SARONNO – Si è spento oggi Giuliano Borroni storico dirigente dell’Fbc Saronno dei tempi del presidente Preziosi e vero punto di riferimento per tante società calcistiche del comprensorio. Borroni era un dirigente a tutto campo, espertissimo di tutti i regolamenti ma pronto anche a tirare le righe del campo.

“Era davvero una persona d’oro. Molto competente in campo calcistico ma anche di buon cuore. Nel corso degli anni ha aiutato tantissime persone”.

Recentemente era impegnato con la Cogliatese e prima ancora era stato presidente dell’Asd Ceriano Laghetto per tre anni ma nella società era rimasto per un decennio come dirigente. Grande cordoglio tra i tifosi che l’hanno visto anche recentemente al Colombo Gianetti per la partita dell’Fbc Saronno. “Era di poche parole ma davvero per lui il mondo del calcio non aveva segreti: dai tesseramente alle squalifiche era sempre preciso e impeccabile”.

Negli ultimi anni si era trasferito a Ceriano Laghetto ma aveva vissuto a lungo nella città degli amaretti.

4 Commenti

  1. Ricordo Giuliano non solo nella sua attività di dirigente/factotum del Saronno Fbc, ma anche, nei suoi anni giovanili, la sua attività di calciatore come portiere della Robur.
    Con i biancoblu roburini rammento una sua grande prestazione a Seregno, con numerosi interventi “salva risultato”. Interventi da portiere “paratutto”, tanto da far dire, a fine partita, ai dirigenti di quella squadra: “La prossima volta gioca con noi”.
    Da calciatore e da dirigente sportivo ha sempre osservato, in modo esemplare, il fondamentale articolo delle norme calcistiche: il comportamento deve essere sempre conforme alla lealtà sportiva.
    Giuliano caro, nella speranza di una vita senza fine, riposa in pace.

    • Grazie Marino per aver ricordato mio fratello. A proposito di quella partita con il Seregno, i dirigenti del Seregno vennero più volte a casa mia per convincere mio fratello. Parlarono con mio padre e con me perché facessimo pressione su di lui, ma non ci fu niente da fare. Non volle andare a Seregno. Il motivo? Perchè il Seregno era una squadra allora “importante”, di professionisti, e “se sbaglio?”. Attilio Borroni.

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