SARONNO – Giornata di cantiere ieri in via Primo Maggio che, per la prima volta, è stata chiusa per permettere i lavori di pulizia del ponte. Il passaggio è stato vietato, sia da via Carcano, sia da via Novara, bloccando completamente l’accesso da una delle principali vie di ingresso alla città. A ridurre l’impatto sul traffico cittadino anche la scelta del periodo: la settimana di Ferragosto, quando il traffico si presenta come notevolmente ridotto.

Il cantiere vuole essere destinato alla riqualifica del sottopassaggio, dove già nelle scorse settimane è stata installata e resa funzionante una nuova illuminazione a led. E ieri la pulizia: i muri sono stati ripuliti con dei getti d’acqua e prodotti appositi per la rimozione delle scritte da parte degli writers.

Soddisfatto l’assessore ai lavori pubblici Dario Lonardoni. “Procede tutto secondo il crono-programma,” racconta l’assessore, “è evidente, guardando i risultati come un’opera di pulizia fosse necessaria e come i lavori abbiano avuto un buon riscontro.”

(foto: un momento della pulizia del ponte: il lato destro pulito e il sinistro ancora da fare)

12082020

11 Commenti

  1. Questi lavori di ORDINARIA MANUTENZIONE vengono abilmente fatti passare come un evento eccezionale per valorizzare l’immobilismo quinquennale di una giunta leghista al capolinea. Come in ogni casa le pulizie si svolgono in primavera, mentre a Saronno vengono pretestuosamente svolte nel periodo pre elettorale.

    • veramente abito a Saronno da 30 anni e non ho mai visto pulire il ponte e nemmeno i monumenti

  2. Si fosse votato come previsto a giugno questi colpi di coda li avrebbero fatti, w le elezioni

  3. Nulla da dire, a pensar male sembra di rivedere la DC in campo. Tuttavia sono contento del risultato!!!

  4. C’è da sistemare gli scarichi ed evitare i cronici allagamenti, altro che un po’ di trucco e cipria qua e là!! E il lavoro ad ampia visione resta l’eliminazione del sottopasso e l’interramento dei binari quando lo si vorrà capire: lavoro enorme ma in compenso si recupera una striscia notevole di terreno in superficie, la città non è tagliata in due almeno in centro e si elimina il passaggio “in sofferenza” acustica e respiratoria di pedoni, carrozzine e ciclisti. Lo scrivevo già a Gilli 17 anni fa, guarda caso…scelte politiche

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