SARONNO – “La scorsa settimana, l’Amministrazione Comunale ha annunciato la riqualificazione del prato uso parcheggio accanto al campo dell’Amor, in fondo a via Trento. Un intervento da 40.000 euro che viene giustificato anche con l’obiettivo di rendere “più funzionale la Cascina Paiosa”. Il problema è che, purtroppo, la Cascina Paiosa non funziona affatto perché al momento, per quanto ne sappiamo, è inutilizzabile e non esiste nessun soggetto che si sia reso disponibile a gestirlo nelle condizioni in cui versa”.

Inizia così la nota di [email protected] in merito al progetto di riqualificazione e recupero di Cascina delle Vigne.

“Anche qui serve ricostruire la storia di un progetto che nasce da lontano – almeno dal 2013 ma se ne parlava già prima – e che aveva come duplice obiettivo il restauro del rudere della vecchia Cascina Paiosa, completamente diroccato, e la creazione di un luogo che facesse da porta al quel Parco del Lura nei pressi del quale, oggi, non esistono strutture di accoglienza. Non un bar, non un chiosco sebbene il parco sia frequentato, soprattutto d’estate, da migliaia di persone anche da fuori Saronno.

Ecco che quindi il progetto, avviato sotto l’amministrazione Porro grazie alla partecipazione a un bando di Fondazione Cariplo dal quale sono arrivati 209.000 euro, aveva molto senso: ristorazione, orti urbani, prodotti a km zero, noleggio di biciclette. Tutto molto bello se non che la realizzazione effettiva ha portato a un edificio che a oggi ha gravissime lacune tecniche e strutturali, al punto da essere completamente inutilizzabile. Questo – e non altro – ha portato al fatto che il bando per la gestione sia andato deserto.

Chi, infatti, prenderebbe in gestione una struttura – nuova – in cui ci sono allagamenti quando piove? Chi aprirebbe un punto di ristoro se lo spazio per la cucina non ha l’allacciamento per il carico e lo scarico delle acque, non ha uno spazio per la dispensa né per lo stoccaggio delle merci? Chi lo farebbe sapendo che questi interventi dovrebbero essere a suo carico? Chi gestirebbe il noleggio di biciclette se la struttura di ricovero è stata realizzata con un cancello che si può facilmente scavalcare? Chi proporrebbe attività all’interno se l’unica sala disponibile è intralciata dall’ascensore, che ne occupa eccessivamente lo spazio?

Queste sono, purtroppo, solo alcune delle ragioni che hanno portato il gruppo di persone che ha manifestato interesse a non concludere l’offerta. Inutili sono state le trattative ex-bando dell’Amministrazione, perché chi si è fatto avanti avrebbe dovuto sobbarcarsi delle spese sconsiderate e irragionevoli per una struttura nuova che evidentemente non è stata frutto di co-progettazione di spazi e obiettivi e soprattutto – per come si presenta oggi – non è possibile mettere in funzione con l’obiettivo di auto-sostenersi.
La Cascina Paiosa è quindi un luogo del tutto inutilizzabile e non sappiamo quale sarà il suo futuro se non verranno sistemate le sue gravi lacune. Purtroppo, non si hanno notizie di lavori imminenti e le ultime notizie in proposito risalgono al 2019. È quindi abbastanza grottesco che l’amministrazione giustifichi la creazione di un parcheggio (che di certo serve per le attività dell’Amor) parlando di Cascina Paiosa, perché oggi lì non è possibile alcuna attività.
È invece purtroppo la testimonianza di un lavoro fatto male, anche con soldi pubblici, sul quale il pubblico – ovvero anche l’amministrazione saronnese ma non solo – aveva senz’altro il ruolo di controllore e che sarà uno dei nodi da sciogliere per la Saronno di domani che abbiamo in mente. La Cascina Paiosa, infatti, per quello che rappresenta il suo progetto, è un luogo importante e necessario per la cittadinanza e per chi usufruisce del parco, dunque da far vivere al meglio e nel più breve tempo possibile. Chissà se anche Fondazione Cariplo la pensa allo stesso modo.

7 Commenti

  1. Tutto vero tutto giusto aggiungerei anche la vergogna del bar abbandonato alla villa comunale. Ma una domanda viene spontanea
    DOVE SIETE STATI NEGLI ULTIMI 4 ANNI ????
    I girotondini di [email protected] non vanno al parco lura ?

      • Si ma non hanno mai detto niente fino ad ora e loro in consiglio comunale c erano all opposizione ma c erano

    • Caro Amo, prova a chiedere al sindaco Fagioli di Sessa, ex-Saronno Seregno, bagolari di via Roma, ex-asilo. Secondo me qualche fastidio al manovratore [email protected] l’ha dato e sul sito trovi circa 100 articoli tra approfondimenti e relazioni dal CC negli ultimi 5 anni.

      Per cui la domanda è “dove sei stato tu per non accorgertene?”.

    • Se c’erano dovevano sicuramente intervenire, certamente. Bisogna capire chi ha redatto il progetto e se è stato approvato/modificato nelle amministrazioni precedenti o anche quella successiva. Le carenze però dovute alla costruzione sono da imputarsi a chi ha poi seguito i lavori.

    • Antonio, parliamo di un progetto presentato a metà 2015 di cui – nei fatti – è responsabile il Parco Lura. L’amministrazione Porro ha seguito la presentazione del bando ma poi è decaduta.

      Al di là di quelle che possono essere state le lacune nella progettazione anche dal punto di vista della sostenibilità, ecc. è chiaro che si tratta di un asset pubblico presente sul territorio sul quale è l’amministrazione in carica, quale essa sia, a dover vigilare.

      Per cui va bene che l’assessore Guaglianone si faccia una foto il giorno che abbattono la cascina, ma a quel punto deve poi preoccuparsi che i lavori vengano svolti bene quali che siano i suoi poteri, fossero anche solo di moral suasion.

      Di certo, non possiamo “dimenticarci” una cosa del genere, in primis perché serve, in secundis perché è a oggi un inaccettabile spreco di denaro.

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