CISLAGO – Il comitato Salviamo il Paesaggio e la Terra di Cislago e la Federazione dei Verdi della Provincia di Varese – Europa Verde riaccendono i riflettori sulla proposta del parco agricolo prealpino sovracomunale.

Recentemente i due sodalizi hanno presentato insieme alcune osservazioni e proposte al rapporto preliminare messo a disposizione nell’ambito della revisione del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale della Provincia di Varese.

Ma di cosa si tratta concretamente? La proposta del Comitato Salviamo il Paesaggio di Cislago relativa al Parco Agricolo Prealpino Sovracomunale è un progetto lanciato nel 2014 e che nel 2017 era già stato presentato alla Provincia. L’obiettivo principale che è quello di mantenere la funzionalità agricola di alcune aree tra la provincia di Como e quella di Varese.

“Diversi i vantaggi che si otterrebbero – spiega l’associazione – della realizzazione del parco dalla tutela della salute, alla conservazione di un territorio vitale dal punto di vista agricolo (non ci sono terreni lasciati incolti), dal collegamento di aree agricole e boschive dal grande valore paesistico e ambientale (il Parco del Lura, il Bosco del Rugareto e il Parco Pineta in direzione di Tradate) all’opportunità di sviluppo di una filiera corta e di acquisti a “Km zero”.

Una proposta con numeri importanti soprattutto per la portata: i comuni coinvolti sono 7 (Cislago, Turate, Limido Comasco, Cirimido, Mozzate, Rovellasca, Fenegrò), con circa 70.000 residenti è anche stata realizzata una petizione che ha raccolto circa 500 firme. “La concretizzazione di questo parco è auspicabile anche per gli operatori della zona che svolgono attività agricole e allevamenti – precisa Maurizio Cremascoli portavoce del comitato Salviamo il Paesaggio e la Terra di Cislago – Ci sono giovani già impegnati nella cura di coltivazioni e boschi e il parco rafforzerebbe queste occasioni di lavoro”.

Quali potrebbero essere i prossimi step? “C’è bisogno della condivisione e del supporto di tutti i portatori di interesse da quelli di settore (Coldiretti e Confederazione Italiana Agricoltori) a quelli per la tutela dell’ambiente come Legambiente e WWF – aggiunge Cremascoli – importanti esponenti politici, di tutti gli schieramenti, approvano il progetto. Anche l’Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste è interessato. Mancherebbe solo l’ufficializzazione e l’aggiornamento dei piani di fattibilità riunendo tutti i sindaci di tutti i comuni coinvolti”.

1 commento

  1. Secondo me converrebbe lavorare per riunirsi in un unico grande parco e chiedere poi che venga istituita un’area protetta (ovviamente impossibile con gli attuali politici provinciali e regionali filo-venatori). Ad ogni modo sul territorio esistono già il parco dei Mughetti e il Parco del Lura, non so poi se c’è ancora il Parco del Rugareto o se è entrato in un altro parco a livello amministrativo. Perché creare un altro parco PLIS? Unitevi con quello dei Mughetti… Mi sembra un’operazione migliore dal punto di vista amministrativo e come possibilità poi di accedere a fondi (territorio più vasto).

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