COGLIATE – Riceviamo e pubblichiamo la nota della lista civica Uniti per Cogliate, relativa alla variazione del PGT decisa in consiglio comunale.

Nell’ultimo Consiglio Comunale è stato adottato, con il voto contrario del gruppo Uniti per Cogliate, il Piano attuativo in variante al PGT per la riqualificazione di un comparto in via De Amicis / del Galletto di proprietà della ditta Novartiplast.

Il Piano – che prevede la sostituzione dei vecchi capannoni per realizzarne uno nuovo e l’edificazione di un nuovo comparto residenziale – varia il PGT vigente per poter aumentare la volumetria disponibile sulla parte industriale e diminuirla su quella residenziale (generando un surplus volumetrico che potrà essere utilizzato in altri ambiti) per mantenere una tipologia di edificazione in linea con l’abitato esistente. L’ipotesi prevista dal PGT era di 50% residenziale e 50% industriale; con questo Piano, si passerà ad un rapporto di 30% residenziale e 70% industriale.

Abbiamo riscontrato alcune criticità nella convenzione approvata – sostengono i rappresentanti del gruppo Uniti per Cogliate. 

Contrariamente al solito, la demolizione del vecchio capannone, la cessione delle aree per la realizzazione di urbanizzazioni (parcheggi, strade, ecc) avvengono in fasi successive. È corretto evitare l’interruzione della produzione, per non penalizzare una realtà economica importante del territorio, ma per questi passaggi non sono state richieste garanzie adeguate.

Riteniamo, invece, inaccettabile la durata della convenzione, fissata in 20 anni. Convenzioni urbanistiche di questo tipo hanno durata massima di 10 anni.

In merito a questo punto – proseguono i consiglieri della lista civica – sono gravi le affermazioni del vice sindaco (e assessore all’urbanistica) che ha detto: “soprattutto visto il periodo non molto roseo per quanto riguarda l’edilizia, l’idea è stata quella di permettere alla proprietà di avere un po’ più di tranquillità e un po’ più di tempo per riuscire a realizzare le opere”.

Queste parole sottintendono un’idea completamente sbagliata della visione urbanistica di un Comune. Qui non si tratta di un privato che intende realizzare un piccolo intervento edilizio sulla sua proprietà per costruirsi la casa. Stiamo parlando di un corposo ampliamento di una realtà industriale e dello sviluppo di una nuova zona residenziale, andando ad occupare parte del capannone dismesso ma anche parte di terreno vergine.

Su operazioni urbanistiche di questa portata – concludono gli esponenti di UPC – compito dell’Amministrazione Comunale è quello di legare gli interessi della collettività alle esigenze del privato.

Il “territorio” è un’importante “risorsa” per organizzare e progettare lo sviluppo di una comunità, i suoi servizi, le infrastrutture. In questo caso si è perso di vista questo principio, vincolando una porzione di territorio, forse stravolgendo il senso originario delle previsioni urbanistiche su quell’area su cui si immaginava una rigenerazione diversa.

(in foto: il municipio di Cogliate)

04112020