SARONNO – “Il tema dell’Ospedale ha suscitato l’intervento, negli ultimi tempi, di numerosi esponenti della vita pubblica della nostra città. Questa è senza dubbio una buona cosa”.

Inizia così la nota del Comitato per la salvaguardia dell’ospedale di Saronno che torna a parlare della situazione del presidio ma anche della mobilitazione politica.

E’, peraltro, del tutto evidente che una raccolta di firme in difesa dell’Ospedale non è uno strumento con valenza istituzionale, così come i Sindaci del comprensorio saronnese non hanno voce rispetto all’organizzazione del sistema sanitario regionale ed alla definizione della rete ospedaliera ma possono “farsi sentire” dal Governo della Regione. In due occasioni il Comitato per la salvaguardia ed il rilancio dell’Ospedale di Saronno si è rivolto ai Sindaci, ottenendo consenso ed apprezzamento solo da alcuni, generalmente di appartenenza a schieramenti differenti dal Governo regionale, con l’eccezione di Origgio.
Chiariti questi aspetti, rimane evidente il progressivo decadimento del nostro nosocomio, accelerato dalla pandemia Covid.

E’ facile lanciar proclami ma la realtà sono gli investimenti finanziati oltre 3 anni fa e sinora non utilizzati: le sale nuove operatorie forse saranno pronte nel 2022 e nulla si sa su altre opere previste.

I nuovi investimenti per la ristrutturazione della palazzina destinata all’emergenza Covid sono previsti per il 2023 quando, speriamo, la pandemia sarà un ricordo.
Le risposte alle domande che più volte abbiamo posto rimangono inevase: quali saranno i tempi di ritorno alle attività attualmente spostate a Busto e Gallarate quali interventi chirurgici e visite ambulatoriali, la riapertura del comparto materno-infantile, dell’Oncologia, il recupero delle visite e degli interventi programmati sospesi per la pandemia.

Ma le Istituzioni (locali, regionali, aziendali) fanno orecchio da mercante, pur riempendo le pagine dei giornali con la promessa di investimenti milionari e negando la chiusura di reparti e la drastica riduzione di posti letti, al momento limitati a poco più di un centinaio per un bacino di 180.000 e più persone!

I cittadini hanno tutto il diritto di esigere risposte in tempi certi, di pretendere un Ospedale di Primo livello come previsto da DM 70 ove farsi curare e partorire i propri figli vicino a casa come avviene a Busto e Gallarate e non di sorbirsi proclami con probabili finalità elettorali!

I seri professionisti, tutti gli operatori sanitari che hanno affrontato con abnegazione infinita la pandemia e che hanno ottenuto il plauso dell’Assessore al Welfare chiedono certezze sul futuro dell’Ospedale, altrimenti lasceranno il loro posto come sta per accadere in Ostetricia Ginecologia, in Rianimazione, in Urologia.

Siamo al capolinea, già ora diverse unità operative hanno un organico ridotto all’osso e sono in seria difficoltà a coprire i turni di 24 ore. Corriamo il paradossale rischio di aver strutture all’avanguardia tra 2-3 anni ma non il personale per farle lavorare al servizio della domanda di salute.

Sono, quindi, benvenute tutte le iniziative, dalla raccolta delle firme al coinvolgimento dei Sindaci al semplice interessamento dei cittadini partecipi ad un progetto di sanità di vitale importanza per tutto il vasto comprensorio saronnese.
L’unico modo per ottenere questi risultati è un impegno unitario e convinto, senza alcun colore politico: come direbbe il grande Totò, è la somma che fa il totale!

(foto: una riunione del comitato)

6 Commenti

  1. La situazione é drammatica, adesso vediamo cosa succede in consiglio regionale, ma chi lavora in ospedale é sottoposto ad uno stress disumano e, forse, mi viene da pensare che tutto ciò é voluto dalla dirigenza della ASST per far andar via il personale dall’ospedale di Saronno.
    Questa é la sanità lombarda, Fontana cosa dice a riguardo?

  2. Esatto: è la somma che fa il totale!
    Non ricerca di medaglie da appuntarsi alle giacche.
    Esistono dei temi trasversali che si affrontano con il contributo di tutti, nessuno escluso.
    Occorre smetterla al più presto di dividersi in fazioni per sottolineare sfumature di opinioni.
    Ci sono alcuni temi, pochi per la verità, su cui ci si dovrebbe ritrovare uniti, senza se e senza ma.

  3. Ma se è stato il comitato stesso a dare a OS lo slancio per buttarla in caciara per ripicca su alcune politiche fatte dagli ormai ex alleati…

  4. Come ? Non era il comitato che prima della raccolta firme di Obbiettivo Saronno , andava dicendo che gli investimenti e il rilancio era dietro l’angolo ? Non è il comitato pieno di “amici di Formigoni”, quelli che l’ospedale di Saronno non verrà mai penalizzato …. salvo poi gioire di fronte alle privatizzazioni dei servizi sanitari dell’eccellenza lombarda.
    Ed ora tutti in coro a ripetere ancora che bisogna stare uniti senza colori x difendere la sanità locale . …… incredibilmente dei furbacchioni …..

  5. Un comitato formato solo dai rappresentanti Istituzionali dei Comuni del circondario saronnese avrebbe maggiore autorevolezza ed incisività per far rinascere il nosocomio cittadino, purché ogni vessillo politico sia messo da parte senza condizionamenti. La cura della salute non ha colore politico ma deve essere reale e richiede concretezza ed efficienza operativa.

  6. Ecco: se l’obiettivo è la tutela dell’ospedale si da’ una mano al Comitato, se l’obiettivo è la campagna elettorale di Obiettivo Saronno, si raccolgono firme … che, alla fine, rischiano di diventare un boomerang, perchè su un bacino di 180.000 utenti, quand’anche OS raccogliesse 20.000 firme, in Regione potrebbero dire che a 160.000 persone dell’ospedale di Saronno non frega nulla. Raccolta firme strumentale, demenziale ed autolesionista.

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