sicuro con la drastica riduzione del rischio di incidenti per ciclisti e auto.

Finita via Roma, attraverso Piazza Libertà e Corso Italia, si può raggiungere la stazione FNM dotata di parcheggi predisposti dal Comune nella zona di piazza Cadorna e, dalla parte opposta, nei pressi della ex scuola Bernardino Luini, di un deposito biciclette gestito da FNM. L’accesso alla velo-stazione é consentito però
solo agli abbonati, mentre sarebbe opportuno estenderlo anche a chi ha un biglietto giornaliero. Il percorso da Piazza Libertà alla stazione FNM si svolge prevalentemente in area ZTL ma é privo di una sede propria e di segnaletica orizzontale. Manca infatti una segnaletica orizzontale che individui un percorso “dedicato” ai ciclisti che devono ora pedalare tra i pedoni che sostano a gruppi o si spostano improvvisamente, e le auto che hanno il pass o chi accede alla ZTL (sic!) per poter parcheggiare negli orari previsti. Il transito in piazza Libertà e Corso Italia dovrebbe anche prevedere un limite di velocità di 20 km/h per auto e biciclette, per aumentare la sicurezza a salvaguardia dell’incolumità dei pedoni. Non esiste un raccordo ciclopedonale per continuare verso piazza San Francesco e la Stazione FNM, raccordo che si potrebbe realizzare con facilità e pochissima spesa. Occorre anche  realizzare una passerella ciclabile nel sottopasso di via 1° Maggio, analogamente a quanto fatto con i sottopassi delle vicine Rovello e Turate, perché questo é un passaggio cruciale per la città e
molto pericoloso. Inoltre, la salita verso il centro va raccordata con Piazza San Francesco e la Stazione FNM, mentre quella verso il Teatro G.Pasta va raccordata con il viale del Santuario. Risolvere queste criticità significa agevolare il percorso dalla stazione verso le scuole e la biblioteca comunale e incentivare pertanto gli studenti ad andarvi in bicicletta o a piedi, anziché in auto o motorino. Significa anche incentivare l’uso sicuro della bicicletta per collegare i quartieri Santuario e Matteotti con il centro e
viceversa. Per gli stessi motivi, occorre realizzare una passerella ciclabile nel sottopassaggio che porta dal centro in viale Milano. Serve poi continuità tra la ciclopedonale di viale Milano e la via Varesina in direzione della rotonda con Caronno Pertusella e dopo con la ciclopedonale del Parco del Lura di Caronno che porta,
attraverso le piste ciclabili delle vie d’acqua, verso Garbagnate, Rho Fiera e infine Milano.
1) C’é la necessità di realizzare in via Varesina, in direzione Santuario e Gerenzano, una ciclopedonale in sede propria tra il muro di cinta delle aree dismesse (Bertani, Isotta, Cemsa) e i platani che fiancheggiano questa strada a scorrimento veloce. Lo spazio disponibile va da circa 2,8 mt di larghezza nel punto più stretto nei pressi dell’Hotel Grand Milan a 4/5 mt, pur se in maniera irregolare. Questa ciclopedonale connetterebbe Saronno con Caronno, da una parte, e Saronno con Gerenzano, dall’altra, facilitando quindi i percorsi casa-scuola e casa-lavoro dei saronnesi e dei cittadini delle città vicine. Diventerebbe anche una parte importante di una Varesina ciclabile per collegare Milano con
Varese e la vicina Svizzera, una volta che ogni comune posto sul percorso provvedesse a realizzare il proprio tratto, come in parte ha già fatto Gerenzano in direzione Cislago. Va considerato anche che presente che collegherebbe il quartiere Matteotti con il centro della città in modalità ciclopedonale sicura, migliorando pertanto la mobilità generale della zona e svolgendo un’importante funzione di tipo sociale per tutte le persone prive di auto.

Anche via Volonterio, col suo trafficatissimo sovrappasso ferroviario, rappresenta una notevole criticità da risolvere realizzando una pista ciclopedonale protetta a servizio della città e dei collegamenti con le vicine Gerenzano e Turate.

Sono possibili anche altri interventi che non riportiamo per brevità. Però quello forse più importante per il territorio del saronnese grazie alla sua lunghezza, al collegamento che creerebbe sull’asse Est-Ovest verso la stazione FNM e il centro città, la continuità, l’originalità e unicità del suo percorso, é quello relativo al collegamento intercomunale con Solaro e Ceriano (e i parchi delle Groane e del Lura) consentito dal riuso sostenibile della ex ferrovia Saronno-Seregno. Una pista ciclopedonale sviluppata in un parco lineare urbano, da realizzare sullo storico rilevato ferroviario nel rispetto del vincolo posto dalla Sopraintendenza della provincia di Varese. Una nuova opportunità di completamento di questo percorso si é poi creata con gli sviluppi previsti per l’area ex Isotta Fraschini e il suo ventilato Campus Universitario: dal ponte in ferro posto a scavalco della linea Saronno-Milano si potrebbe infatti realizzare un passaggio sotto la nuova linea Saronno-Seregno per collegarsi con l’area Isotta, il centro città e viale Milano. Un riuso sostenibile di una ferrovia dismessa unico nel panorama urbano lombardo”.

(foto da archivio)

15072020

6 Commenti

  1. E vai, un altro capitolo dal libro dei sogni.
    Questa volta riporterà la firma di Airoldi anziché Porro, ma la sostanza è sempre quella.

    • Non deve essere il libro dei sogni, deve essere l’impegno di qualsiasi amministrazione futura. Creare vie sicuri per una mobilità non inquinante nell’ambito urbano è essenziale, una necessità e quindi tutti dovrebbero perseguirlo. Questo atteggiamento ignorante di vedere nella ciclabilità chissà quale nemico appartiene al medioevo.

  2. Prima di tutto imparate ad andare in bicicletta. vedo continuamente gente in bici andare in contromano, non rispettare il rosso e tanto meno le barriere abbassate attraversamento ferroviario,tutti quanti noi, anche i ciclisti avranno visto molto spesso tantissimi procedere in due a volte in tre uno a fianco all’altro , il dare la precedenza per chi usa la bici vuole soltanto dire stare il più vicino al cordolo uscendo dall’incrocio così, senza guardare, per girare a sinistra non basta mettere fuori al mano girando subito pensando di avere ragione in caso di collisione ( magari con un’altra bici come ho visto una volta ), ma bisogna anche guardare e assicurarsi che nessuno arrivi subito dietro. Per non parlare di tutti quelli ( tantissimi ) che pur avendo a disposizione la pista ciclabile continuano ad andare sulla carreggiata, ma che cosa ve le hanno fatte a fare le piste ciclabili?

  3. Chi gira per Saronno in bici può solo confermare quanto scritto da Fiab. Purtroppo in città ci sono solo pezzi di piste ciclabili che spesso si esauriscono nel nulla, su un marciapiede o ad un incrocio. Solo raccordando coerentemente questi pezzi si può ottenere una vera rete ciclabile funzionale agli spostamenti e più sicura.
    Quanto alla segnaletica è del tutto assente: almeno qualche indicazione per riconnettersi ai parchi limitrofi di Caronno, Solaro, Ceriano sarebbe doverosa.

  4. Ho atteso fino all’ultima riga che ci fosse una parola, dico una parola, sulla totale assenza di mobilità leggera protetta tra Uboldo (e Origgio) e il retrostazione FNM.
    Parlate di Caronno e Gerenzano, comuni ambedue dotati comunque di una collegamento ferroviario con Saronno.
    Uboldo e Origgio non hanno stazione, non hanno una linea bus navetta, non hanno passaggi ciclopedonali protetti. Chi viene in bici in stazione lungo la Saronnese, la fa a proprio rischio.
    E allora si viene in auto, intasando i parcheggi dei residenti saronnesi.
    L’assenza di ciclopista danneggia anche i saronnesi che vogliono andare a piedi o in bici all’Esselunga. Tutto a loro rischio e pericolo.
    Con tanti saluti all’integrazione del Saronnese.

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