SARONNO – Riceviamo e pubblichiamo la nota dell’assessore all’Istruzione Maria Assunta Miglino in risposta a quella Leonardo da Vinci sul servizio di pre e post scuola.

“Sulla pagina istituzionale della scuola Leonardo Da Vinci si legge un comunicato in cui testualmente si dichiara che il servizio di pre e post scuola “sia per gli spazi che per il personale è completamente gestito dal Comune”, fermo restando, si legge ancora,  il compito della scuola stessa nel “mettere a disposizione tali locali garantendo la non promiscuità tra alunni di classi diverse”.Con tali premesse, sul sito della scuola Leonardo si legge poi fedelmente che “è il Comune quindi a ritenere di non poter offrire un servizio che garantisca la sicurezza”. Le conclusioni sono contrastanti con la premessa.

Fermo restando infatti che, come già ribadito più volte, questa amministrazione ha incontrato sia in data 20 luglio che in data 9 settembre i dirigenti e che gli stessi, tutti, alla richiesta sulla volontà di organizzare pre e post scuola utilizzando, come sempre è accaduto, pur nel rispetto della normativa Covid, spazi individuati all’interno della scuola stessa e con nostri educatori, gli stessi hanno risposto di non riuscire ad individuare tali spazi e non hanno richiesto a tal proposito spazi ulteriori o diversi all’Amministrazione.
Quindi, se è corretto affermare che i servizi pre e post scuola sono “completamente gestiti dal Comune”, è anche vero che si debbano richiedere gli spazi per poter organizzare in sicurezza tale servizio.

Questa mia nota non vuole avere la finalità di rimbalzare le responsabilità da un soggetto all’altro, ma soltanto evidenziare che nonostante gli sforzi di tutti, scuole e comune, sia difficile realizzare quanto sempre è stato fatto negli anni precedenti non in una condizione tale di emergenza sanitaria come quest’anno.
Nella piena volontà di venire incontro alle esigenze attuali e successive delle scuole, in un clima di fattiva collaborazione, colgo l’occasione per augurare un sereno anno scolastico.

12 Commenti

  1. Premesso che il fatto che la responsabilità sia dei dirigenti scolastici o del comune mi interessa il giusto, riusciremo a avere un servizio di pre e post scuola come in tanti altri comuni e istituti comprensivi stanno riuscendo a organizzare in Italia? O tutti i comuni e gli istituti che li stanno organizzando lo stanno facendo non in sicurezza? Mi permetto di dubitare della seconda ipotesi.
    Da papà che lavora a Milano rendo noto che il pre scuola per gli orari di lavoro della nostra famiglia magari non è indispensabile, ma sicuramente è necessario. Soprattutto in un periodo in cui già occorre fare non poche acrobazie per riuscire a conciliare il lavoro con l’orario ridotto delle scuole.

  2. E alla fine la difficoltà di gestire situazioni complesse si scarica sulle famiglie, che dovranno arrangiarsi. Perfetto così!

    • Ma che commento è ?? La precisazione dell’Assessore ha semplicemente fatto chiarezza sulle tempistiche, motivazioni e responsabilità che purtroppo hanno portato a tale esito. Perché bisogna sempre buttarla in caciara? Perché si vuole solo offendere senza provare a comprendere?

  3. Se la responsabilità del servizio è del Comune è il Comune che deve trovare spazi alternativi e, se non li trova, comunicare tempestivamente ai genitori l’impossibilità di erogare il servizio. Nulla è stato fatto e le famiglie ne pagano le conseguenze.

  4. Mi sembra che in questo articolo sì sta solo raccontando l’accaduto! Perché mai la colpa dovrebbe essere del Comune così come la scuola vuol far credere? Questa è solo la risposta!

  5. Qui nessuno sta rimbalzando la palla ma, più semplicemente, si sta fornendo la risposta del Comune a un’informazione non corretta, proveniente addirittura dal sito ufficiale di una scuola!

  6. Precisazione a onor del vero come sempre puntuale, ben argomentata e garbata. In questi giorni di attacchi urlati a chi ha fatto peggio apprezzo molto gli interventi della sig.ra Miglino. Complimenti!

  7. Ci sarebbero i locali mensa disponibili, con tavoli e sedie sufficienti, dove gli alunni potrebbero stare distanziati in gruppi classe diversi.
    Chissà se i gestori della mensa sono disponibili alla cessione degli spazi garantendo poi le sanificazioni opportune.

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