SARONNO – Ultimo spettacolo prima di una nuova chiusura: il teatro Giuditta Pasta di Saronno saluta i suoi spettatori con la messa in scena della Lisistrata di Aristofane prima di tre settimane di chiusura, come il Dpcm comunicato nelle ultime ore prevede.
Sul palco, a salutare il pubblico, Oscar Masciadri, presidente del teatro, l’assessore alla Cultura Laura Succi e la famosa attrice Marisa Laurito, impegnata in quest’ultimo spettacolo.
Il presidente del teatro prende la parola con un tono colmo di rammarico: “Sono felice di questa ultima giornata, ma triste perchè poi chiuderemo come il governo ha deciso. Io ho sempre ritenuto che il teatro sia un luogo sicuro, molto sicuro. Ci hanno dato delle indicazioni che noi abbiamo rispettato: abbiamo un impianto di sanificazione funzionante, abbiamo calcolato le distanze e usato le mascherine. Obiettivamente, in questi mesi di spettacoli, non abbiamo mai avuto riscontro di qualcuno contagiato. Questa è la situazione di molti teatri. Sarà difficile, ma noi ci siamo, il teatro c’è. Da domani mattina riprenderemo a riprogrammare gli spettacoli con la passione che ci caratterizza.”
“Sappiamo benissimo – continua Masciadri – che la salute sia importante, ma a volte non capiamo come mai in alcune situazioni i teatri siano poco considerati, messi da parte. Chi ci governa, magari, non è mai stato su un palco, o a teatro, non sa cosa significhi per i dipendenti, i tecnici, gli attori… Sembra che queste cose non siano valutate. Ci sono tantissime situazioni aperte. Ora hanno messo una stretta a tutto, ma ciò che c’è da chiedersi è: perché in questi mesi non tutti hanno messo in sicurezza come ci siamo messi in sicurezza noi?”
All’interrogativo, seguono parole di speranza: “Ripartiremo. Ripartiremo con voglia e alla grande. Speriamo di rivedervi a dicembre.”

Laura Succi, assessore alla Cultura, si sente di condividere questo dolore: “E’ doloroso vedere i teatri e i centri culturali chiudere”, afferma. “Io so quanto i saronnesi e non saronnesi amino questo teatro, abbiamo visto quanto sia cresciuto. Credo che i presidi culturali siano importantissimi in una collettività, soprattutto in un momento di difficoltà come questo: la cultura ci aiuta a capire e trovare le risorse, come comunità. Essere a teatro significa stare insieme, divertirsi e condividere. Lavoreremo insieme; contro il virus non si può fare granché oltre a ciò che è stato fatto finora, ma dobbiamo lavorare affinché il teatro possa recuperare e riprendere al meglio possibile. Grazie per essere qui; non è solo l’assistere ad uno spettacolo, ma un momento di calore per il teatro.”

Anche Marisa Laurito si dice preoccupata per il futuro dell’attività teatrale e fa un appello ai presenti:”Siamo qui oggi per dire ancora addio al teatro. Vorrei fare presente che venire a teatro è una cosa bella, per voi che assistete e per chi fa il mestiere. Significa stare accanto non solo ad attori, ma tecnici, sarti, costumisti, sceneggiatori. Siamo molto avviliti. Vi chiedo di starci accanto di nuovo, alla riapertura. Facciamo questo lavoro con una grande passione. I teatri, privati in particolar modo, escono da questa disgrazia stremati. Per favore, tornate qui.”

25192020

2 Commenti

    • Buongiorno, per il Teatro ma anche per il pubblico stesso proporre spettacoli di Prosa o altro in streaming sarebbe la sua morte.
      Abituare il pubblico alla poltrona di casa davanti alla tv sarebbe un’errore anche sociale .
      Almeno questo è il mio parere

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