SARONNO – “Da operatore dello spettacolo apprezzo tantissimo l’operato del sindaco di San Fratello che si è adoperato nella direzione giusta. Il marketing territoriale è alla base dell’attrattiva turistica e dell’interesse economico comunale. Al Pacino cittadino onorario della città siciliana porterà notorietà e una visita della star di Hollywood, magari accompagnata dal recupero delle abitazioni originarie della famiglia, può fare solo che bene all’economia del paese. Ha fatto lo stesso Gioia del Colle con Sylvester Stallone e grazie a questo, il paese d’origine di “Rocky” è stata location dello spot di “Dolce e Gabbana“ con le sorelle Stallone protagoniste portando un introito decisamente elevato nelle casse del Comune che per 6 giorni è stato main set”. Così il regista, produttore e politico saronnese Luciano Silighini Garagnani.

Dal profano al Sacro, Saronno è il paese di origine della famiglia di San Papa Pio XI che visse tra la nostra città e Caronno, di questo si parla poco. Molti sono gli sportivi,i giornalisti, gli scrittori nati a Saronno come la giovane Randa Ghazy, egiziana di origine, musulmana di religione che è di per se un ponte per conoscere una cultura con cui oggi in modo non anacronistico ci dobbiamo rapportare. Non dimentichiamo che lo stesso Silvio Berlusconi è originario della città degli amaretti. Saronno ha figure storiche troppo spesso dimenticate; storie che la legano in maniera inscindibile alla nostra Patria. Chi non apprezza la grandezza di Leonardo nel quadro “Dama con l’ermellino“, dove la nobildonna Cecilia Gallerani feudataria di Saronno, incanta col suo sguardo perso verso qualcuno che la coglie all’improvviso? A Bologna ad esempio hanno fatto mostre permanenti, convegni e perfino fatto richiesta al Louvre per avere nella città felsinea la Gioconda che secondo la tradizione venne iniziata nella casa dei miei avi, i conti Felicini, nel loro palazzo di via Galliera.
Saronno si sta muovendo molto per dare spazio e voce alla cultura con tutte le declinazioni del settore, l’ottimo lavoro dell’assessore Miglino ha portato il titolo di “Città che legge”, molti gli spot girati qui e nei territori confinanti come quello con Renato Pozzetto e il lavoro della “Saronno film commission”, presieduta da me e dal regista Ivan Brusa, ha fatto conoscere le nostre vie a registi e produttori che hanno scelto Saronno come set e non dimentichiamo il Ministero dei Beni culturali col patrocinio richiesto al “Premio Saronno Città di cultura” da me organizzato il 7 settembre a Casa Morandi. Questa è la via da seguire e che si deve seguire per superare un immobilismo che ha purtroppo penalizzato molto la città negli anni passati. Un impegno concreto verso i saronnesi che prendo oggi e che porterò sempre avanti anche se fossi chiamato a rappresentarli nelle istituzioni.
10082020

3 Commenti

  1. Saronno non ha bisogno di nomi roboanti, a Saronno abbiamo già il il supercampione di selfie ( dopo il Dante Cattaneo ) Luciano Silighini Garagnani

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